Il Partito Radicale a Bonino, Della Vedova e Magi: correte pure con Renzi, ma non in nostro nome

Il Partito Radicale a Bonino, Della Vedova e Magi: correte pure con Renzi, ma non in nostro nome

Chissà, alla fine tutto si risolverà in una appiccicata e posticcia coalizione con poca arte e mediocre parte. Doveva essere una alleanza tra riformatori, progressisti, laici, cattolici adulti capace di sbaragliare i demagoghi del centro -destra berlusconian-salviniano da una parte; “giggino” Di Maio e il magma grillesco teletwittato dallo studio Casaleggio. Tre mesi ci separano dalle elezioni, tutto può ancora accadere, in politica la prima, aurea regola, è “mai dire mai”. Nel cinico vocabolario del politichese “si” vuole dire ” forse”; “forse” significa “no”; “no” non si dice mai.

Fatta questa premessa può benissimo accadere che la finora anemica e stitica alleanza fantasticata da Matteo Renzi prenda inaspettatamente vigore e solidità. Al momento tuttavia, ci si guarderebbe bene dal puntare qualcosa, sul successo di questa operazione che appare tutta in perdita: padri “nobili” come Romano Prodi e Walter Veltroni che osservano con distacco e perplessi. Giuliano Pisapia che si sfila; sondaggi impietosi, avversari interni che affilano coltelli come i congiurati alla vigilia delle Idi di marzo; e “cespugli” che hanno molte pretese, ma in cambio di posti sicuri garantiscono una manciata di voti di influente peso. Questo il quadro generale. Renzi chiude un accordo con i cosiddetti “centristi”, per lo più ex democristiani con poca vocazione a principi e molta attenzione alla sostanza: vale a dire collegi sicuri. Fare la “contorno” con “liste civetta” non rientra nei loro orizzonti. Peccato che di collegi “sicuri” il PD ne abbia ben pochi, neppure sufficienti per i “fedeli”; figuriamoci se ne può scialare… Ad ogni modo qualcosa si farà. Al Nazareno sono convinti che l`intesa si possa chiudere nei prossimi giorni.

Più complessa la trattativa con il terzetto di +Europa, il “cespuglio” animato da Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi. Ci sarebbe anche un quarto pretendente, Marco Cappato. Ma i rumore dicono che sia in “freddo” con gli altri tre, e preferisca al momento mantenersi defilato, per giocare le sue carte alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo. Bonino, Della Vedova e Magi fanno sapere che con le attuali regole sulla raccolta delle firme saranno “costretti a correre da soli”. Non hanno garanzie e le parole spese finora dal “mediatore” Piero Fassino sono appunto parole. Come la promessa a inizio 2018 di una riunione “per lavorare ancora insieme agli alleati sul programma e su aspetti organizzativi”. Traduzione: dividere collegi e posti in lista, candidati e possibili eletti. Renzi, Maurizio Martina, Lorenzo Guerini, Piero Fassino e quel che c’è del giglio toscano dovranno in sostanza soddisfare gli appetiti dei “centristi” guidati da Beatrice Lorenzin; la lista che dovrebbe “coprire” a sinistra (ex ulivisti, socialisti e Verdi); la triade Bonino-Della Vedova-Magi.

Questi ultimi cercheranno di accreditarsi come l’anima radicale che sgqambetta con il PD. Per accreditare questa immagine hanno cercato di arruolare Rita Bernardini, attivissima sui temi della Giustizia e delle carceri in particolare. Bernardini però, da sempre radicale di ispirazione e linea “pannelliana” li ha sostanzialmente mandati a quel paese: “Il fatto che mi proponiate una candidatura nella vostra lista mi porta a pensare che il mio comportamento politico non sia stato chiaro ai vostri occhi e ciò mi dispiace perché ero convinta di essermi manifestata in modo limpido. E non mi riferisco a tempi recentissimi ma almeno da quando le vostre strade sono confluite in un’unica strada contraria a quella percorsa da Marco Pannella, strada – quella di Marco – che io ho condiviso e che cerco di portare avanti oggi con le compagne e i compagni del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito… Non è ‘per caso’ che i soggetti politici che rappresentate siano stati i più acerrimi boicottatori, con atti, comportamenti e omissioni, del raggiungimento nel 2017 dei 3.000 iscritti”, condizione primaria per non sciogliere il Partito Radicale.

I tremila iscritti comunque sono stati raggiunti e i radicali hanno indetto per l’occasione un’Assemblea Generale a Roma preceduta da una conferenza stampa della Presidenza (Rita Bernardini, Antonella Casu, Sergio D’Elia e Maurizio Turco). E’ stata l’occasione per ribadire “un punto fondamentale: che il Partito Radicale non partecipa ad alcuna competizione elettorale nel pieno rispetto della scelta maturata nel 1989 di divenire formalmente un soggetto politico, oltre che nonviolento, anche transnazionale e transpartito”. Di conseguenza “l’operazione che vorrebbe i radicali presenti alle prossime elezioni, in quanto tali o come tali definiti, è operazione contro il Partito Radicale, contro gli obiettivi congressuali e le prescrizioni statutarie, contro la storia che è riuscito a scrivere grazie innanzitutto all’opera di una vita di Marco Pannella”. Bonino, Della Vedova, Magi sono avvertiti (e di fatto diffidati): se correranno con il PD o con altre formazioni politiche, o anche da soli, lo fanno a titolo personale, e senza poter pretendere di rappresentare altri che loro stessi. Chissà se Renzi troverà ancora conveniente un accordo elettorale dando qualcosa, in termini di seggi alla Camera e al Senato, per non avere in cambio neppure la possibilità di poter dire: “I radicali sono con me”.

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