Mattarella accomuna Italia e Portogallo: “La crisi è alle nostre spalle”. Sbaglia, noi ci siamo ancora immersi. “Liberi e uguali”: il lavoro non c’è, boom di precari e disoccupati. Successo del governo portoghese, insieme socialisti e comunisti. Da noi? Boh

Mattarella accomuna Italia e Portogallo: “La crisi è alle nostre spalle”. Sbaglia, noi ci  siamo ancora  immersi. “Liberi e uguali”: il lavoro non c’è, boom di precari e disoccupati. Successo del  governo portoghese, insieme socialisti e comunisti. Da noi? Boh

No Presidente Mattarella. Ci consenta di dirLe, con il rispetto che Le è dovuto che l’aver accomunato per quanto riguarda la situazione economica e sociale, Italia e Portogallo, non va bene, non risponde alla realtà. Ha  incontrato le massime cariche dello Stato nel corso della  sua visita in Portogallo e all’università di Porto, ha detto: “Ora la crisi appare finalmente alle nostre spalle e Portogallo e Italia stanno dimostrando come il rispetto delle regole, declinato alla luce delle rispettive realtà economiche nazionali, sia stato in grado di produrre solidi risultati in termini di crescita e riduzione della disoccupazione”. Poche ore prima dell’inizio della sua visita in Portogallo l’Istat rendeva noto che nel nostro paese la disoccupazione non calava, si manteneva all’11,6%, che un terzo della popolazione era a rischio povertà, andava al rallentamento, 1,5%, che le diseguaglianze aumentavano, che i giovani continuavano a non trovare lavoro, che era ormai in atto una esplosione del lavoro precario. Per non parlare del debito pubblico che si porta via intere fette del Bilancio in discussione alle Camere tanto che la Commissione Ue continua a richiamarci ed annuncia che al momento della revisione di aprile la manovra dovrà essere corretta.

Il “miracolo” dell’esecutivo portoghese di sinistra. Crescita al 2,8%

In Portogallo la situazione è nettamente diversa. La Commissione Ue ha chiuso la procedura d’infrazione. La crescita è al 2,8%, l’occupazione e i salari sono cresciuti, cala il debito pubblico, cresce la  fiducia dei consumatori. La fiducia nel presidente Antonio Costa sale all’81%. Qualche giorno fa il ministro delle Finanze portoghese, l’autore del “miracolo economico” Mario  Centeno, è  stato eletto nuovo presidente dell’Eurogruppo. Guiderà l’organismo per due anni e mezzo a partire dal 13 gennaio, giorno della scadenza del mandato. Socialista come il presidente Costa si è aggiudicato l’incarico cui aspirava il nostro ministro dell’economia,Padoan. Infine, ma questo è il dato più interessante, il Portogallo ha un governo di sinistra, vede insieme socialisti e comunisti. Da noi vede insieme il Pd che di sinistra ha perso perfino le tracce e si regge in piedi con i voti dei centristi che guardano a destra e di benevoli aiutini di volenterosi  parlamentari, i verdiniani, senza arte né parte. Disponibili, ma non a costo zero.

Si tocca il valore massimo del precariato da almeno 24 anni

Tutte cose che non diciamo noi che ci permettiamo di contestare il suo discorso, ma l’ Istituto di statistica, che come può confonde i numeri, e gli scriba che si prestano a deformare a realtà dei fatti. Proprio mentre Mattarella teneva il suo discorso l’Istituto rendeva noto che i dipendenti a termine, leggi precari, hanno raggiunto un nuovo record storico: nel terzo trimestre del 2017 sono 2 milioni 784 mila. Dice Istat che si tratta del livello più alto dall’inizio della serie, avviata nel quarto trimestre del 1992. Quindi si tocca il valore massimo da almeno 24 anni. Altro che la crisi che sarebbe alle nostre spalle. Proseguiamo nella lettura. Istat rende noto che nell’ultimo trimestre gli occupati a termine sono cresciuti del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua. Guardando ai dati grezzi, non corretti per gli effetti di calendario, l’aumento degli occupati totalizzato nell’anno, pari a 303mila unità in più, è spiegato soprattutto dalla crescita dei precari, che salgono di 342mila unità. L’ aumento per quanto riguarda  i tempi indeterminati è di 60mila. Diminuiscono di 99mila unità i lavoratori indipendenti. I disoccupati rende noto l’Istituto di statistica, si attestano a 2 milioni 909 mila, pressoché stabili sul trimestre precedente (+0,1%).

