Articolo 1-Mdp, Sinistra italiana, Possibile. Con Pietro Grasso nasce “Liberi e uguali”. Una grande assemblea fuori dagli schemi del vecchio politichese. Emozione e commozione. Migliaia affollano l’Atlantico Live all’Eur. Posti in piedi e tanti restano fuori

Articolo 1-Mdp, Sinistra italiana, Possibile. Con Pietro Grasso nasce “Liberi e uguali”. Una grande assemblea fuori dagli schemi del vecchio politichese. Emozione e commozione. Migliaia affollano l’Atlantico Live all’Eur. Posti in piedi e tanti restano fuori

Una grande assemblea popolare, fuori dagli schemi del vecchio politichese. Migliaia, poco meno di tremila, all’interno del grande spazio dell’Atlantic Live, a Roma, di cui 1500 delegati, per dare il via definitivo alla lista unitaria Articolo 1-Mdp, Sinistra Italiana, Possibile, che sarà guidata da Pietro Grasso, il presidente del Senato. Lo  spazio si e è riempito rapidamente. Fuori ci sono altrettante persone che premono per entrare, trovare posto, partecipare. Neppure fra  i più ottimisti dei protagonisti di questa giornata c’era chi pensava che a un’assemblea di “partito”, in cui si parlava di politica, di dar vita ad una nuova soggettività, una lista unitaria, potessero partecipare migliaia di persone. Invece proprio questo è  avvenuto. Occupati anche i posti in piedi, fuori dal teatro piccoli schermi raccontavano quanto stava accadendo all’interno. Gli interventi si susseguono, emozione e commozione, lacrime anche e, insieme, esplosioni di applausi a scena aperta con cui vengono accolte le parole di  persone “comuni”, lavoratori impegnati nelle lotte per salvare aziende che i padroni dopo averle spremute mandano in malora, cittadini che si sono riuniti in associazioni che operano nei territori, che fanno cultura, aiutano chi ha bisogno, espressioni del cattolicesimo democratico, il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, che parla della morte in mare, delle ferite da tortura, della vergogna che provoca l’accordo firmato dal governo con  i “massacratori” libici. Ancora, la testimonianza della presidente di Legambiente e quella di una ricercatrice precaria. Racconta una lavoratrice della Melegatti, quella nota per il pandoro, che durante la lotta per salvare l’azienda, i dipendenti in cassa integrazione che presidiavano l’azienda avevano deciso di lavorare comunque per mantenere inalterato il lievito che serve per fare i dolci. Altrimenti al momento della ripresa della produzione per la quale si battevano, il prodotto sarebbe stato vanificato.

Applausi per Susanna Camusso. Il valore delle manifestazioni promosse dalla Cgil

Senza lievito madre niente da fare. Applausi per Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, in molti interventi si sottolinea il valore delle cinque manifestazioni che si sono svolte a Roma, Torino, Bari, Cagliari, Palermo per il lavoro e la previdenza con le quali si è contestata la politica del governo, la manovra di Bilancio. Al “lievito madre” si è riferito il presidente del Senato quando ha parlato della Costituzione, la carta dei principi che garantiscono la democrazia e che abbiamo difeso da chi aveva provato ad attaccarla. Già, Pietro Grasso, detto Piero, il presidente del Senato che ha accettato di  guidare la lista unitaria, Articolo 1-Mdp, Sinistra italiana, Possibile, che ha lasciato il Pd perché non era più la sua casa, 72 anni ben portati, in magistratura dal 1969, parla di Falcone, Borsellino, spiega perché ha accettato la proposta che gli è stata avanzata dalle tre forze politiche, rappresentate da Roberto Speranza, Nicola Fratoianni e da Pippo Civati, tre giovani, anche se ormai “rodati”. Ha detto che quando  è uscito dal gruppo del Pd gli hanno “offerto seggi sicuri, mi hanno detto di fermarmi un giro, di fare la riserva della Repubblica. Mi dispiace questi calcoli non fanno per me”, ha continuato raccogliendo un lungo applauso.

