Avanti piano, pareggiano tutte e la Lazio perde ma a guadagnarci è l’Inter che supera l’esame Juve e si conferma solitaria prima

Avanti piano, pareggiano tutte e la Lazio perde ma a guadagnarci è l’Inter che supera l’esame Juve e si conferma solitaria prima

Con quattro pareggi, di cui tre con 0-0, la classifica di alto vertice delle prime sei squadre sembra rallentare, dando l’impressione che, oltre alla Lazio, l’unica battuta, per le altre nulla sia cambiato ma, di fatto. Non è così perché anche un pareggio può determinare una vincitrice virtuale e, nella fattispecie, è l’Inter.

La Juventus aveva la ghiotta occasione per fermare la folle corsa dei nerazzurri scavalcandola in classifica ma non c’è riuscita; Napoli e Roma, idem, si sono adeguate anche loro, facendosi bloccare dalla Fiorentina e dal Chievo, e, come se non bastasse,  pure la Lazio spreca la possibilità di fare un notevole balzo in avanti cedendo al Torino;  ma non è finita qui, perché la Sampdoria, in sesta posizione, non è stata da meno delle altre, e, seppure in vantaggio di due reti a Cagliari, si è fatta rimontare. Di questi risultati solo l’Inter può trarne vantaggio, anche se non numerico,  perché ha superato indenne una delle peggiori trasferte, fermando la rimonta della Juve che, dopo il successo di Napoli, sembrava cosa fatta.

L’esito di Juventus-Inter ha confermato che l’Inter, attualmente,  è la compagine, se non la più forte, sicuramente la più in forma del momento e non solo perché è l’unica rimasta imbattuta con 12 vittorie e 4 pareggi ma anche perché è l’unica a non avere impegni settimanali di Coppe europee, quelli dei quali proprio Napoli, Roma e, soprattutto, la stessa Juve, hanno dimostrato di risentire negativamente. Inoltre, la conferma maggiore sull’ottimo stato di grazia dei milanesi è venuta dalla difesa, la meno perforata di tutte e se la Juve, che andava sempre a segno in casa da ben 44 partite, si è fermata proprio contro l’Inter la motivazione è proprio questa.

Gli uomini di Allegri, con Dybala in panchina ed entrato troppo tardi, hanno avuto parecchie difficoltà a perforare il muro interista nel quale ha svettato il portiere Handanovic ma l’intero reparto ha dimostrato una compattezza granitica; dei nerazzurri,  il centrocampo è stato altalenante mentre l’attacco insufficiente e, avendo avuto pochi palloni giocabili,  non è mai andato vicino al gol. Tanto rumore per nulla e attese andate deluse per chi si attendeva il ritorno in testa della Juve perché il campionato italiano forse sarà da giocare fino all’ultima giornata, a differenza degli altri esteri nei quali i tifosi cominciano ad annoiarsi o perché sembra tutto deciso (in Inghilterra il City spopola) oppure perché ci sono fughe concrete (il Psg in Francia,  il Bayern in Germania e il Barcellona nella Liga spagnola). Da noi, diversamente da quanto accaduto negli anni passati,  le candidate a disputarsi il primato sono diverse e le rispettive tifoserie hanno di che appassionarsi.

Fra i tifosi maggiormente delusi ci sono i napoletani che nelle ultime settimane hanno visto la propria squadra eliminata dalla Champions con retrocessione in Europa League e, soprattutto, raggiunta e superata in classifica, in evidente crisi di fiato e di stanchezza; anche contro la Fiorentina gli uomini di Sarri si sono inceppati, dimostrando di non aver superato lo choc provocato dalla sconfitta casalinga con la Juve. Qualora si pensi che fino ad un mese fa il Napoli era stato additato da tutti come espressione del miglior gioco europeo, si prende atto che, quando si ferma il trio d’attacco, la squadra perde l’anima vincente anche perché il parco riserve è molto limitato in ogni reparto.

La Roma, fermata dal Chievo ha poco da rimproverarsi perché ha fatto di tutto per vincere ma il vecchio Sorrentino ha parato l’impossibile meritandosi la palma di migliore in campo e unico artefice del risultato. Certo, la Roma ha buttato via due punti ma il Chievo ha anche colpito una traversa e poteva finire peggio…

Sorprendente la sconfitta della Lazio nel posticipo contro il Toro nel quale molta influenza hanno avuto le decisioni dell’arbitro che, nella stessa azione di gioco, prima ha sorvolato su un possibile rigore e poi ha espulso Immobile con la complicità del Var. Inzaghi, alla fine, era infuriato. Va però detto che nell’ultimo mese non si è più vista la squadra brillante e piacevole che in precedenza aveva suscitato tanti entusiasmi vincendo anche il girone dell’Europa League.

Dopo due sconfitte la Sampdoria aveva avuto l’opportunità di rifarsi chiudendo il tempo con due reti di vantaggio a Cagliari ma l’eccessiva presunzione l’ha portata al 2-2 finale. Grazie ad una provvidenziale doppietta di Bonaventura il Milan torna a vincere, facendo tirare un sospiro di sollievo a Gattuso, ai tifosi e alla società, impelagata nelle difficoltà finanziarie con l’Uefa,  dopo il nefasto pari di Benevento. Qualche miglioramento comincia a vedersi fra i rossoneri ma la strada da percorrere è ancora lunga. Delle altre, il Sassuolo, Con Iachini in panchina torna a vincere, superando  il Crotone affidato a Zenga; seconda vittoria dell’Udinese targata Oddo su un Benevento che dopo l’exploit col Milan sembra aver rinnovato l’abbonamento alle sconfitte.

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