Liberi e uguali, il giorno dopo coincide col primo anniversario della vittoria del No al referendum costituzionale. Per il ministro Orlando, la leadership di Grasso è una seconda sconfitta del Pd

Liberi e uguali, il giorno dopo coincide col primo anniversario della vittoria del No al referendum costituzionale. Per il ministro Orlando, la leadership di Grasso è una seconda sconfitta del Pd

A modo suo la verità di lunedì, il giorno dopo l’investitura di Grasso a leader di Liberi e uguali, la dice il ministro Andrea Orlando, che l’ha vissuta “come una sconfitta, indubbiamente siamo tutti più deboli. Il fatto che il centrosinistra sia diviso ci mette in una situazione di difficoltà che poteva essere evitata”. Insomma, sostanzialmente è l’affermazione della tesi opposta a quella che ha fornito Renzi alla stampa e che è immediatamente rimbalzata come una sorta di velina in una parte cospicua dei media, ovvero che Liberi e Uguali fa gli interessi della destra e della Lega, pur essendo, dice con sgarbata ironia il segretario del Pd, “un partitino insignificante”. Andrea Orlando, Ministro della Giustizia, ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ non nasconde il disappunto per la nascita di “Liberi e Uguali”. “Quando si divide una forza politica – ha proseguito poi il Guardasigilli – inevitabilmente c’è qualcosa che non ha funzionato. Io credo che le scissioni siano sempre un elemento che ha indebolito nella storia del nostro Paese la sinistra”. Sulle dichiarazioni del segretario del Pd Matteo Renzi secondo cui a capo della nuova formazione in realtà ci sarebbe D’Alema, Orlando ha poi dichiarato: ‘In una situazione in cui di per se c’è un elemento negativo, non per la nascita di una nuova forza politica, che saluto e che spero abbia successo nella sua ambizione di recuperare voti dall’astensionismo, quello che mi preoccupa è che questa forza possa smarrire il tema dell’unità del centrosinistra. Non mi interessa chi comanda. Il discorso di Grasso di ieri è un intervento che potrebbe essere il programma del Pd, o almeno del centrosinistra nel suo insieme’. Si tratta del riconoscimento, onesto, di un errore compiuto dal Pd e dal suo gruppo dirigente? Lo vedremo. Intanto, da Liberi e uguali emerge una forte spinta a proseguire nel progetto e c’è la convinzione, come afferma Roberto Speranza, che adesso si possa superare un risultato a due cifre alle elezioni di marzo. E la medesima convinzione è resa nota da Nicola Fratoianni.

Nicola Fratoianni: “se ci attaccano vuol dire che stiamo facendo la cosa giusta”

“‘Un favore alla destra’, ‘La ridotta minoritaria’, ‘La Sinistra irresponsabile’, ‘Un rischio per la tenuta del sistema’. Sono solo alcune delle definizioni che vengono usate in queste ore su Liberi e Uguali e sul percorso che abbiamo iniziato ieri. Vuol dire che unendo le forze di sinistra, stiamo facendo una cosa non accomodante, non rassicurante per coloro che rassicuravano il paese negli anni delle politiche disastrose. Stiamo indicando un’alternativa, stiamo facendo la cosa giusta”, afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana ed esponente della lista Liberi e Uguali. A sua volta, Francesco Laforgia, capogruppo di Mdo incalza: “Liberi e Uguali è molto bello. Ieri abbiamo dato vita ad una nuova proposta. 5mila persone che arrivano a Roma e cercano di entrare in una sala che non li contiene è qualcosa che deve essere salutato positivamente da tutti. In una stagione nella quale i cittadini si sono allontanati dalla politica, il fatto che noi abbiamo risvegliato una curiosità e una militanza è un elemento positivo”. Infine, “chi ieri si aspettava la messa in scena di una sinistra impolverata e con lo sguardo rivolto al passato, è rimasto deluso e lo dico soprattutto a quelli che definisco ‘dispensatori di epiteti’ che in questi mesi ci hanno chiamato in tanti modi diversi e sempre dispregiativi, avranno qualche difficoltà da ieri”, ha aggiunto il capogruppo di Mdp. A sua volta, Roberto Speranza conferma: “penso che Liberi e Uguali, sotto la guida di Grasso, raggiungerà il 10 per cento dei voti ma anche di più. A noi non interessa partecipare, ma vincere”. In merito alla figura della presidente della Camera Laura Boldrini il deputato di Mdp ha detto: “È una persona che apprezzo molto”. “In questo momento si sta occupando di legge elettorale e di bilancio, quindi non si può tirare per la giacchetta, ma ho stimato molto il lavoro svolto da lei in questi anni e sarebbe sicuramente una risorsa”, ha concluso.

