Etruria. Ghizzoni: “Boschi mi chiese di valutare se acquisire la banca”. Cruciale la mail di Marco Carrai all’ex Ad di Unicredit. Attendibile la ricostruzione di De Bortoli. Speranza (Mdp): “Conflitto di interessi non può essere nascosto”

Etruria. Ghizzoni: “Boschi mi chiese di valutare se acquisire la banca”. Cruciale la mail di Marco Carrai all’ex Ad di Unicredit. Attendibile la ricostruzione di De Bortoli. Speranza (Mdp): “Conflitto di interessi non può essere nascosto”
Il 12 dicembre 2014 l’allora amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni incontrò la ministra Maria Elena Boschi, un incontro a due, nel quale finirono anche e soprattutto le vicende legate a Banca Etruria ed Mps. Secondo il racconto fatto in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, l’allora ministra, ed oggi sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, chiese al banchiere “se era pensabile per Unicredit valutare un’acquisizione o un intervento su Etruria”. Ghizzoni, che ha anche ricostruito schematicamente l’incontro, lo ha definito come un “colloquio cordiale, in cui non avvertii pressioni da parte del ministro: Ci lasciammo – spiega ancora – su queste basi”.
Ghizzoni racconta l’incontro con Boschi: “pensabile un intervento di Unicredit su Etruria?” 
Ma ecco come l’ex Ad di Unicredit ricostruisce l’incontro con Maria Elena Boschi: “La ministra – dice Ghizzoni – mi manifestò preoccupazione non tanto per le banche toscane in crisi, Mps e Etruria, ma la preoccupazione per cosa questo avrebbe comportato in termini negativi sul territorio toscano in particolare. E una preoccupazione sulla riduzione dell’offerta di credito per famiglie e imprese. Poi mi chiese se era pensabile per Unicredit un intervento su banca popolare di Etruria. Non mi fu seccamente chiesto di acquistare Banca Etruria, l’avrei ritenuto inaccettabile. Ma di valutare un intervento in Banca Etruria nell’indipendenza di giudizi”. E questa sarebbe, poi l’esatta versione dei fatti riportata nel libro di Ferruccio De Bortoli e che tante polemiche ha destato nelle scorse settimane. Una versione che la Boschi ha sempre smentito, anche polemicamente, minacciando una querela, che va detto, non è mai arrivata, almeno fino ad oggi al destinatario e poi una causa civile. Ma ecco cosa ha scritto De Bortoli: “La domanda era inusuale – scrive De Bortoli che non ha mai usato la parola ‘pressioni’ – da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere”. Così andò, con la comunicazione da parte di Unicredit ai vertici di Etruria che non era interessata ad acquisirla. Ghizzoni poi puntualizza di aver fatto presente che “condividevo l’aspetto nel breve dell’impatto negativo ma pensavo che le banche sane avrebbero preso le posizioni abbandonate da quelle in difficoltà”. Poi, alla fine del faccia a faccia, Boschi passò alle vie brevi e chiese al manager “se era pensabile per Unicredit valutare un’acquisizione o un intervento su Etruria stressando di nuovo gli effetti della crisi sulla Toscana”. La risposta fu estremamente diplomatica ed in linea con le regole oltre che istituzionali, anche squisitamente legali:  “Le risposi che per le richieste di questo genere non ero in grado di dare risposta positiva o negativa, le dissi che avrebbe valutato la banca e avremmo dato una risposta in totale autonomia e indipendenza”.
L’ingresso nella vicenda di Marco Carrai, che s’interessa di Etruria in una mail inviata a Ghizzoni
 
