Il Biotestamento è finalmente legge dello stato. Il Senato l’approva con 180 sì, di Pd, Mdp, Sinistra Italiana e 5Stelle. I cattolici clericali invocano l’obiezione di coscienza dei medici

Il Biotestamento è finalmente legge dello stato. Il Senato l’approva con 180 sì, di Pd, Mdp, Sinistra Italiana e 5Stelle. I cattolici clericali invocano l’obiezione di coscienza dei medici

Il Senato ha approvato con 180 sì la legge sul Biotestamento. Il risultato è stato accolto da un applauso dell’Aula. Sono stati 71 i voti contrari e 6 gli astenuti. Finalmente il biotestamento è legge, per la dignità delle persone ammalate e per il rispetto della libera volontà umana. Finalmente, anche in Italia si potrà dar seguito alla costituzione di un registro delle volontà anticipate, e ciascuno di noi potrà essere accompagnato verso la morte senza temere forme di inutile accanimento terapeutico, anche in ossequio a quanto recita l’articolo 32 della Costituzione. Si poteva fare di più? Sì, nella legge ci sono ancora zone d’ombra, appesantimenti burocratici, la timidezza di alcune forze politiche, come il Pd (che ora inneggia al risultato, dopo aver sottratto per un anno la legge alla libera decisione del Senato) che temeva la reazione dell’integralismo cattolico, da sempre contrario a ogni forma di regolamentazione giuridica del fine vita. Di fatto, anche il dibattito in Senato ha seguito una china fortemente ideologica da parte dei contrari, che accusano una legge, sia pure mite, di essere un’autostrada verso l’eutanasia, come se quest’ultima fosse un male in sé, o un peccato che debba valere per tutti, anche per chi non crede. I cattolici clericali, numerosi nel nostro Parlamento, invece di elaborare le parole di papa Francesco sulla pace, la povertà, le vite di scarto, la dignità dei migranti come persone (hanno varato leggi infami da questo punto di vista), avanzano una battaglia ideologica contro l’eutanasia che sa di oscurantismo. Nel caso di questa legge sul fine vita, la contraddizione di questi cattolici integralisti e oscurantisti emerge in tutta la sua evidenza: civettano il clericalismo quando si parla di fine vita, ma non hanno un minimo di misericordia e di pietà quando si tratta di respingere i migranti nei lager libici o in fondo al mare, quando si tratta di cacciar via persone umane dalle loro misere dimore e quando negano maggiori risorse per un piano di aiuti ai poveri che non sia quel falso costruito da Gentiloni e Padoan. La doppia cultura dei cattolici integralisti è tutta in questa enorme contraddizione, che pure papa Francesco sta cercando di eliminare, con enormi sforzi, magari utilizzando parti della tradizione luterana. In ogni caso, ora il biotestamento è una legge dello stato e appellarsi all’obiezione dei medici è davvero il tradimento della dignità degli ammalati, dotati di libero arbitrio, consapevoli e adulti quando si tratta di decidere su come morire e soprattutto su come continuare a vivere in certe circostanze.

Le reazioni all’approvazione. Mina Welby: “proprio quello che Piergiorgio avrebbe voluto nel 2002”  

“Era proprio quello che aveva voluto Piergiorgio tanti anni fa, nel 2002. Però poi quando ha scritto al presidente della Repubblica, è andato più a fondo. Per lui eutanasia voleva dire morte ‘umana’ in tutti i sensi, ci sono anche delle possibilità di morire in casi molto particolari che oggi vengono fatti in Svizzera, Belgio o in Olanda”. A dirlo Mina Welby, moglie di Piergiorgio Welby. “Sono meno di quelli che si crede. E credo che con le cure palliative anche qui da noi ci saranno molte meno richieste anche sull’eutanasia. L’importante è che però i medici si formino e che vengano applicate”. “Oggi – aggiunge – è una bellissima giornata che sancisce un diritto di cura, di rifiuto, di scelta. Di libertà di scelta. Questo non vuol dire che se una persona vuole terminare la ventilazione, la nutrizione o non la vuole proprio non vuol dire che rifiuta la vita, ma è arrivata a un punto di grande sofferenza che verrebbe soltanto aumentata. L’interruzione di queste cure o non accettarle vuol dire non avere altre sofferenze. Quindi non è eutanasia come ho sentito dire in questi giorni. L’eutanasia è un’altra cosa. Vorrei che anche in futuro si legiferi su questo”.