L’ennesima smentita che non smentisce di Giuliano Pisapia, che Repubblica ha usato contro Pietro Grasso

“Alcuni quotidiani di oggi riportano ricostruzioni e retroscena con alcune dichiarazioni fantasiose a me attribuite tra virgolette privi di fondamento e addirittura in antitesi tra di loro. Chi scrive che l’accordo tra Campo Progressista e Pd è già stato siglato e chi dà per certo che confluiremo nel cartello guidato dal presidente Grasso. Ribadisco che da alcune settimane come Campo Progressista abbiamo aperto un tavolo di confronto con il Pd a cui abbiamo presentato richieste precise per costruire un’alleanza di centrosinistra in grado di battere destre e populismi. Confronto che, come già detto, ha già riportato alcuni riscontri positivi tra cui l’abbandono dopo mesi del concetto di autosufficienza da parte del PD e l’inserimento nella manovra di bilancio di interventi in favore della tutela dei lavoratori e delle fasce più deboli della società”, dichiara in una nota Giuliano Pisapia, leader di Campo Progressista. “Al Partito Democratico – aggiunge – abbiamo anche chiesto il massimo impegno per calendarizzare la legge sul biotestamento e lo Ius Soli, norme di semplice buon senso etico e giuridico che per noi rappresentano anche lo spartiacque tra chi vuole stare con il centrosinistra in difesa dei diritti e chi invece con la destra retrograda e xenofoba”.

Il referendum costituzionale un anno dopo: il coordinamento per la democrazia costituzionale presenta un ddl di iniziativa popolare per riformare l’art. 81 della Costituzione

Nel giorno dell’anniversario della vittoria del No al referendum il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale lancia la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che ha l’obiettivo di eliminare il vincolo del pareggio di bilancio dalla Carta. “Abbiamo presentato oggi il testo in cassazione e contiamo di portare la proposta di legge al prossimo Parlamento”, spiega Alfiero Grandi in una conferenza stampa a Montecitorio alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il professore di Diritto Costituzionale Gaetano Azzariti – che ha redatto il testo – e il deputato di Sinistra Italiana Stefano Fassina. La proposta punta alla modifica degli articoli 81, 97, 117 e 119 della Costituzione che riguardano l’equilibrio di bilancio. Suo obiettivo è “salvaguardare i diritti fondamentali della persona”. “Il limite a qualsiasi governo è il rispetto dei diritti fondamentali” e nel testo “sono bastate sette parole” per “cambiare con sapienza” la Costituzione: “rispetto dei diritti fondamentali”, spiega Azzariti sottolineando come, in tal modo, “abbiamo messo prima i diritti della persona rispetto ai principi economici, abbiamo esplicitato un concetto” già contenuto nella Carta.

Alfredo D’Attorre: “un anno fa la maggioranza ha difeso la Costituzione. Oggi c’è una risposta politica credibile, Liberi e uguali”

“Il 4 dicembre dell’anno scorso una larga maggioranza popolare ha difeso la Costituzione e ha chiesto un cambiamento profondo nell’azione di governo”, scrive su Facebook il deputato si Mdp – Liberi e Uguali Alfredo D’Attorre. “Ieri – prosegue – proprio alla vigilia dell’anniversario di questo spartiacque decisivo della vita politica italiana, finalmente quella richiesta di cambiamento e di attuazione integrale della Costituzione ha ricevuto una risposta politica credibile. Questo è il senso più profondo della nascita di Liberi e Uguali e dell’impegno in prima persona di una personalità come Piero Grasso. Il gruppo dirigente del Pd ancora una volta dimostra di non capire quello che sta succedendo”. Infatti, scrive D’Attorre, “non hanno capito quello che sarebbe successo il 4 dicembre, poi hanno pervicacemente ignorato il messaggio degli elettori restando aggrappati al potere (nonostante tutti gli impegni in senso contrario), infine hanno imposto un’altra legge elettorale truffaldina e a forte rischio di incostituzionalità con otto voti di fiducia in Parlamento”. E ora, conclude, “pensano di liquidare il progetto di Liberi e Uguali con il richiamo al voto utile. In questo caso fanno finta di non capire che si voterà con un sistema in cui la stragrande maggioranza dei parlamentari sarà eletta su base proporzionale. Se Liberi e Uguali non ci fosse, altri milioni di voti finirebbero nell’astensionismo, non certo a Renzi, e la destra raggiungerebbe più facilmente la maggioranza assoluta”, conclude D’Attorre.

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