All’Assemblea generale dell’Onu sonoro no a minacce teppiste di Trump. Solo nove piccoli stati appoggiano Gerusalemme capitale d’Israele, 128 contrari

All’Assemblea generale dell’Onu sonoro no a minacce teppiste di Trump. Solo nove piccoli stati appoggiano Gerusalemme capitale d’Israele, 128 contrari

Nonostante le minacce di Donald Trump, 128 Paesi sui 193 delle Nazioni Unite hanno votato a favore di una risoluzione che boccia simbolicamente la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Poco importa se Washington aveva fatto la voce grossa dicendo che avrebbe tagliato gli aiuti alle nazioni che avrebbero sostenuto la mozione. In nove hanno votato contro (piccole nazioni come il Togo, oltre a Israele e Usa) mentre 35 si sono astenuti (tra cui Canada e Messico), In 21 erano assenti. L’Italia si è schierata con nazioni come Russia, Cina e vari alleati degli Usa, in primis Regno Unito, Francia, Germania, Grecia, Giappone e Turchia. Insieme hanno votato a favore di una risoluzione – caldeggiata dai Paesi arabi e musulmani – secondo cui ogni cambiamento allo status della città contesa (i palestinesi la vorrebbero come capitale di un loro stato futuro) è “nullo”. Gli Usa non sono stati menzionati esplicitamente ma il testo parla di un “profondo rammarico per le decisioni recenti riguardanti lo status di Gerusalemme”.

Nikki Haley, l’ambasciatrice Usa al Palazzo di vetro, è tornata a minacciare in perfetta linea con Trump: “Gli Stati Uniti ricorderanno questo giorno, in cui sono stati attaccati per aver esercitato il loro diritto come nazione sovrana […] L’America metterà la propria ambasciata a Gerusalemme (dove nessun’altra nazione ce l’ha, ndr). Nessun voto alle Nazioni Unite farà la differenza. Ma questo voto farà la differenza su come gli americani guarderanno l’Onu e i Paesi che ci mancheranno di rispetto. Ricorderemo questo voto”. Già ieri il 45esimo presidente americano aveva avvertito: “Stiamo guardando questi voti. Lasciate che votino contro di noi. Risparmieremo un sacco [con la ritorsione di tagliare fondi ai dissidenti]. Non ci importa… Si prendono centinaia di milioni di dollari e anche miliardi e poi votano contro di noi”. Anche se gli Stati Uniti sono ampiamente il maggior contribuente delle Nazioni Unite, la maggior parte delle nazioni dell’Onu non si è fatta intimidire. Nemmeno Egitto e Giordania, gli unici due Paesi a parte Israele che ricevono aiuti Usa per oltre un miliardo di dollari.

Il voto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha bocciato a grandissima maggioranza – con 128 voti contrari, 9 a favore e 35 astenuti – la decisione del presidente Usa Donald Trump di spostare l’ambasciata statunitense a Gerusalemme, riconosciuta come capitale “una e indivisibile” di Israele “è una vittoria per la Palestina”, ha detto un portavoce del presidente palestinese Mahmoud Abbas. “Continueremo il nostro sforzo alle Nazioni Unite e in tutti i forum internazionali per mettere fine a quest’occupazione e per creare il nostro Stato palestinese con Gerusalemme est come sua capitale”. Anton Salman, il sindaco cristiano di Betlemme, ha ringraziato l’Italia per il voto all’Assemblea generale dell’Onu. La decisione del presidente Trump, ha detto Salman intervenendo alla Farnesina alla conferenza internazionale sugli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa, è stata una “nuova aggressione contro i palestinesi”, che contraddice il ruolo di mediatori degli Usa nella regione. Gerusalemme, ha detto ancora Salman, “è fondamentale per il processo di pace in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente ed è la chiave per la pace”, che non può essere ottenuta con “l’imposizione di una sola parte.

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