Igor il russo vuole essere estradato in Italia. Prima udienza in Spagna per i delitti commessi in quel Paese

Igor il russo vuole essere estradato in Italia. Prima udienza in Spagna per i delitti commessi in quel Paese
Norbert Feher, alias Igor il russo o Igor Vaclavic è stato trasferito nel tribunale di Alcaniz (Teruel), nel sud dell’Aragona, per essere interrogato in videoconferenza dai giudici. Secondo quanto riportano i media spagnoli, il presunto assassino, che è sotto accusa per tre omicidi commessi in Spagna e di due omicidi in Italia, ha detto alla giudice Carmen Lamela della Audiencia Nacional di essere in Spagna da settembre e di non avere un lavoro. Feher ha inoltre accettato di essere estradato in Italia per essere processato per i crimini dei quali è accusato. Feher rimarrà comunque in Spagna fino a quando non saranno accertate le sue responsabilità in quel Paese.
 
L’udienza appena tenuta si è svolta nel tribunale di Alcaniz, nella provincia di Teruel dove stati commessi gli omicidi. In videoconferenza lo ha interrogato il giudice dell’Audiencia Nacional di Madrid, competente – come in Italia le Corti di Appello – per i mandati d’arresto europei come quello emesso nei confronti del killer di Budrio e Portomaggiore. ‘Igor’ avrebbe aggiunto che da settembre in avanti, cioé da quando a suo dire si trova in Spagna, non ha lavorato. Gli investigatori ritengono che nell’ultimo mese sia stato tra Valencia e la zona dell’Aragona in cui è stato arrestato, un’area in cui sono stati segnalati diversi furti in casolari agricoli, di prosciutti o altri generi alimentari. La Guardia Civil stava cercando una banda di romeni, ma il responsabile potrebbe essere lo stesso Feher. Ora anche questi elementi saranno condivisi tra i carabinieri e le forze di polizia spagnole.
Secondo la ricostruzione ufficiale fornita dagli investigatori spagnoli ai carabinieri italiani, Igor è stato preso vivo perché era uscito di strada con il pick-up che aveva appena rubato ed è svenuto. Il serbo  è stato catturato  alcune ore dopo aver ucciso a El Ventorillo un allevatore e due agenti della Guardia Civil che stavano indagando su alcune rapine commesse nei giorni precedenti. Quando si era trovato di fronte i due agenti e si è visto braccato ‘Igor’ ha fatto fuoco e ha ucciso, come era successo in Italia con la guardia ecologica volontaria Valerio Verri, di pattuglia l’8 aprile nelle valli del Mezzano (Ferrara). Se non fosse svenuto, sono convinti gli investigatori, avrebbe continuato a lottare con le armi: aveva con sé due pistole e altre due le aveva rapinate agli agenti.
Sono una decina i nomi nel mirino degli inquirenti italiani che indagano sull’ipotetica rete di appoggi di ‘Igor il russo’. “Preoccupato di che? Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare gli inquirenti”. Lo ha detto, rispondendo alla nostra agenzia nazionale Ansa che lo ha contattato via Facebook, Luigi Scrima, ex compagno di carcere in Italia di Norbert Feher, il serbo 36enne arrestato in Spagna per tre omicidi e ricercato in Italia per altri tre delitti. Scrima, residente a Lugo (Ravenna), risulta essere una delle persone monitorate in questi mesi dagli investigatori che davano la caccia a ‘Igor’. Proprio seguendo le tracce di Scrima, che non sarebbe indagato, erano arrivati in Spagna, a Malaga, anche se non è chiaro che tipo di contatti avesse il romagnolo nella città iberica né che collegamento ci sia con Feher, catturato in Aragona. “Non voglio saperne nulla”, si limita ad aggiungere Scrima sulla chat.
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