Militanti fascisti mascherati sotto la redazione de la Repubblica. Proclami deliranti e petardi contro i giornalisti del quotidiano. Mattarella: “Fatti gravi”. Proprio oggi si era insediato il tavolo contro le intimidazioni alla stampa.

Militanti fascisti mascherati sotto la redazione de la Repubblica. Proclami deliranti e petardi contro i giornalisti del quotidiano. Mattarella: “Fatti gravi”. Proprio oggi si era insediato il tavolo contro le intimidazioni alla stampa.

Ancora intimidazioni all’informazione di bande neofasciste. Questa volta l’azione dei ‘manganellatori’ si è consumata sotto la redazione del quotidiano la Repubblica. Un gruppetto di militanti fascisti mascherati, che esponevano una bandiera di Forza Nuova e un cartello con la scritta “Boicotta Repubblica e L’Espresso” – come ha riportato il sito on line del quotidiano- ha acceso fumogeni e letto un proclama di accuse alla redazione. Un paio di fumogeni sono stati lanciati all’indirizzo di dipendenti del giornale che protestavano per la provocazione.

“La spedizione – si legge ancora nella nota- arriva mentre Repubblica porta avanti il suo lavoro di informazione sul diffondersi di episodi di fascismo e intolleranza nel paese, dall’irruzione di teste rasate nella sede di una ong pro-migranti a Como, all’esposizione di una bandiera del secondo Reich in una caserma dei carabinieri a Firenze. Il mese scorso, era stata sempre Repubblica a riportare una denuncia secondo la quale in una sede romana di Forza Nuova i nuovi iscritti venivano spinti a raid contro gli immigrati.

Il delirante messaggio dei neofascisti

Delirante il messaggio dell’organizzazione fascista, che ormai si colloca ai limiti, se non oltre la legge: “Torce accese per ‘illuminare’ la verità contro le menzogne dei pennivendoli di regime e maschere sul volto. Ci siamo presentati così perché oggi rappresentiamo ogni italiano tradito da chi con la penna favorisce Ius soli, invasione e sostituzione etnica”. Non solo: Forza Nuova annuncia che è solo l’inizio: “Oggi è stato solo il ‘primo attacco’ contro chi diffonde il verbo immigrazionista, serve gli interessi di Ong, coop e mafie varie. Da oggi inizia il boicottaggio sistematico e militante contro chi diffonde la sostituzione etnica e l’invasione (…). Questi infami sappiano che non gli daremo tregua, li contesteremo ovunque. Boicotta De Benedetti, il Gruppo L’Espresso, La Repubblica, combatti il sistema”.

La solidarietà alla redazione delle Istituzioni

Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso “solidarietà” ai giornalisti di Repubblica ed Espresso per “i gravi fatti di oggi”. Il Capo dello stato ha trasmesso la sua solidarietà da Lisbona dove si trova per una visita di Stato.

Gentiloni

A seguito di quanto accaduto il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ha chiamato, esprimendo la solidarietà sua e del Governo, il direttore de la Repubblica Mario Calabrese.

Grasso

Lapidarie le parole del Presidente del Senato Pietro Grasso: “Un gravissimo attacco fascista contro la libertà di informazione alla sede di @repubblica. Non facciamo l’errore di sottovalutare queste cose. Un abbraccio ai suoi giornalisti e dipendenti.

Boldrini

Dura la reazione anche del Presidente della Camera, Laura Boldrini: “Quando si attacca un giornale si attacca la libertà di stampa. Solidarietà a @repubblica e ai suoi giornalisti per il vile gesto neofascista di #ForzaNuova”.

Minniti

“Sono venuto qui perché per me la cosa più incredibile è che venga dichiarata guerra alle idee”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno Marco Minniti, all’arrivo nelle redazioni di Repubblica e l’Espresso. “Non è un segnale usuale. Mi auguro ci sia una risposta consapevole a questo attacco alla libertà di stampa. Ora siamo sul confine e quel confine non dovrà essere superato”

Orlando

Su quanto accaduto da mettere nel conto le parole del ministro della Giustizia, Orlando: “La mia solidarietà @repubblica. Vicenda che smentisce coloro che ritengono eccessivi allarmi su tema. C’è estremismo che ha alzato testa. Lo Stato e la società italiana devono affermare i valori su cui si regge la nostra Costituzione”.

