La Regione Lazio, dopo la fine del commissariamento, riacquista 16 strutture ospedaliere per 184 milioni

La Regione Lazio, dopo la fine del commissariamento, riacquista 16 strutture ospedaliere per 184 milioni
opo essere uscita dal cupo periodo del commissariamento, la Regione Lazio passa al contrattacco e da il via alll’operazione San.in: riacquistate 16 strutture ospedaliere ora tornate di proprietà delle Asl. L’operazione finanziaria sui 16 ospedali porta benefici complessivi per 184 milioni di euro. A presentare l‘Operazione San.Im sugli immobili delle Aziende Sanitarie, il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha illustrato le tappe principali, presso la sede della giunta regionale. Come spiegato dalla regione Lazio “si è conclusa loperazione di ristrutturazione del debito di San.Im Spa, avviata dalla Regione Lazio nel febbraio del 2017 avvalendosi della supervisione del MEF, con il supporto legale dello Studio Freshfields Bruckhaus Deringer e quello finanziario di Calipso S.p.A., e Deutsche Bank AG (assistita dallo Studio BonelliErede) nel ruolo di Dealer Manager”.
 
Un operazione che ha prodotto un duplice risultato: il riacquisto dei titoli collocati nell’ambito dell’operazione San.Im., finanziato attraverso l’emissione di un titolo obbligazionario regionale, con i proventi derivanti dall’estinzione dei contratti derivati e con altre risorse regionali; il contestuale riacquisto, a titolo non oneroso, degli immobili ospedalieri, interessati dalla cartolarizzazione (ovvero la cessione di attività e/o passività, beni e/o debiti di privati o di crediti di una società attraverso cui si costruiscono emissioni con la trasformazione del bene o del debito/credito in titoli obbligazionari, successivamente collocati sul mercato) da parte delle Aziende Sanitarie del Lazio. Si tratta – è stato chiarito oggi – “di 16 strutture ospedaliere che rientrano nella piena disponibilità pubblica, tra gli altri a Roma, il CTO, il Sant’Eugenio, il Sandro Pertini, che sono stati oggetto di cartolarizzazione quindici anni fa”.
 
Ripercorrendo le tappe principali della storia, il Presidente Zingaretti, ha ricordato che la Regione nel 2002 ha costituito una società (SANIM) che ha acquistato dalle Aziende Sanitarie 56 complessi ospedalieri (poi ridotti a 49), stipulando contestualmente con le aziende venditrici contratti di leasing trentennale con riscatto finale ad un valore simbolico di 1 euro. L’obiettivo era fare cassa vendendo le strutture per riaffittarle e pagare debiti. La Regione, in questi anni, si è fatta carico del pagamento dei canoni di leasing. SANIM ha ceduto ad un veicolo (Cartesio) i crediti vantati verso la Regione. Cartesio ha emesso titoli sul mercato e con i proventi dell’emissione, girati a SANIM a titolo di pagamento dei crediti ceduti, SANIM ha pagato alle aziende gli ospedali acquistati.
 
La giunta Zingaretti, ha sottolineato, che con l’operazione di ristrutturazione del debito appena conclusa, si è proceduto alla cancellazione di titoli estremamente onerosi (il tasso di interesse applicato sui canoni corrisposti annualmente dalla Regione è pari a quasi il 6% su base annua) e il rifinanziamento a condizioni vantaggiose (il bond regionale 2043 è stato collocato ad un competitivo tasso del 3,088%).
 
Inoltre, la Regione ha precisato che “hanno aderito alla procedura di collocamento investitori europei, operanti in Italia, Spagna, Belgio e Uk”. “Sono evidenti i risparmi a carico del bilancio regionale, – riferisce ancora la Regione – pari a circa 25 milioni di euro lanno e con benefici fino al 2033. Si è inoltre operata una semplificazione della struttura di debito regionale, anche attraverso la cancellazione di contratti derivati e sinking funds (accantonamento periodico di attività mobiliari che, investite, consentono alla scadenza il riscatto dei titoli).
 
L’operazione finanziaria sui 16 ospedali porta benefici complessivi per 184 milioni di euro. Infine, la stessa Regione ha spiegato che si tratta di “un percorso di ristrutturazione del debito che si somma a quello già portato avanti dalla Regione in questi cinque anni e che assicura, 200milioni di euro di risparmi all’anno per il bilancio regionale”.
 
Le 16 strutture ospedaliere che tornano alla Regione sono: Istituto Superiore Odontoiatria “George Eastman” Roma; Compendio Ospedalierio “Sandro Pertini” Roma; Poliambulatorio Via Bresadola Roma; Ospedale “C.T.O.” Roma; Azienda Ospedaliera “Sant’Eugenio” Roma; Ospedale “Opera Pia Santa Caterina della Rosa” Roma; Presidio “Sant’Agostino” Roma; Presidio Sanitario “Via San Zaccaria Papa” Roma; Presidio Sanitario “Lungotevere della Vittoria” Roma; Ospedale “A. Angelucci” – Subiaco; Ospedale “Vittorio Emanuele” – Valmontone; Ospedale “San Giuseppe” Marino; Presidio Ospedaliero “Pasquale Del Prete” – Pontecorvo; Presidio Ospedaliero “Ospedale di Acquapendente” – Acquapendente; Ospedale “Belcolle di Viterbo” – Strada Santamarinese; Ospedale nuovo “Regina Margherita” Roma. Il valore patrimoniale è superiore a 600 milioni di euro.
 
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