Gentiloni invia 500 soldati in Niger per far felice Macron a Natale, e Minniti si accorge che esiste il corridoio umanitario. Civati: “davvero un brutto regalo di Natale”

Gentiloni invia 500 soldati in Niger per far felice Macron a Natale, e Minniti si accorge che esiste il corridoio umanitario. Civati: “davvero un brutto regalo di Natale”

Contrastare il terrorismo e arginare il traffico di uomini. Paolo Gentiloni, dal ponte della Nave Etna, che opera nell’ambito di Eunavfor Med Operazione Sophia, rilancia l’impegno dell’Italia. Rivolgendo i suoi auguri all’equipaggio e ai 6200 militari impegnati nei teatri di guerra rivendica il “ruolo fondamentale” svolto dal nostro Paese contro il terrorismo, “i risultati ottenuti” e gli sforzi fatti “per solidarietà internazionale e per difendere il nostro interesse nazionale”. Adesso, però, il lavoro deve continuare “concentrando l’attenzione e le energie sul mix della minaccia del traffico di essere umani e il terrorismo nel Sahel. Per questo – annuncia dopo gli impegni presi a Parigi – una parte delle forze in Iraq verrà dispiegata nei prossimi mesi in Niger, è questa la proposta che il governo farà al Parlamento, per una missione per sconfiggere il traffico di essere umani e il terrorismo”. Il premier rivendica quanto sin qui fatto dal nostro Paese.

“L’Italia dell’accoglienza” che Gentiloni mette in luce si prepara, poi, a far arrivare in Europa “senza rischi, attraverso corridoi umanitari, fino a 10mila profughi nel 2018”, annuncia il ministro dell’Interno Marco Minniti, in una intervista al quotidiano La Repubblica. “Stando agli obiettivi dell’Oim – spiega poi il titolare del Viminale – 30mila saranno i migranti senza diritto all’asilo che potranno tornare a casa con rimpatri volontari. Quest’anno già lo hanno fatto in 18mila. Con la cooperazione delle autorità libiche, abbiamo costruito un nuovo modello di gestione dall’altra parte del Mediterraneo”. “Con i corridoi si è raggiunto il completamento di un disegno complessivo del fenomeno. Solo dopo esserci mostrati credibili nel contrasto all’illegalità dei flussi, abbiamo potuto costruire percorsi legali per i migranti presenti in Libia. Per questo – sottolinea Minniti – prima si è agito sul controllo del confine marittimo, attraverso il potenziamento della Guardia costiera libica. Poi di quello terrestre a sud della Libia, che ha impedito al Paese di trasformarsi in un collo di bottiglia. E in questa direzione va letto l’invio di un contingente militare italiano in Niger”.

Che questa mossa, del premier e del ministro Minniti, abbia un acre sapore propagandistico in vista delle imminenti elezioni di marzo, lo rivelano Pippo Civati e Andrea Maestri, di Possibile-Liberi e Uguali. In un comunicato infatti scrivono: “all’inizio del festività natalizie e nel bel mezzo di un clima da ‘rompete le righe’ a fine legislatura, il presidente del Consiglio Gentiloni ha annunciato una missione in Niger da sottoporre al Parlamento. Peccato, però, che lo stesso Parlamento sia agli sgoccioli e potrebbe non avere il tempo di fare una discussione seria e approfondita su una questione così importante di politica estera, che si intreccia con le politiche migratorie: un argomento su cui questo governo, con il ministro dell’Interno Minniti, non ha brillato per trasparenza. Davvero un brutto regalo sotto l’albero di Natale”. I due esponenti di Liberi e Uguali proseguono, “nella giornata di ieri è stata scritta una brutta pagina della storia repubblicana: parte del Senato ha preferito le vacanze al confronto sullo Ius soli. Ma nelle prossime settimane sono in arrivo altri brutti capitoli di questa legislatura con una missione in Niger liquidata alla stregua di un emendamento secondario”.

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