No alla missione in Niger, scrive il missionario Armanino su Avvenire. Arturo Scotto ed Eleonora Cimbri (LeU) preoccupati, chiedono di convocare il Parlamento

No alla missione in Niger, scrive il missionario Armanino su Avvenire. Arturo Scotto ed Eleonora Cimbri (LeU) preoccupati, chiedono di convocare il Parlamento

In una lettera aperta ai parlamentari apparsa su Avvenire, il missionario Mauro Armanino fa appello ai parlamentari di votare no alla missione militare in Niger, che domani sarà oggetto di un decreto ad hoc da parte del Consiglio dei ministri. “Mi vengono in mente una Repubblica di carta e l’altra di sabbia”, scrive il missionario. “Quella di carta racconta del Paese dove sono nato, una ‘Repubblica, fondata sul lavoro’, nata dalle variegate resistenze al nazifascismo che, proprio per questo, ha scelto di ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art. 11 della Costituzione). Una Repubblica di carta stracciata, se e quando questo principio viene messo in discussione, svuotato, svenduto. Una Repubblica che si appresta a scrivere una storia ambigua e dura sulla sabbia di quest’altra Repubblica, quella del Niger, dove vivo. Abbiamo comprato l’assenso della Repubblica del Niger, che pure oggi, nella sabbia delle frontiere già armate, riconosce di essere da 59 anni una Repubblica sovrana. Abbiamo usato il denaro per comprare il diritto a operare con militari allo scopo di occupare terreno, sorvegliare e se è il caso punire, secondo i dispositivi di controllo del territorio delineati dal piano di occupazione in corso. Si dice terrorismo, si legge frontiere. Si dice trafficanti, si legge migranti. Geopolitiche di carta, scritte sulla sabbia che il vento spazzerà via a tempo debito”. “Onorevoli parlamentari, eletti per rappresentare la volontà del popolo sovrano dal quale ricevete la legittimità e la rappresentanza, avete la possibilità, forse unica, di esprimere con un no l’unica ragionevole posizione al momento di scegliere il futuro della presenza militare italiana nel Sahel. Avrete l’opportunità e la responsabilità di scrivere un’altra storia della nostra presenza in Africa. Non sulla sabbia, ma sui volti. Quei volti che noi, missionari, abbiamo incontrato e raccontato per decenni. Siamo stati gli ambasciatori più veri del nostro Paese, incarnandone, con tutti i limiti legati all’umana fragilità, i valori più profondi di umanità e solidarietà, che si trovano, appunto, alla base della visione personalista e comunitaria della Costituzione italiana. Non tradite questi volti e non tradite questa tradizione di solidarietà sincera e profonda che abbiamo seminato con anni di presenza, accompagnamento e dedizione a questi popoli che sono diventati i nostri. Non traditeli, dovrete renderne conto di fronte alla storia, scritta da nomi di sabbia che serbano un futuro di pace per tutti”.

Scotto (LeU), occorre voto in Parlamento alla luce del Sole

“Aspettiamo chiarimenti sulla missione annunciata in Niger alla quale prenderà parte anche il nostro paese. Chiediamo trasparenza sulle regole d’ingaggio per i nostri militari, compresi quelli dei paesi alleati. Deve essere evidente la natura no combat della missione. Allo stesso tempo va garantito il resettlement dei rifugiati bloccato al confine tra Niger e Libia, nel rispetto delle convenzioni internazionali e con il concorso dell’Unhcr. Infine non basta un’autorizzazione in commissione, ma occorre un voto parlamentare alla luce del sole. Anche a camere sciolte”. Lo dichiara in una nota Arturo Scotto, deputato di Mdp-Liberi e Uguali.

Cimbro (LeU): Preoccupati per l’invio delle truppe italiane 

“Siamo preoccupati per la decisione del governo di mandare le truppe dall’Iraq al Niger, perché di fatto si compie il progetto avviato da tempo di sigillare la Libia a nord e a sud, lasciando centinaia di bambini, donne e uomini in una terra destabilizzata, vittime di violenze di ogni tipo”. Lo dichiara Eleonora Cimbro, deputata di Articolo uno – Movimento Democratico e Progressista, componente della commissione Esteri a Montecitorio ed esponente di Liberi e Uguali.”Mai più attuali sono le parole di Papa Francesco, prosegue Cimbro, che ha ricordato ancora una volta, in occasione del Santo Natale, che nel mondo vi sono oltre 250 milioni di persone che scappano dalla fame, dalle guerre e dalle violenze. Su tutto questo il “mondo con la pancia piena” dovrebbe interrogarsi. Noi di Liberi e Uguali pensiamo che questo sia il problema, e non solo un problema del mondo. Non possiamo permettere che si faccia demagogia facendo arrivare 162 profughi dalla Libia attraverso corridoi umanitari e contemporaneamente affiancare la Francia, principale protagonista della destabilizzazione in Libia, in una politica di neocolonialismo”.”Il continente africano, conclude Cimbro, deve finalmente essere libero ed indipendente sia politicamente che economicamente”.

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