Banca Etruria, nuvole nere sui distinguo del Pd. Sotto accusa il Procuratore di Arezzo Rossi e suoi ‘silenzi’ in Commissione d’inchiesta

Banca Etruria, nuvole nere sui distinguo del Pd. Sotto accusa il Procuratore di Arezzo Rossi e suoi ‘silenzi’ in Commissione d’inchiesta
Mentre il Pd tuonava, e Matteo Renzi annunciava querele, sulla questione Banca Etruria nuvole nere si addensavano, ancora una volta sulle reazioni dell’ex premier ed annunciavano tempesta. Nuove indagini, infatti, riguarderebbero Pier Luigi Boschi, padre della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena. A mettere politicamente nei guai Renzi è stata l’audizione del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, che ascoltato nei giorni scorsi in commissione parlamentare d’inchiesta sui crac bancari, non ha informato la commissione del nuovo fascicolo aperto dalla procura. Sul punto, naturalmente, lo scontro tra maggioranza ed opposizione, è affidato alle lame  dei ‘fioretti’, visto che non è chiaro se il Rossi fosse tenuto a rendere nota, in quella seduta, la posizione del Boschi. Fatto sta che il caso potrebbe ora finire sul tavolo del Csm. Oggi Rossi, con una secca dichiarazione, interviene sulla vicenda: “Tutto quello che avevo da dire l’ho detto in commissione giovedì scorso”. 
Intanto M5S va all’attacco del Pd. ‘Ce le ricordiamo benissimo le esternazioni dei renziani nei giorni scorsi, dopo l’audizione in commissione Banche del procuratore di Arezzo che sembravano scagionare papà Boschi da ogni ulteriore coinvolgimento nella vicenda Banca Etruria. Vogliamo ascoltare cosa hanno da dire oggi gli stessi soloni che ieri esultavano’, dice il deputato del 5Stelle in commissione Finanze Alessio Villarosa. ‘La verità è agli atti. M5s mente’, replica il Pd con Franco Vazio, membro della commissione sulle banche. Secondo le ricostruzioni rese note dall’Ansa ci sarebbe un nuovo fascicolo aperto dalla procura di Arezzo sulla ex Banca Etruria: si tratterebbe di uno spezzone di indagine che riguarda la vendita di obbligazioni considerate rischiose ai clienti retail che non avrebbero avuto il profilo per acquisirle. Nel registro degli indagati ci sarebbero membri del cda della Banca presieduto da Giuseppe Fornasari tra cui, secondo quanto riporta dal quotidiano La Verità, anche Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, che è stato all’epoca vicepresidente della banca, sebbene senza incarichi operativi.
L’apertura del fascicolo sarebbe scaturita dalle sanzioni comminate dalla Consob agli ex amministratori di Banca Etruria nel settembre scorso, per complessivi 2,76 milioni di euro. E riguarda il periodo 2012-2014, incentrato proprio sulle violazioni riscontrare nei prospetti informativi. La procura, sempre secondo quanto appreso, starebbe dunque valutando i profili penali relativi alle norme che puniscono il falso in prospetto e il ricorso abusivo al credito.
Domenica, sul punto, è intervenuto il senatore Andrea Augello, componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, annunciando di aver “inoltrato al presidente Casini, preannunciandogliela telefonicamente, una formale richiesta affinché venga accertata l’esistenza di un filone di indagine sulla denuncia della Consob riguardo alle falsificazioni dell’ultimo prospetto per l’emissione di obbligazioni subordinate di Banca Etruria. Se così fosse – ha affermato Augello – ovviamente sarebbero in questo momento indagati i componenti del cda che deliberarono su quel prospetto, e di tutto ciò il procuratore di Arezzo Roberto Rossi non avrebbe ritenuto di informare la Commissione. Il presidente Casini dovrà accertare queste circostanze e qualora fossero confermate” il senatore Augello ha già preannunciato la sua volontà di proporre alla Commissione “di trasmettere l’audizione del dottor Rossi al Csm affinché – ha concluso – ne sanzioni il comportamento reticente e omissivo davanti al Parlamento italiano”.
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