3 dicembre: nasce “Liberi e uguali”, la lista unitaria voluta tenacemente da Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. Il leader sarà Pietro Grasso, presidente del Senato, e “ragazzo di sinistra”. La speranza di tutti: la fondazione di un partito del lavoro

3 dicembre: nasce “Liberi e uguali”, la lista unitaria voluta tenacemente da Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. Il leader sarà Pietro Grasso, presidente del Senato, e “ragazzo di sinistra”. La speranza di tutti: la fondazione di un partito del lavoro

Lo scorso wek end, in 158 assemblee in ogni parte d’Italia, costituite in modo unitario da Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, e animate da 45mila persone, vennero eletti i 1500 delegati che domenica 3 dicembre daranno vita a Roma, all’Atlantico Live, all’Eur, all’atto di nascita della lista il cui nome probabile dovrebbe essere “Liberi e uguali”. Inoltre, ai delegati spetterà il compito di leggere e votare i tanti ordini del giorno che hanno arricchito la piattaforma programmatica illustrata in ogni assemblea. Di certo, tuttavia, il clou della giornata sarà attorno alle 12.30 con il discorso di Pietro Grasso, presidente del Senato, che ha accettato la proposta di essere il leader della lista unitaria.  Il simbolo verrà presentato più in là in un’iniziativa ad hoc con lo stesso Grasso e il nome del presidente del Senato dovrebbe comparire nel simbolo.  Sarà dunque una sorta di “Grasso day”. Prima però del suo discorso sono previsti interventi della società civile e dell’associazionismo, quindi prenderanno la parola Pippo Civati, Nicola Fratoianni e Roberto Speranza per lasciare la scena al presidente del Senato. Perché Grasso leader? Perché, come affermano alcuni dei dirigenti di Mdp e Sinistra Italiana, “Grasso ha un profilo costituzionale che potrebbe saper parlare anche a un mondo che non è quello classico della sinistra. Noi non ci chiuderemo in un angolo, non faremo l’ennesima ‘cosa rossa’ e una personalità come quella di Grasso può fare molto in questo senso”. Insomma, con “Liberi e uguali” si apre un sentiero, non certo facile, ma pieno di speranze e di attese, sul quale potranno camminare assieme milioni di cittadini italiani, uniti da un progetto di ricostruzione sociale del Paese, che parta dalle condizioni materiali di vita, peggiorate in quest’ultimo decennio di crisi economica, impoverite dalle politiche renziane, di destra, e messe a dura prova da alcune riforme che hanno moltiplicato all’ennesima potenza la precarizzazione del lavoro. Come avvertono molti rapporti, da quello dello Svimez, a quello del Censis, le disuguaglianze sociali sono aumentate e si sono approfondite, a partire da quella più vistosa, che separa le condizioni di vita nel Nord da quelle nel Mezzogiorno, Così come sono state svilite scuola, università, ricerca da riforme demenziali e da tagli macroscopici. Insomma, da “Liberi e uguali” parte la sfida per un’Italia e un’Europa  migliori, più uguali, più libere.

La nuova proposta. Laforgia, Mdp: “chi si aspetta una cosa piccola e identitaria resterà deluso”  

“Domani presenteremo una nuova proposta. Chi si aspetta una cosa piccola e identitaria rimarrà deluso. Noi proporremo un’alternativa per milioni di elettori di sinistra e centrosinistra che in questi anni sono rimasti senza casa”, ha detto Francesco Laforgia capogruppo di Articolo 1-Mdp, dialogando a margine della manifestazione della Cgil in piazza del Popolo. “Il nostro non è un pregiudizio nei confronti di Renzi o del Pd ma è una valutazione negativa sulla stagione politica che il Partito Democratico ha guidato”, aggiunge Francesco Laforgia. Inoltre, “in questi anni si sono consumati degli strappi nel mondo del lavoro, della scuola e sulle questioni che riguardano le regole democratiche. Noi vogliamo fare una ricucitura di questi strappi. Per questo stiamo mettendo in campo una nuova proposta e dopo le elezioni cercheremo di capire se ci sono le condizioni per costruire un nuovo centrosinistra. Il Pd non ha voluto che si prevedesse la possibilità del voto disgiunto. Questa è una grave responsabilità che oggi ci costringe a immaginare di candidarci in tutti i collegi uninominali. Ma quando la politica cede il passo all’aritmetica i conti non tornano. Vogliamo fare un’operazione di allargamento. Ci sono elettori che non votano più o che per disperazione hanno votato in questi anni il M5S. Andremo a riprenderci quegli elettori in nome di una proposta che parla al Paese”.

