Mondiali di calcio Russia 2018: Usigrai, su diritti sportivi in gioco ruolo della Rai

Mondiali di calcio Russia 2018: Usigrai, su diritti sportivi in gioco ruolo della Rai

“Il mondiale di calcio per la prima volta sarebbe fuori dalla Rai. Una decisione che reputiamo densa di rischi. Il primo è quello dell’erosione del ruolo di servizo pubblico con scelte che cominciano a sembrare frutto di una strategia mirata alla delegittimazione della Rai come patrimonio dei cittadini. Ci chiediamo se vi sia consapevolezza di questo nei vertici aziendali e anche nell’azionista”, afferma l’Usigrai, prendendo spunto dalle notizie di stampa secondo cui la Rai non parteciperebbe al rialzo per l’acquisizione dei diritti del mondiale di calcio in Russia, al momento nelle mani di Mediaset. E’ di oggi infatti l’annuncio che il gruppo di Cologno Monzese ha acquisito in esclusiva i diritti tv delle gare del mondiale di calcio 2018 e che trasmetterà in chiaro in Italia e in Spagna tutte e 64 le partite in programma. L’Usigrai aggiunge – sempre riportando quanto scritto da organi di stampa – che secondo l’azienda di viale Mazzini sono troppi 85 milioni senza gli azzurri e con un tetto pubblicitario che porterebbe una notevole perdita di bilancio. Si punterebbe invece sulla Champions League – dove però – dice l’Usigrai – non c’è la certezza di prevalere nella gara per i diritti tv -, partendo dal giusto presupposto che dalla prossima stagione l’Italia sarà rappresentata da 4 squadre.

Per contro, si cederebbe però a Sky sulla Formula1, “che – sottolinea l’Usigrai – continua ad assicurare buoni ascolti alla Rai, per di più in un campionato che vede il ritorno in pista di un altro marchio storico italiano (l’Alfa Romeo, ndr). Ci chiediamo e vi chiediamo se il ruolo del servizio pubblico possa essere esclusivamente quello di ragionare sui costi senza immaginare la propria funzione”. A parere dell’Usigrai “magari si potrebbe dire sì al Mondiale recuperando gli sprechi dovuti ad appalti esterni, al ruolo prevalente delle società esterne per produzioni che la Rai potrebbe gestire direttamente grazie alle professionalità che ha al proprio interno. I conti, ve lo assicuriamo, tornerebbero ugualmente e addirittura ci sarebbero ulteriori risorse per esercitare quel ruolo affidatoci dalla Convenzione di servizio pubblico”. Infine, “tra i rischi di queste valutazioni sui diritti che l’azienda sta facendo, ci chiediamo se in un quadro politico in via di definizione che purtroppo continua pesantemente ad influire su questa azienda, non si tenda a impostare delle scelte non sulla base degli interessi dei telespettatori ma su quelli dei competitor del settore. Forse qualcuno sta nuovamente respirando aria di RaiSet?”.

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