Ecatombe in Filippine per il passaggio dell’uragano Tembin. Almeno 180 i morti, centinaia i dispersi e migliaia i senza casa

Ecatombe in Filippine per il passaggio dell’uragano Tembin. Almeno 180 i morti, centinaia i dispersi e migliaia i senza casa

Il bilancio dei morti per la tempesta tropicale Tembin, che ha colpito le Filippine meridionali, è salito a 182, con 153 ancora disperse. L’ha reso noto oggi la polizia. Tembin ha colpito la seconda isola più grande dell’arcipelago, Mindanao, da ieri, provocando alluvioni e frane. I funzionari hanno confermato l’aumento delle vittime in tre province e una città, dopo aver recuperato decine di corpi. Un uomo, dal canto suo, è stato sbranato da un coccodrillo mentre tentava di mettere al sicuro la sua barca nell’isola di Palawan.

Un’ecatombe. Le Filippine sono in ginocchio dopo il passaggio della tempesta tropicale Tembin che si è abbattuta nell’isola di Mindanao nel sud del Paese. Scene infernali si sono presentate davanti agli occhi dei soccorritori: case invase dal fango, edifici abbattuti, blackout nelle telecomunicazioni, oltre al dolore dei sopravvissuti. Si lotta contro il tempo per cercare il maggior numero di persone ancora in vita. Al lavoro squadre di polizia, soldati, volontari e responsabili della Protezione civile che scavano nel fango. Le “inondazioni sono venute giù dalla montagna velocemente e hanno spazzato via persone e case”, ha raccontato Bong Edding, sindaco di Sibuco, della provincia di Zamboanga del Norte, all’Ap. “E’ davvero triste perché il Natale è alle porte e quello che è accaduto è fuori dal nostro controllo”.

Il sindaco ha poi puntato il dito sul disboscamento che da anni investe le montagne vicine al villaggio di pescatori di Anungan, dove sono in corso le ricerche di una trentina di dispersi. Ma ad essere maggiormente colpite sono le due città di Tubod e Piagapo dove una decina di case sono state travolte dai massi. La tempesta, con venti fino a 80km orari, ha attraversato l’isola di Mindanao e adesso corre verso la punta sud di Palawan prima di virare ancora a ovest, per poi lasciare finalmente l’arcipelago nel giorno di Natale. Migliaia di persone sono state scortate nei ripari di emergenza, mentre i collegamenti marittimi ed aerei sono stati cancellati a causa del mare in tempesta e dei forti venti. Complessivamente si contano oltre 15.000 sfollati. Preoccupato Andrew Morris, dell’Unicef, che ha chiesto il ripristino immediato dell’acqua potabile ricordando che la popolazione della regione ha già rischiato in passato di contrarre malattie, in particolare i bambini.

“La provincia di Lanao del Sur è la più povera delle Filippine e negli ultimi sette mesi si sono registrati circa 350mila sfollati a causa dei combattimenti”, ha detto alla Bbc. “Adesso la priorità è verificare la situazione” umanitaria. Rassicurazioni sono giunte dal portavoce del presidente delle Filippine, Harry Roque Jr. che ha precisato che generi alimentari e altri aiuti sono già stati distribuiti alle comunità locali. Il disastro causato dal passaggio di Tembin è solo l’ultimo in ordine di tempo che si è abbattuto sulle Filippine, Paese che ogni anno viene scosso da almeno una ventina di tifoni. Solo una settimana fa le isole centrali erano state colpite dalla tempesta tropicale Kai-Tak con un bilancio di oltre 50 morti, 31 dispersi e 10mila abitazioni danneggiate. La regione inoltre si sta ancora riprendendo dal tifone Haiyan che nel 2013 ha mietuto oltre 5.000 persone e investito milioni di persone.

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