Tocca a noi offrire una casa a chi non si sente rappresentato

“Serve un’alternativa all’indifferenza e alla rabbia inconcludente dei movimenti di protesta, alle favole bellissime che abbiamo sentito raccontare per decenni. Tocca a noi offrire una  casa a chi non si sente rappresentato. Una nuova proposta per il paese. Io ci sono”. Cita Gramsci, l’ottimismo della volontà: “Fare politica – dice – è un onore, non una vergogna. C’è in gioco il futuro dell’Italia e questa è la nostra sfida: battersi perché tutti, nessuno escluso siano liberi e uguali, liberi e uguali”, ha detto ancora Grasso, citando per la prima volta il nome del nuovo soggetto: “Liberi e uguali”, raffigurato con tre bandiere, rossa, gialla, blu. Lo slogan “c’è una nuova proposta”. L’antifascismo ne è fondamento.

Lacrime e commozione del presidente del Senato e della moglie

Grasso si commuove, fino alle lacrime, così come la moglie Maria Fedele. E si è commossa, emozionata, la platea gremita, tremila persone grosso modo. Si sono tutti alzati in piedi, un grande, infinito applauso, sia rivolto alla persona, alla sua storia, sia alla scelta di guidare la lista unitaria, un passaggio essenziale, aveva detto Speranza per dar vita ad una nuova forza politica della sinistra  richiamando Corbyn,  Sanders, la radicalità socialista, affrontando i problemi alla radice. Mentre l’assemblea esplodeva in un interminabile applauso ci tornava  a mente quanto scritto da Giuliano Ferrara sul Foglio. Ignobile e volgare attacco alla seconda carica dello Stato, Grasso veniva definito come uno sconosciuto che non aveva mai fatto niente di importante. Dovrebbe chiedere scusa, ma non lo farà, non ne  è capace. E scusa dovrebbero chiedere gli scriba che in questi giorni si sono prodigati  nella propagazione di fake news, le notizie false di cui sono pieni i giornaloni, gli attacchi in particolare a Massimo D’Alema, il “rancoroso”, il quale  oggi era impegnato a fare selfie con il presidente del Senato.

L’assemblea di Liberi e uguali smentisce gli scriba retroscenisti

La realtà è che l’assemblea di “Liberi e uguali” ha infranto tutti gli schemi della vecchia politica, il chiacchiericcio che tanto piace ai “retroscenisti” che ogni giorno ci raccontano cosa pensano i “collaboratori” di Renzi Matteo, oppure “indagano” nella casa madre del centrodestra, fanno resuscitare il vecchio Berlusconi, certo con Salvini non c’è un buon feeling, ma vinceranno assicurano gli scriba a libro paga delle aziende berlusconiane. Per non dire dei grillini, sempre presenti sugli schermi televisivi, la storia di Di Battista che sceglie la “libertà” dai vincoli della politica per recuperare la vita, scrivere articoli, libri. I retroscenisti ci avevano raccontato che  giorno dopo giorno, ora dopo ora, Articolo 1-Mdp, Sinistra Italiana, Possibile se le stavano dando di santa ragione. Altro che nuova forza politica, rottura dei vecchi schemi, una bella rissa per spartirsi candidature. Perfino quelli che richiamano lo “spirito del Brancaccio”, Falcone e Montanari, “spirito” che non abbiamo capito cosa significhi, se ne erano andati perché la “vecchia politica” aveva prevalso. Parlavano di costruire dal basso la lista unitaria, il nuovo soggetto della sinistra, tutte balle. Annunciavano che non avrebbero partecipato alla assemblea convocata per il 3 dicembre. Anzi chiedevano addirittura che venisse sconvocata. Come si dice, gli assenti hanno sempre torto. Ma c’è tempo per riprendere un rapporto, nessuno escluso ha detto  più  volte il presidente Grasso. Pippo Civati ha colto l’occasione e si è rivolto direttamente a Giuliano Pisapia. “Altri stanno allestendo coalizioni da incubo, in cui c’è dentro tutto: Minniti con Bonino, Merkel con no euro. Noi saremo rigorosi. C’era chi diceva ‘mai con Alfano’, patrimoniale, ius soli. E allora perché poi va con Alfano, con chi non vuole lo ius soli, con chi quando nomini la patrimoniale gli viene un colpo? Il mio appello è: Giuliano, dove campo vai?”.

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