Neofascismo. A Como in 10mila contro l’atto squadrista degli skinhead. A Forlì, presidio delle forze democratiche e lunedì corteo antifascista di Cgil, Cisl e Uil

Neofascismo. A Como in 10mila contro l’atto squadrista degli skinhead. A Forlì, presidio delle forze democratiche e lunedì corteo antifascista di Cgil, Cisl e Uil

A Como si è svolta la manifestazione antifascista in risposta all’irruzione di skinhead a una riunione della rete solidale ‘Como senza frontiere’. Per il Pd al corteo hanno sfilato oltre 10mila persone. Sul palco nessun big, ma 10 ragazzi che hanno letto messaggi sull’antifascismo. “Essere qui è un dovere di tutte le forze democratiche”, dice la presidente della Camera Laura Boldrini. E il presidente del Senato Grasso commenta: “Contro i rigurgiti fascisti la miglior risposta è l’impegno per i valori della Costituzione”. Tuttavia, a poche centinaia di metri si è svolta una riunione di Forza Nuova. Il segretario Roberto Fiore ha confermato la “mobilitazione contro Pd e gruppo Repubblica e l’Espresso che sono parte strutturale del clima di odio nei nostri confronti”. Da quello che si evince, dunque, dal tipo di partecipazione, sarebbe forse stato meglio evitare che a lanciarla fosse il Partito democratico, anche e sopratutto per evitare spiacevoli equivoci e defezioni strumentali. Poteva e doveva essere un anticipo del 25 aprile, con l’Anpi, le forze antifasciste, i sindacati, le associazioni democratiche e i sindaci (che rappresentano le comunità, mentre quello di Como non c’era) tutti insieme a lanciare anche la manifestazione di Como. “I valori della Costituzione” ai quali ha fatto riferimento Pietro Grasso, presidente del Senato e leader di Liberi e Uguali, non sono certo appannaggio di un solo partito, anche se come aggettivo ha scelto di chiamarsi “democratico”. La nostra non è una sterile polemica, ma un richiamo a come si fanno queste cose, a come si sono sempre fatte, e a come continueranno a farsi nel futuro, con tutte le forze democratiche protagoniste, senza che nessuno “ci metta il cappello”, come si usa dire. E segnaliamo, qui ed ora, anche il rischio che il segretario del Pd, il suo vice, ministro Martina, e qualche esponente della minoranza possano usare la partecipazione delle forze a sinistra del partito di governo in funzione strumentale per tornare a predicare la necessità del centro-sinistra.

Per Laforgia (LeU), “la difesa dela Costituzione non è di parte”. Boldrini: “non sottovalutare le intimidazioni”. Camusso: “li si è lasciati crescere e presentare alle elezioni”

E se infatti Francesco Laforgia e Laura Boldrini puntano decisamente sul significato della manifestazione, dal Pd si levano voci penosamente strumentali. “La difesa della Costituzione non è di parte, serviva una risposta corale delle forze politiche, era importante essere qui”, ha infatti sottolineato Francesco Laforgia (Liberi e uguali-Mdp). La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha poi commentato: “Io non riesco veramente a capire come ci si possa sottrarre a una manifestazione che vuole stabilire questi valori. Dobbiamo – dice – essere capaci di non trovare divisioni su quello che dovrebbe essere un punto di caduta per tutto il Paese: la Costituzione antifascista. Dobbiamo capire che queste intimidazioni non vanno più sottovalutate”. La Cgil era rappresentata al suo massimo livello, da Susanna Camusso, segretario generale, che ha detto, concentrandosi sul tema, “siamo un Paese che ha nella Costituzione il divieto di ricostituire il partito fascista e li si è lasciati crescere e presentare alle elezioni. Si è continuato a dire ‘sono ragazzate'”. Quanto è avvenuto a Como e a Forlì “sono episodi di squadrismo”, che per tutti i ministri del governo presenti “non vanno e non andranno sopravvalutati”.