Raggi

Su Facebook la solidarietà anche della Sindaca Raggi: “Solidarietà a @repubblica ed @espressonline oggetto di attacco squadrista da parte di #ForzaNuova. Un atto ignobile da condannare”.

Tante espressioni di vicinanza dal mondo della politica e non solo

Renzi

Ed ancora il segretario del Pd, Matteo Renzi:  “La solidarietà mia e del PD a @repubblica e ai suoi giornalisti. Non ci fanno paura. Quel passato non tornerà #avanti”.

Fassina

Tanti i messaggi di solidarietà inviati alla redazione del quotidiano, tra i primi quello di Stefano Fassina: “Solidarietà @rep_roma @redazionerep @per inaccettabile attacco intimidatorio dei fascisti di @ForzaNuova Avanti ancora più determinati per nostra Costituzione”.

Il gruppo Pd in Campidoglio

Anche il Gruppo capitolino del Pd ha testimoniato la sua solidarietà ai giornalisti del quotidiano romano: “Vergognosa intimidazione fascista al quotidiano la Repubblica. Un gruppo di squadristi, vecchi arnesi del più buio passato d’Italia, vorrebbe mettere il bavaglio alla libertà di stampa caposaldo della democrazia e della costituzione repubblicana. Siamo e saremo sempre al fianco di chi ogni giorno anche a costo della vita ci racconta la realtà, per alcuni scomoda, del mondo in cui viviamo. Nell’esprimere la nostra solidarietà al gruppo la Repubblica-L’espresso ribadiamo con decisione che siamo e saremo sempre al fianco dei giornalisti e dei lavoratori della stampa e contro vorrebbe imbavagliare la libertà d’espressione”.

Dureghello (Comunità Ebraica)

Tra i tanti messaggi da registrare quello della Presidente della Comunità Ebraica romana Ruth Dureghello: “La mia vicinanza e solidarietà a @mariocalabresi e ai giornalisti di Repubblica. È in atto un pericoloso risorgere di neofascismo che va contrastato con forza. Il nostro appello alle istituzioni affinché facciano il possibile per fermare lo squadrismo”.

E nella mattinata si era insediato il Comitato contro gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti

E proprio nella mattinata di mercoledì si era insediato al Viminale il Centro di Coordinamento delle attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.

Al tavolo, presieduto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, hanno partecipato il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, il Segretario Generale e il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, il Presidente e il Segretario dell’Ordine Nazionale dei giornalisti, Carlo Verna e Guido D’Ubaldo. Si è trattato della prima riunione operativa per monitorare il fenomeno delle minacce ai cronisti e mettere a punto le necessarie misure di tutela, nel corso della quale sono stati anche analizzati gli ultimi dati relativi agli atti intimidatori contro gli operatori dell’informazione.

Ecco il resto della nota diffusa dal Viminale: “Oggi sono 19 i dispositivi di protezione nei confronti di giornalisti e 167 le misure di vigilanza adottate a tutela di rappresentanti degli organi di informazione. 90 gli episodi di intimidazione registrati tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2017, in diminuzione rispetto ai 114 casi dello stesso periodo del 2016.

Sul fronte dell’attività investigativa sono state 73 le persone denunciate o arrestate nei primi 10 mesi del 2017, 2 in più rispetto all’analogo periodo del 2016.
In gran parte dei casi si tratta di minacce o violenze a danno di giornalisti precari senza un regolare contratto di lavoro e privi di tutele e garanzie. Il tavolo di coordinamento insediato oggi, il primo esempio in campo europeo, costituisce il punto di connessione tra gli organismi rappresentativi dei giornalisti e il Ministero dell’Interno che, avvalendosi anche delle rispettive articolazioni territoriali, garantisce operatività immediata nei casi di minaccia valutando i singoli episodi e disponendo le adeguate misure di tutela a garanzia del diritto dei cittadini ad essere informati.

Nel corso dell’incontro si è concordato, altresì, di dedicare specifica attenzione al fenomeno emergente delle minacce provenienti da formazioni neonaziste e neo fasciste, nonché a quelle rivolte dalla criminalità organizzata agli operatori dell’informazione che con il loro lavoro accendono un faro sul malaffare in aree del territorio particolarmente a rischio.

 

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