Gerusalemme. Prime tensioni nei Territori occupati tra palestinesi e militari israeliani. Hamas lancia da domani la terza Intifada. Grazie a Trump, ha inizio la nuova guerra del Medio Oriente

Gerusalemme. Prime tensioni nei Territori occupati tra palestinesi e militari israeliani. Hamas lancia da domani la terza Intifada. Grazie a Trump, ha inizio la nuova guerra del Medio Oriente

Dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, “gli interessi” degli Stati Uniti in Israele e nei territori occupati “sono nostri obbiettivi”. A formulare questa minaccia sono le Brigate Abu Ali Mustafà, braccio armato dell’Organizzazione Popolare per la Liberazione della Palestina, come riportano media arabi. “Dopo la criminale decisione americana, gli Stati Uniti mettono i loro interessi e le loro strutture sui territori occupati nelle condizioni di essere presi di mira dal nostro popolo e dalla sua Resistenza oltre che dalle Brigate del martire Abu Ali Mustafà”, come recita il testo di una improvvisata conferenza stampa tenuta a Gaza, come ha riportato il quotidiano panarabo al Quds al Arabi. Il giornale pubblica un video nel quale si vede un uomo armato indicato con il nome “Abu Jamal” che legge il comunicato attorniato da un gruppo di uomini in divisa militare armati e con il volto coperto. “Tutte le strutture del nemico americano e sionista sono obbiettivi legittimi”, ha aggiunto Abu Jamal spiegando che “il diritto del popolo palestinese nella sua terra non viene cancellato da una risoluzione americana e nè da una decisione di qualsiasi Stato”.

Hamas dà il via da domani alla terza Intifada, per la “liberazione di Gerusalemme”

Il leader politico del movimento palestinese Hamas, Ismail Haniye, ha chiesto ai palestinesi di dare il via domani alla terza Intifada, quella della “liberazione di Gerusalemme”. L’annuncio coincide con il 30esimo anniversario della prima Intifada, quella “delle pietre”, che prese il via nel campo profughi di Jabalya, nella Striscia di Gaza, il 9 dicembre 1987 e si concluse nel 1993, con gli accordi di Oslo. Dalla seconda Intifada “di al-Aqsa”, tra 2000 e 2005, scatenata dalla passeggiata dell’israeliano Ariel Sharon sulla Spianata delle moschee, sono trascorsi 17 anni.

Intanto, la guerriglia tra palestinesi e truppe israeliane ha già avuto inizio. Più di trenta palestinesi sono stati feriti dai proiettili di gomma e decine rimasti intossicati dai fumi dei gas lacrimogeni lanciati dalle truppe israeline per disperdere i manifestanti. Gli scontri con le forze israeliane sono avvenuti lungo le linee di confine e ai posti di blocco militari in Cisgiordania e Gaza. La Mezzaluna Rossa palestinese ha riferito che ci sono stati feriti alle porte di Nablus, Ramallah, Betlemme, Hebron, Tulkarem, Qalqilya e Beit Jala e anche Gerico. Secondo fonti palestinesei, gli scontri più pesanti con i militari sono scoppiati a Betlemme e al posto di blocco di Qalandiya vicino a Ramallah. Nel clima di rabbia, oltre a lanciare pietre contro i soldati, i manifestanti hanno anche appiccato il fuoco ai pneumatici. In questo clima, il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, incontra ad Amman, in Giordania, il re King Abdullah II per discutere la risposta congiunta alla decisione del presidente americano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Lo ha riferito Times of Israel sul suo sito web.

L’ambasciatore israeliano in Italia, Sachs, esulta per l’iniziativa di Trump e chiama in causa Gentiloni

“Gerusalemme è stata la capitale del popolo ebraico per 3000 anni e la capitale dello Stato d’Israele da quasi 70 anni”, dice l’ambasciatore d’Israele in Italia, Ofer Sachs, che aggiunge: “Come lo stesso presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha detto, Gerusalemme, la città santa, è unica al mondo. Siamo sensibili alla visione dell’Italia su questo argomento, sebbene possiamo essere in disaccordo sugli effetti del riconoscimento sul processo di pace, e cosi come l’Italia, speriamo di vederlo ripartire il prima possibile. Israele ha sempre garantito la libertà di culto per ebrei, cristiani e mussulmani allo stesso modo, e ovviamente rimarrà impegnata in questo fondamentale principio”. Sachs sottolinea: “Israele rimane impegnata nel raggiungimento della pace con i Palestinesi, e rinnova l’invito per dei negoziati diretti tra le parti. Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele è cruciale per il successo di qualsiasi processo di pace. Le relazioni tra Italia e Israele sono molto vicine, e quest’ultima ha recentemente preso posizione in modo coraggioso contro i tentativi palestinesi di negare le connessioni ebraiche e cristiane con Gerusalemme all’Unesco”.

Panzeri, Paolucci e Zanonato, eurodeputati di Liberi e uguali: “quello di Trump pericoloso atto di unilateralismo”

“La decisione dell’amministrazione statunitense di trasferire l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme rappresenta un pericoloso atto di unilateralismo, contrario al diritto internazionale e in violazione della soluzione basata su due popoli e due Stati”, sottolineano gli eurodeputati di Mdp ed esponenti di Liberi e uguali Antonio Panzeri, Massimo Paolucci e Flavio Zanonato. E aggiungono: “La dichiarazione di Trump surriscalda una delle situazioni più complesse del panorama geopolitico, ponendo nuovi ostacoli all’agognata pace tra Palestina e Israele. Il rischio è altissimo, potrebbe scaturire una crisi diplomatica e soprattutto sociale. Inoltre, il prezzo da pagare non ricadrà solo su Palestina o Medio Oriente, ma su tutto il mondo. E’ opportuno che l’Unione europea e la comunità internazionale intervengano per far valere con forza le ragioni della pace in un’area tanto delicata”.

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