E tuttavia, alcuni esponenti del Pd, a cominciare dal segretario non riescono proprio a fare a meno di strumentalizzare la manifestazione

Dunque, si era là, a Como, per una sola ragione: manifestare contro il neofascismo galoppante, che da giorni impesta lo stivale con i suoi atti squadristi. Dal Pd invece ecco la doppia e strumentale interpretazione, a partire dalle parole del segretario Renzi, che durante la manifestazione si è limitato ad affermare che “è una bellissima giornata”, ma poi, attaccato da Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, si sfoga su Facebook, concentrandosi nuovamente e narcisisticamente su se stesso: “nessuna persona è nostra nemica, ma siamo nemici di ogni violenza, di ogni intolleranza, di ogni fascismo. Abbiamo molte persone che ci considerano avversari, tanti ci considerano nemici, qualcuno ci odia. Ma noi siamo e saremo sempre amici della verità, della libertà, della democrazia, dei diritti. Se Forza Nuova considera il Pd come nemico – conclude Renzi – è perché noi siamo dalla parte giusta. E di lì non ci muoveremo mai”. Solo che dalla parte giusta, cioè quella della Costituzione, e Renzi, che un anno fa avrebbe voluto stravolgerla lo sa bene, non c’è solo il Pd, ma quelle decine di soggetti politici, sindacali, associativi che costituiscono l’ossatura democratica del paese. E stupisce come ad esempio Gianni Cuperlo utilizzi la manifestazione di Como per l’ennesimo appello al centrosinistra unito (come se l’antifascismo fosse anche il vinavil – come direbbe Prodi – per tornare al governo, a prescindere da come si è governato e da come si governerà in futuro), “spero che tutto il centrosinistra capisca che l’avversario rimane la destra e non quello che ti è più vicino”, ha infatti sostenuto Gianni Cuperlo, tra i primi ad arrivare in mattinata a Como. Ed ecco, tra gli altri, il post di Maurizio Martina, ministro dell’Agricoltura e numero due del Pd: “noi non possiamo permettere che l’Italia venga governata da chi definisce questi gruppi neofascisti solo come ‘quattro ragazzi’: destra e cinque stelle hanno assunto posizioni timide e imbarazzanti di fronte a tutto ciò. Ecco perché continuo a pensare che nel nostro campo servano le ragioni dell’unità e non l’azzardo delle divisioni. La piazza di Como ci dice anche questo. Spero nessuno se lo dimentichi”. Incredibile lezione “unitaria”, pervenuta fuori tempo massimo, e senza un briciolo di “mea culpa” (chi ha inseguito, dal governo, l’estrema destra sul suo stesso terreno securitario, ad esempio con i decreti Minniti?).

A Forlì, dopo l’aggressione squadrista di Forza Nuova che ha colpito il segretario della Fiom, un poliziotto e universitari di Link, riunite istituzioni e realtà democratiche. Lunedì il corteo antifascista

Dopo l’aggressione di ieri a Forlì da parte di alcuni esponenti di Forza Nuova ai danni di segretario provinciale della Fiom e di un agente di polizia, istituzioni e realtà sociali si sono riunite questa mattina in piazza per un presidio antifascista. E una seconda manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil per dopodomani, lunedì 11 dicembre, con concentramento alle 18 in piazzetta della Misura a Forlì e a seguire corteo per le vie cittadine fino in piazza Ordelaffi, di fronte alla Prefettura. “Ci siamo ritrovati questa mattina, nonostante il freddo e la pioggia, per contrastare l’escalation fascista di questi ultimi giorni – spiega il sindaco di Forlì, Davide Drei, sulla propria pagina Facebook – l’irruzione a Como, la manifestazione a volto coperto sotto la sede di Repubblica-L’Espresso e infine la violenza a Forlì in piazzetta della Misura. Appunto, la Misura è colma. Vogliamo segnalare con fermezza la distanza fra la città di Forlì e il movimento Forza Nuova. Lo ripeto, non saranno tollerati altri atti di violenza”, avverte il sindaco. Solidarietà per le vittime dell’aggressione da parte di Forza Nuova arriva anche dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. “Ormai episodi di intolleranza e violenza di vero e proprio stampo fascista e squadrista sono all’ordine del giorno – suona l’allarme il governatore – è bene che tutte le forze che hanno a cuore i valori democratici di pace, libertà e convivenza civile non sottovalutino questa situazione”. E intanto, da Cesena arriva l’appello perché tutti i Comuni della provincia serrino le fila contro l’avanzata dell’estrema destra.

Share