Occasione persa, il Napoli battuto rilancia la Juve, ora comanda l’Inter, vincono le romane, un portiere fa l’attaccante e il Benevento conquista il primo storico punto ai danni del Milan

Occasione persa, il Napoli battuto rilancia la Juve, ora comanda l’Inter, vincono le romane, un portiere fa l’attaccante e il Benevento conquista il primo storico punto ai danni del Milan

Napoli-Juventus ha emesso due sentenze subito eseguite: prima sconfitta dei partenopei e una Juve a -1 rilanciata più che mai, anche se, adesso, fra le due maggiori litiganti a goderne è l’Inter, unica rimasta imbattuta,  che è sola in testa ma che sabato prossimo a Torino contro la Vecchia Signora farà la prova del nove del suo effettivo valore.

Il Napoli ha in pugno la partita ma la Juve la controlla bene e la vince: è la sintesi di questo atteso incontro che, contemporaneamente, ha evitato il salto di qualità del Napoli e ha reinserito la Juve a un punto dalla vetta, rilanciandola prepotentemente.

A Napoli e non solo, tutti si aspettavano di dare il colpo di grazia alla Juventus, allontanandola dalla vetta, confermando i partenopei come i dominatori del campionato. Invece, tutto il contrario: colpito da un gol quasi a freddo di Higuain, e questo fa ancora di più male, l’undici di Sarri non è stato capace di pareggiare, facendosi irretire da una Juve che ha messo in mostra qualità che ormai sembravano smarrite, soprattutto in difesa e giocando con la massima sicurezza ha amministrato con tranquillità l’esiguo ma prezioso vantaggio, addirittura sfiorando anche il raddoppio, soffrendo per ben 78’ ma senza mai mostrare alcuna crepa.

Forse, per l’andamento dell’incontro, il Napoli un pari l’avrebbe pure meritato e gli avrebbe fatto comodo per mantenere inalterate le distanze da quella che da sempre è la sua più ostica avversaria. Adesso bisognerà verificare quali conseguenze avrà lasciato negli uomini di Sarri questa sconfitta che, comunque, ha già impresso una svolta alla classifica.

L’Inter contro il Chievo non poteva fallire e non ha fallito l’opportunità per scavalcare il Napoli,  prendersi la testa della classifica e,  oltre alla vittoria,  ha anche straripato (5-0) nel punteggio dando un’ennesima prova di forza e meritando il ruolo di capolista. Su 15 partite ne ha vinte 12 e pareggiate 3, senza alcuna sconfitta: se questo non è un ruolino di marcia  da scudetto… Da tenere presente che gli uomini di Spalletti, non avendo impegni settimanali di Coppe, risentono meno, rispetto alle altre concorrenti, dello stress fisico e mentale. Fra qualche giorno la Juve misurerà  il grado e il valore dei nerazzurri.

La Roma all’Olimpico, rispettando il pronostico,  ha liquidato la Spal  (3-1) in una partita subito in discesa per l’espulsione di un avversario ma, al di là della superiorità numerica, l’undici di Di Francesco non ha avuto alcun problema, interpretando ancora una volta  il ruolo di squadra di alta classifica.

La Lazio, invece, ha dovuto soffrire per vincere (1-2) a Genova contro la Sampdoria, andata subito in vantaggio e fino a 10’ dalla fine sembrava proprio fatta ma uno spettacolare Milinkovic, in vena di grandi numeri, prima firmava il pari e poi inventava l’assist decisivo per Immobile in fase di recupero. Vittoria importantissima quella di Inzaghi che consente di allungare di più sulla stessa Samp per un posto in Champions.

Il  Milan, affidato a Gattuso dopo l’esonero di Montella, in terra sannita, è entrato nella storia in doppio senso negativo, sia per essere stata la prima squadra a lasciare il primo punto in A alla matricola Benevento, sia per essersi fatto letteralmente infilare (2-2) all’ultimo secondo dei 5’ di recupero su colpo di testa del portiere campano Brignoli il quale svirgolava con la nuca una punizione lasciando tutti sbalorditi. Il Benevento, nonostante fosse andato due volte in svantaggio, non meritava di perdere per come aveva condotto la partita e il Milan, per quel che (non) aveva fatto vedere,  non poteva meritare di prendersi i primi tre punti dell’era Gattuso che non ha mostrato granché rispetto alla pochezza vista con Montella,  ripetuta tale e quale. In particolare i milanisti sono apparsi senza grinta, fiacchi, tendenti solo al solito,  inconcludente gioco laterale, senza alcuna profondità. Inoltre, farsi rimontare in una maniera così rocambolesca da un avversario che aveva lasciato punti a tutti, deve far seriamente meditare sull’organico del Diavolo.

Bella tripletta (3-0) della Fiorentina ad un Sassuolo sulla cui panchina esordiva Iachini al posto diell’esonerato Bucchi. Quarto pareggio  consecutivo del Torino contro un’ottima  Atalanta (1-1),  che avrebbe anche potuto vincere per le occasioni avute, con i tifosi granata  che mugugnano perché nelle ultime dieci partite hanno conseguito una sola vittoria.  Prezioso il punto del Cagliari a Bologna (1-1).                    Mentre Crotone-Udinese e Verona-Genoa sono i posticipi di lunedì, la settimana si presenta interessante per le Coppe Europee.

La Champions.  Settimana decisiva per le qualificazioni agli ottavi per Juventus, Napoli e Roma.  Martedì, gli uomini di Allegri  affronteranno in Grecia l’Olympiakos per formalizzare  un  passaggio ormai quasi certo e  con un ritrovato morale;  quelli di Sarri mercoledì in casa Feyernoord dovranno solo vincere e sperare che il Manchester batta sonoramente lo Shakthar; si presenta più facile la qualificazione  dei giallorossi di Di Francesco che, sempre martedì,  affronteranno in casa il modesto Qarabag che, però, ha impattato due volte con l’Atletico.

L’Europa League.  Qui va molto meglio per le italiane perché  tutte e tre si sono già qualificate: il Milan, in casa  del Rijeka,  e la Lazio in Belgio col Waregen, inattaccabili  al primo posto mentre  l’Atalanta se lo giocherà in un vero e proprio  spareggio  a  Bergamo con il Lione con il quale condivide la poltrona di capolista.

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