Scacchetti (Cgil). Lavoro debole, precario e povero. Non si riduce la disoccupazione

Quando ancora non si conosceva l’intervento portoghese del presidente Mattarella arrivano i primi commenti ai dati Istat. “L’Italia è ancora in una spirale non virtuosa. L’occupazione cresce, ma è lavoro debole, precario e povero e la disoccupazione non si riduce”. Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti. Altro che “la crisi è alle spalle” del presidente Mattarella. Commenta: “Il debole incremento del tasso di occupazione non può essere letto come una buona notizia se – sottolinea Scacchetti – è determinato esclusivamente dal balzo in avanti dei contratti a tempo determinato”. Per Scacchetti “le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Statistica ci confermano, se ancora fosse necessario, che favorire la flessibilità del mercato del lavoro non stimola l’occupazione e spinge sempre più in basso la qualità complessiva del sistema produttivo italiano. Le forti incentivazioni al sistema delle imprese – sottolinea – non sono servite, come avevano promesso, a creare posti di lavoro stabili, e non hanno nemmeno sostenuto il rilancio degli investimenti, unica condizione per una ripresa duratura. Purtroppo, anche le misure contenute nella legge di Bilancio – conclude Scacchetti – non determineranno la necessaria discontinuità nelle politiche economiche e del lavoro nel nostro Paese”.

Barbagallo (Uil). Contratti a termine, lavoretti per pochi euro al giorno

“Dati Istat su occupazione? Purtroppo – dice Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil – riguarda  solo  contratti a tempo e, spesso, si tratta di lavoretti: è un problema. Abbiamo troppe piattaforme digitali che impiegano occasionalmente tanti giovani per pochi euro al giorno. Non è buona occupazione. Il  lavoro non si crea per decreto, servono investimenti pubblici e privati in infrastrutture e occorre smetterla con questa austerità che ha ridotto l’Europa in povertà. Così, giustamente, si devono trovare risorse per aiutare i poveri, mentre sarebbe preferibile che si facessero investimenti per creare lavoro dignitoso ed evitare che si diventi poveri”.

Marcon. La beffa delle riforme targate Pd. De Petris, situazione drammatica

Dalle forze politiche i primi interventi sono quelli di “Liberi e uguali” fra i quali quelli di Giulio Marcon e Loredana De Petris. Marcon  parla di “un vero e proprio record di lavori a scadenza ma anche una beffa che i cantori tenteranno di offuscare magnificando le lodi delle riforme targate Pd. Due milioni 909 mila disoccupati e 2 milioni 784 mila contratti a termine dimostrano che il Jobs Act e gli sgravi fiscali alle imprese non hanno funzionato. La riforma del lavoro ha creato solo lavori a scadenza e aumentato la precarietà, senza combattere veramente la disoccupazione. Per combattere la disoccupazione va creato lavoro e per creare lavoro sono necessari gli investimenti pubblici, ma soprattutto, bisogna dire basta con l’austerità. Altro che Fiscal compact che ha ridotto l’Italia e l’Europa in povertà”. Loredana De Petris parla di situazione che “non è rosea ma drammatica”, i numeri relativi al precariato sono “i più alti nella storia delle rilevazioni Istat. Il successo sbandierato da Renzi – afferma – è questo: aver condannato lavoratori di tutte le età ma in particolare un’intera generazione al precariato, alla povertà e all’insicurezza”. Dal M5S arriva una nota dei portavoce di Camera e Senato. “Il Governo ed il Pd –affermano – non si azzardino a commentare positivamente i dati sul lavoro pubblicati  dall’Istat. Il lavoro precario continua ad aumentare, addirittura, si registra un record di occupati a termine che rappresenta il dato più alto dal 1992, mentre il lavoro ‘stabile’ continua a ristagnare. Non c’è nulla da festeggiare, anzi – concludono – c’è solo da preoccuparsi. Il Jobs Act che doveva servire per rendere le assunzioni a tempo indeterminato la tipologia contrattuale più utilizzata è stato davvero un bluff”.

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