L’Assemblea di Liberi e uguali a Roma. Gli interventi di Civati, Fratoianni e Speranza

L’Assemblea di Liberi e uguali a Roma. Gli interventi di Civati, Fratoianni e Speranza

La sinistra dell’Atlantico ha voluto dare un segno anche nell’ordine degli interventi: quelli dei tre leader di Mdp, Possibile e Sinistra italiana sono stati mischiati a quelli di alcuni testimoni della società civile: dall’operaia Melegatti alla presidente dell’Arci, passando per la precaria del Cnr a Legambiente e Banca etica, per concludere con il medico di Lampedusa Pietro Bartolo che ha riportato l’attenzione su quel 40% di sbarchi in meno, raccontando di ragazzi scuoiati scappati dalla Libia. Civati, Fratoianni e Speranza hanno voluto dare il senso dell’unità raggiunta sul progetto politico, parlando come un sol uomo. Spetta al leader di Possibile sdoganare il nome della lista – ‘Liberi e uguali’ – arricchendolo di un richiamo ai valori della rivoluzione francese. “Siamo diventati una squadra e mi piace immaginare che oltre a libertà e uguaglianza ci sia anche la fratellanza, come quella con Roberto e Nicola. Il nostro progetto non è solo unire la sinistra, impresa titanica e mai riuscita prima, ma anche cambiare l’Italia”, dice Civati accolto da una standing ovation dopo che per qualche giorno è stato costretto lontano dalla politica per un lutto familiare. Spetta proprio a Civati tirare l’affondo più duro nei confronti del segretario del Pd: “Loro sono tre facce della stessa medaglia, se le medaglie ne avessero tre”. E quel ‘loro’ significa Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Luigi Di Maio. “Sono uno ‘il Crozza’ dell’altro – attacca ‘Pippo’ – si imitano, si rincorrono, diventano caricature. Le cose che Berlusconi promette, Renzi realizza. Di Maio sembra Salvini a Napoli, anche senza l’uso della felpa”. La vis polemica del leader di Possibile non si esaurisce contro gli ex compagni di partito né contro gli avversari di destra e del M5S, ma punge anche ‘l’alleato mancato’ Giuliano Pisapia. Con uno dei tipici giochi di parole, Civati rivolge un appello immaginario: “Giuliano, dove ‘campo’ vai?”, alludendo alla guida di Campo progressista dopo la virata verso il Pd.

La nuova proposta di Liberi e uguali. Civati: “ai protagonisti del no al referendum diciamo, siete i benvenuti”

“Molti di noi sono qui per una promessa tradita, tra le molte tradite: di non avere più lavoratori precari, di non avere l’uomo solo al comando…”, prosegue Civati sottolineando che ci attende una campagna elettorale “a chi la spara più grossa. Noi prendiamo l’impegno di fare promesse che non verranno più tradite e verranno banalmente mantenute. Loro stanno già preparando nuovi tradimenti ma noi li fermeremo”. “Ai protagonisti del no al referendum costituzionale diciamo: siete i benvenuti ed è benvenuta la Costituzione. A me i ‘montanari’ piacciono”, dice Pippo Civati, lanciando un appello a chi ha scelto di non aderire, per il momento, al nuovo soggetto. “Mi auguro che in questo momento, mentre ci troviamo qui – e ringraziamo Grasso per guidarci in questa sfida – in altre parti del mondo ci siano persone che si organizzano per la stessa sfida: un Robert Hope, un Nicòl Fratoiannì”, dice ‘traducendo’ i nomi dei segretari di Mdp e Si. “Dobbiamo rendere migliore il Paese, meno cattivo questo mondo. Con una grande sinistra: viva la libertà, ma viva soprattutto l’uguaglianza”, aggiunge.

La nuova proposta di Liberi e uguali. Fratoianni: “da oggi parte una grande strada”

“La radicalità di cui abbiamo bisogno non è affare della cosa rossa o di questa o di quella personalità”: la sinistra che Fratoianni propone di costruire deve tornare ad esercitare “il senso di responsabilità” verso le vite delle persone, ha detto con una critica retrospettiva a chi ha pensato che “bisognasse cedere” sui valori tradizionali della sinistra e del lavoro. Citando la lavoratrice dell’Ikea licenziata, ha proposto una “sfida all’ipocrisia” di chi si pubblicizza dicendo di voler costruire un mondo migliore e poi colpisce i più deboli. “Avevamo il miglior sistema sanitario del mondo, ora – ha sottolineato – ci sono quasi undici milioni di persone che rinunciano alle cure. La sinistra deve tornare ad alzare la bandiera di un welfare universalistico che non lasci indietro nessuno”. “Durante la crisi, non è vero che tutti l’hanno pagata allo stesso modo: la grande maggioranza della popolazione ha perso diritti ma una piccola minoranza ha accumulato ricchezze e privilegio”. E “tornano forme di lavoro povero, lavoro servile e schiavile, anche qui nel mondo sviluppato”. Ecoo perché “da oggi parte una grande strada. Ci abbiamo lavorato molto e abbiamo costruito insieme qualcosa di bello e per questo ringrazio Roberto e Pippo”, con loro c’è ormai “un rapporto di fratellanza”, dice ancora Nicola Fratoianni. Insomma, “è stato un viaggio lungo, il viaggio di chi ha percorso strade diverse ma che insieme sente l’urgenza di dare corpo a un’alternativa credibile, vivace, vera”, aggiunge il segretario di Sinistra Italiana. Un’alternativa a partire dal lavoro: “Lanciamo una sfida, quella di chi dice basta con l’ipocrisia.  Vogliamo costruire una proposta per un Paese in cui nessuno sia più costretto a perdere il lavoro”, dice Fratoianni citando il caso della dipendente di Amazon.

La nuova proposta di Liberi e uguali. Speranza: “Chi siamo? Siamo quelli del lavoro”

“Chi siamo noi? siamo innanzitutto quelli del lavoro. Noi siamo il movimento del lavoro. Per questo sono contento che qui ci siano Cgil, Cisl e Uil e il mondo dell’impresa. E purtroppo la parola precarietà non basta più, bisogna usare la parola sfruttamento. Noi dobbiamo riaffermare la civiltà del lavoro. Chi siamo noi ancora? Noi siamo quelli della Costituzione antifascista. Noi siamo quelli del 4 dicembre, non dimentichiamolo”. dice il coordinatore di Mdp Roberto Speranza dal palco dell’assemblea unitaria della sinistra. “Una lista non basta, serve un nuovo grande soggetto politico, che offra un’alternativa a questo paese”. E “per farlo – ha precisato – serve un cambiamento vero, un cambiamento radicale, c’è bisogno di una nuova radicalità, di cambiare davvero non di limare, di aggiustare. Se qualcuno pensa a stampelle e liste civetta guardi da un’altra parte”, ha concluso rivolgendosi a chi in questi mesi ha premuto per una ricomposizione unitaria con il Pd.

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