Istat, denunce e reati: dati in chiaroscuro. Silp Cgil: cambiare paradigma sicurezza del nostro Paese.

Istat, denunce e reati: dati in chiaroscuro. Silp Cgil: cambiare paradigma sicurezza del nostro Paese.

“I dati sulle denunce e sui reati diffusi dall’Istat vanno visti in chiaroscuro, ricordando sempre che sono riferiti a due anni fa. Bisogna comunque porre l’accento sul calo degli omicidi e delle rapine, dovuto al buon lavoro delle forze di polizia. Ciononostante non possiamo d’altro canto sottacere l’aumento delle estorsioni, delle truffe e delle frodi informatiche, reati che richiedono un forte impegno su versanti complessi e delicati che necessitano di indispensabili quanti opportuni interventi sul versante delle risorse e della formazione del personale. Tutto questo in un quadro in cui la percezione di insicurezza e il rischio criminalità crescono in molte aree del nostro Paese”. Lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, commentando i dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica.

“Non esiste una ricetta pronto uso per questi problemi – dice Tissone – e con certe soluzioni semplicistiche e populistiche non si va da nessuna parte. Il vero investimento da fare sul tema della sicurezza è quello sulle lavoratrici e sui lavoratori in divisa, sulla loro maggiore presenza nei territori, sulla necessità di nuove assunzioni, sulla capacità di poter realmente incidere sulla prevenzione dei reati e non solo sulla repressione riconoscendo, ai medesimi, quella specificità spesso sbandierata ma mai riconosciuta a pieno, in particolare, dal punto di vista retributivo”.

“Bisogna cambiare il paradigma della sicurezza in Italia – conclude il segretario del Silp Cgil – e per farlo serve un grande sforzo culturale da parte di tutti noi, delle istituzioni, dei partiti, della società civile. La sicurezza, come la sanità e la scuola, deve tornare ad essere un investimento e non un peso. Non possiamo pensare di tagliare presidi come è avvenuto negli ultimi 15 anni riducendo, uomini, mezzi, strutture o apparati. Non possiamo pensare, soprattutto, di intervenire sempre sulla base delle emergenze o ex post, ritenendo che la soluzione la si possa individuare unicamente con inasprimenti di pene. L’emergenza carceraria dimostra l’esatto contrario. La prevenzione, torno a ripeterlo, è la via maestra da percorrere”.

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