Banca Etruria, il procuratore di Arezzo Rossi: “Non ho nascosto nulla”. Boschi contro De Bortoli e il match a colpi di tweet finisce in Tribunale

Banca Etruria, il procuratore di Arezzo Rossi: “Non ho nascosto nulla”. Boschi contro De Bortoli e il match a colpi di tweet finisce in Tribunale
Resta in primo piano la vicenda legata a Banca Etruria e soprattutto le audizioni in Commissione parlamentare d’inchiesta. Il Pd, in queste ore, ha chiesto una nuova audizione per il pm Rossi, al centro di una serie di polemiche politiche e di equivoci, nel merito della sua audizione. Nella tarda serata di lunedì il pm aretino Rossi aveva scritto a Casini per chiarire il caso di Pier Luigi Boschi: ricorda d’aver risposto in Commissione banche precisando che non è tra gli ex del cda Etruria rinviati a giudizio, ma di aver annuito quando gli è stato chiesto se lui e altri potrebbero essere indagati.
 
La domanda al magistrato era stata fatta da un commissario dei 5Stelle ed il magistrato, anche se solo annuendo con la testa aveva risposto, cosa che alla gran parte dei presenti era sfuggita. Ma c’è di più, visto che il magistrato ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera al presidente della Commissione d’Inchiesta Pierferdinando Casini, nella quale sottolinea di aver risposto “a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza né omissione”. “Non ho nascosto nulla circa la posizione del consigliere Pierluigi Boschi in relazione alle domande che mi venivano poste” scrive il procuratore di Arezzo, rispondendo in merito agli “addebiti gravemente offensivi” attorno a quanto da lui dichiarato alla commissione sul caso Banca Etruria e sullo status di Pier Luigi Boschi. Per provare la sua condotta, il magistrato ha riportato una copia del verbale della commissione, aggiungendo di aver “chiarito e ribadito che la sua esclusione riguardava il processo per bancarotta attualmente in corso, mentre per gli altri procedimenti, a domanda, ho precisato che non essere imputati non significava non essere indagati. Null’altro mi è stato richiesto in merito”.
 
Rossi ha quindi rimarcato che “non appena mi sono state fatte domande sull’ipotesi di falso in prospetto, ho chiesto la secretazione dell’audizione in quanto vi sono indagini preliminari sul punto. Le domande in merito hanno riguardato i fatti oggetto di indagine e non, in alcun modo, le persone iscritte nel registro degli indagati. Ho chiarito i punti che mi venivano sollecitati riferendomi ovviamente allo stato delle indagini in corso”.
 
Immediatamente dopo sono arrivate molte reazioni e prese di posizione. Il senatore di Idea, Andrea Augello ha chiesto a Casini “di accertare l’esistenza di un filone d’indagine nei confronti dei membri del Consiglio di amministrazione di Banca Etruria sulla denuncia di Consob riguardo alle falsificazioni dell’ultimo prospetto per l’emissione di obbligazioni subordinate”. Inoltre, Augello, dopo la richiesta di trasmissione dei verbali delle audizioni e della lettera di Rossi al Csm, ha chiesto che Rossi “venga formalmente convocato per un’audizione testimoniale per completare la sua esposizione sulle inchieste in corso a margine della vicenda di Banca Etruria dicendoci finalmente tutta la verità. Sempre ammesso che gli riesca”. Ma Casini ha fatto sapere che la lettera di Rossi “fornisce una risposta chiara ed esauriente. Tutto il resto afferisce ai giudizi politici che ciascun Gruppo ha il diritto di formulare”.
 
Chi invece va al contrattacco è la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi che interviene, ancora una volta, dopo che da più parti era stata chiamata in causa: “Usano la vicenda per attaccare me e il Pd”. Poi il duello con Ferruccio De Bortoli a colpi di tweet, duello che si è scatenato dopo le polemiche e le accuse sulla vicenda, che vede coinvolto il padre della sottosegretaria. Lei annuncia, con un post su Facebook, azioni civili contro l’ex direttore del Corriere della Sera, e la replica non si fa attendere. “Mi aspettavo l’annunciata querela per diffamazione, che non è mai arrivata. Dopo quasi sette mesi apprendo che l’onorevole Boschi mi farà causa civile per danni. Grazie”, ha risposto lunedì sera De Bortoli in un tweet. Poco dopo, sullo stesso social, la Boschi conferma la sua decisione con una risposta: “Grazie a Lei, Direttore. Ci vediamo in tribunale, buona serata”. La vicenda nasce tutta da un articolo pubblicato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro ‘La Verità’, che rivelava come “l’ex presidente Giuseppe Fornasari, Boschi senior e altri dieci consiglieri del cda insediatosi nell’aprile 2011, oltre all’ex direttore generale Luca Bronchi e a quattro membri del collegio sindacale, risultano iscritti sul registro degli indagati della Procura di Arezzo per bancarotta e falso in prospetto (il foglietto informativo che va ai clienti delle obbligazioni subordinate)”. Il quotidiano parlava di “un filone che dovrebbe essere arrivato quasi al giro di boa della richiesta di proroga delle indagini e che è stato innescato dalle conclusioni e dalle sanzioni che la Consob ha comminato a 17 ex amministratori per i subprime spazzatura”.
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