I presidenti delle Camere, Grasso e Boldrini parlano di passo avanti nella civiltà del Paese

“Ciascun gruppo parlamentare e ciascun senatore ha espresso con forza i propri convincimenti, e ogni posizione merita il più profondo rispetto, nella consapevolezza che quando si esaminano tematiche così dense di significati, di dolore e di speranza, a guidarci devono essere la reciprocità e l’ascolto”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso in occasione del tradizionale scambio di auguri con la stampa parlamentare parlando dell’approvazione del Biotestamento. “Possiamo dire di aver assolto al nostro compito quando, in coscienza, decidiamo secondo criteri di responsabilità, cercando tutti insieme la strada di maggior condivisione possibile anche sulle questioni più divisive”, ha aggiunto. “L’approvazione definitiva della legge sul biotestamento, è un importante e positivo atto di responsabilità del Parlamento. D’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche”, scrive su Twitter, la presidente della Camera Boldrini.

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana: “Parlamento finalmente in sintonia con la realtà”

“Per anni mi sono vergognato di essere un parlamentare di uno Stato incapace di garantire la dignità a chi decide, anche in forma estrema, di autodeterminare la propria vita anche nell’ultimo momento. Finalmente il Parlamento per una volta è riuscito a mettersi in sintonia con la realtà, con la sofferenza e con la vita di tutti i giorni”, afferma Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana ed esponente di Liberi e Uguali. “Rimane l’amarezza – prosegue il leader di SI – che in questa pessima legislatura una maggioranza e una classe politica ipocrita, nascondendosi dietro forme inaccettabili di pregiudizio, non sia riuscita ad approvare leggi di civiltà come lo Ius Soli o le norme contro l’omofobia. E rimane l’amarezza – conclude Fratoianni – che nel Pd sia mancato il coraggio, e al suo posto siano rimaste solo tattica e convenienze”.

Pierluigi Bersani: “passo avanti sui diritti civili, ma manca lo ius soli”

Se il biotestamento “è un passo avanti”, sui diritti civili “manca lo ius soli”, ha detto Pier Luigi Bersani al videoforum di Repubblica.it dove traccia un bilancio positivo della legislatura per quanto riguarda i diritti civili, non invece su quelli sociali. “Sui diritti civili sono stati fatti dei passi, con l’aiuto di tutti, ma è sui diritti sociali che il piatto piange”. Ed anche sulle riforme istituzionali “l’unica positiva sarà la riforma del regolamento del Senato”. Quanto allo ius soli per Bersani “è drammatica la motivazione” per cui è stato accantonato. “Dire non è il momento perché ci sono gli sbarchi e gli stupri, è offensivo per quei bambini che vanno a scuola e hanno i genitori che lavorano: quando avranno 18 anni che penseranno?”, ha detto Bersani, che ha aggiunto: “Il nome di Grasso nel simbolo è un riferimento culturale ideale e civico. Poi certo lui è la nostra prima punta. Pensare che sia un burattino nelle mani di D’Alema è un insulto. Ma non stiamo parlando mica del presidenzialismo… Siamo in un Paese che ha avuto presidenti come Fanfani, Bertinotti. Tutti politici che hanno fatto campagne elettorali. Non dubito che abbia messo anche questa considerazione sul piatto della bilancia”. Infine, a proposito della proposta berlusconiana di riproporre la continuità di Gentiloni, Bersani sostiene, nel rigettarla che “l’idea gattopardesca di cambiare per non cambiare, il vecchio istinto italico, è pericolosa. Non ho niente contro Gentiloni, che è il volto umano del renzismo. Ma otto fiducie sulla legge elettorale è una continuità netta sul resto…”.

I parlamentari 5Stelle: “il giorno della responsabilità” 

“Oggi è il giorno della responsabilità. Un giorno in cui il Parlamento di questa aberrante legislatura potrà riprendersi il merito e l’orgoglio di aver consegnato una pagina di civiltà al suo paese. Il disegno di legge sul Biotestamento è il frutto dell’unificazione di più proposte, la prima delle quali, ed è un orgoglio dirlo, è del Movimento 5 Stelle e reca la prima firma del deputato Mantero”, affermano i parlamentari M5s che aggiungono: “L’approvazione definitiva al Senato della legge sul testamento biologico rappresenta una svolta per il nostro paese, dove finalmente viene riconosciuto alla persona il diritto di disporre di se stessa. Siamo soddisfatti perché l’interesse dei cittadini ha prevalso sull’interesse di partiti o fazioni contrapposte”. “L’Italia, che di problemi ne deve risolvere ancora molti, ha fatto un significativo passo in avanti sui temi sociali, e nel riconoscimento della dignità della persona. Questa giornata, e questa legge, vogliamo dedicarla a tutti coloro che, con il loro impegno, il loro esempio e il loro sacrificio, hanno reso tutto questo possibile” concludono i pentastellati.

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