Ma se da un lato la Boschi confermerà, l’incontro ed i contenuti dello stesso, ma specificando che erano solo richieste di informazioni, decisamente più importante è l’incontro e lo scambio di messaggi con Marco Carrai, da tutti definito il ‘Gianni Letta’ di Matteo Renzi, l’uomo che da tempo segue l’ex presidente del Consiglio nell’ombra, ma chiamato da anni a gestire riservatamente i dossier più importanti e delicati e tra questi, lo vedremo anche quello caldissimo di Banca Etruria. Sul punto Ghizzoni dice di aver ricevuto da Marco Carrai, il 13 gennaio del 2015 una mail nella quale diceva: “Solo per dirti che su Etruria mi è stato chiesto (da chi naturalmente non è specificato nella mail ma credo che a tutti sia comprensibile ndr) nel rispetto dei ruoli di sollecitarti se possibile”. Su questo Ghizzoni fa chiarezza con i commissari: “All’epoca, la mia prima reazione fu di chiedermi chi lo aveva sollecitato e decisi di non richiedere nessun chiarimento. Non volevo aprire altri canali di comunicazione”. Poi dopo una riflessione, probabilmente concordata anche con gli altri vertici del suo istituto bancario, rispose: “Ok ti confermo che stiamo lavorando e contatteremo i vertici di Etruria”. Dopo la diffusione sulla stampa di questa vera e propria bomba, Marco Carrai ha deciso di dar voce alle sue ragioni con una nota in cui si afferma che “ero interessato, ‘nel rispetto dei ruoli’ come ho scritto non a caso nell’e-mail, a capire gli intendimenti di Unicredit riguardo Banca Etruria perché un mio cliente stava verificando il dossier di Banca Federico Del Vecchio, storico istituto fiorentino di proprietà di Etruria”. E intanto Carrai conferma “di aver avuto, in svariate occasioni, il piacere di incontrare e dialogare, a livello professionale, con il dr. Federico Ghizzoni, nella mia veste di consulente, come dichiarato da Ghizzoni stesso. Sono molteplici, infatti, le iniziative di natura professionale che abbiamo promosso o verificato insieme”. Forse è per questo che nella mail Carrai dà del tu a Ghizzoni? Un interrogativo che è rimbalzato anche in Commissione d’inchiesta, al quale però Ghizzoni ha replicato di non conoscerne la ragione, dal momento che i due non si frequentavano. Ma allora, se davvero fosse stato “un interessamento solo tecnico” e se davvero i due si frequentavano esclusivamente in ambienti istituzionali o professionali, qual è la ragione di quel pronome che rende tutto così famigliare, abituale? Un altro dei tanti misteri di questa intricata faccenda. 
Le reazioni. Roberto Speranza: “si conferma il conflitto di interessi”. Giovanni Paglia, Sinistra Italiana: “Il Giglio magico non s’interessa della crisi sistemica ma solo di Etruria”
 
Poi le tante reazioni. Roberto Speranza coordinatore di Mdp scrive: “Le audizioni in commissione banche confermano un conflitto di interessi chiaro ed evidente. Questo non può essere più nascosto. È ormai chiaro a tutti che le ricostruzioni di De Bortoli erano vere. Non resta che trarne le conseguenze politiche”. A sua volta, il deputato di Sinistra Italiana-Possibile ed esponente di Liberi e Uguali Giovanni Paglia, componente della commissione di inchiesta sulle banche, ribadisce in una nota: “L’audizione dell’ex Ad di Unicredit Ghizzoni ci aiuta a chiudere il quadro: nel corso del 2014 Renzi, Boschi, Del Rio, Carrai, ovvero il Giglio Magico, si muove ripetutamente e a 360 gradi per salvaguardare esclusivamente Banca Popolare dell’Etruria, senza mai farne notizia con il titolare del MEF Padoan. Mentre imperversa la crisi, non si interessano alla salvaguardia del sistema bancario, ma al destino del proprio istituto di riferimento. Ciascuno può dare il suo giudizio, ma è chiaro che ci troviamo di fronte alla caricatura di una classe dirigente”. 
Reazioni. Lega e 5Stelle attaccano chiedendo le dimissioni di Boschi. Il Pd fa quadrato, pur sapendo che la vicenda potrebbe segnare l’esito elettorale
Poi Lega, M5s, e il Pd che fa quadrato. “Audizione Ghizzoni, questa è una comica! Marco Carrai, che Renzi voleva mettere a capo della struttura di cybersecurity nazionale, avrebbe mandato a Ghizzoni un’email in cui lo sollecitava a dare una risposta per Banca Etruria! Tutti a casa”, dice il leader della Lega Matteo Salvini. “Il Pd va a pezzi su Bancopoli, lo scandalo in cui è coinvolto tutto il giglio magico. Ghizzoni, infatti, conferma l’interessamento dell’ex ministra Boschi su Banca Etruria e lo estende a Carrai, amico fraterno di Renzi. È sempre più vergognoso il conflitto di interessi di chi aveva promesso di risolvere quello di Berlusconi. Renzi lasci la politica e Boschi si dimetta immediatamente”, attacca Danilo Toninelli (M5s). Pd fa quadrato – “Visco, Vegas e oggi Ghizzoni – dice Matteo Orfini – confermano che non vi fu alcuna pressione. Ghizzoni, inoltre, spiega che, a differenza di quanto scritto da De Bortoli, l’opzione acquisto di Etruria era già aperta prima del colloquio con Boschi. Direi che possiamo passare oltre e lasciare le strumentalizzazioni a chi non ha idee e progetti da presentare al Paese”.
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