La nuova proposta. Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana: “osare il cambiamento e rimettere al centro i diritti”

Per Nicola Fratoianni, che insieme a Roberto Speranza, coordinatore di Mdp, e Pippo Civati, leader di Possibile, molto si è speso in questi mesi per giungere ala lista unitaria, “domenica sarà una grande giornata per presentare al Paese una nuova proposta che abbia il coraggio di osare il cambiamento e di rimettere al centro i diritti che in questi anni sono stati erosi anziché allargati. Vogliamo parlare di scuola e ricerca e di giustizia sociale”. Inoltre, “domenica all’Atlantico presentiamo una nuova proposta che ha il coraggio del cambiamento. Siamo in campo per dire che si può cambiare e si deve cambiare”. Sulle distanze dal Pd, Fratoianni ha confermato: “ho distanza da chi invece di fare la sinistra ha applicato il programma della destra, con lo Sblocca Italia, il Jobs act, la buona scuola, gestendo la politica dei migranti come farebbe la destra. Costoro hanno poco a che spartire con la sinistra”. Per questa ragione, “serve una proposta nuova, capace di cambiare tutto: noi ce la metteremo tutta, a partire dall’Atlantico live, con una proposta di cambiamento radicale”.

Nicola Fratoianni ha poi suggerito l’agenda politica della nuova formazione politica: “vogliamo fare il contrario di quello che in questi anni la politica e i governi hanno fatto e cioè favorire e tutelare chi è già favorito e tutelato e rendere sempre più difficile la vita per la grande maggioranza della popolazione”. Insomma, “bisogna battersi per cambiare una società che non funziona in cui troppo pochi sono sempre più forti e privilegiati e troppi vivono sempre di più una condizione di marginalità e di povertà. Bisogna cambiare e farlo con forza”, ha concluso.

Una nuova proposta. Enrico Rossi, presidente della Toscana e fondatore di Mdp: “l’idea di società che si ispira al socialismo democrativo vera novità nel mondo occidentale” 

Sulla sua pagina facebook, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, e fondatore di Mdp, scrive: “Questa idea di società, che si ispira al socialismo democratico, è la vera novità politica di questi ultimi tempi nel mondo occidentale, dove la sinistra si sta riorganizzando negli Usa con Sanders, in Inghilterra con Corbyn, ma anche in Francia, in Portogallo, in Grecia. Anche in Italia – conclude – con noi che domani ci vediamo a Roma insieme a Grasso per andare uniti alle elezioni e iniziare a costruire il grande il grande partito del lavoro di cui ha bisogno il Paese”. Ecco, Rossi introduce l’altro tema interessante che occuperà il gruppo dirigente di “Liberi e uguali” per i prossimi mesi, la fondazione di un grande partito del lavoro, prospettiva non facile anch’essa, ma estremamente forte e suggestiva. L’Italia ne ha davvero bisogno.

Una nuova proposta. Laura Lauri, presidente di Sinistra Italiana: “per gli emarginati, per i precari, per i più deboli, la nuova lista nasce per loro”

Sempre nel corso della manifestazione della Cgil a piazza del Popolo, Laura Lauri, presidente di Sinistra Italiana, ha voluto dettare ai taccuini dei cronisti questa dichiarazione: “Non è questo il Paese che vogliamo. E’ necessario rimettere in campo subito una nuova proposta per i tanti che oggi sono emarginati, che vedono allontanarsi la speranza di un reddito dignitoso, a cui vengono negati diritti e possibilità. E’ per questo che da domani scenderemo in campo per la rinascita di una sinistra che lotti al fianco dei più deboli, per ripristinare i tanti diritti negati in questi anni e per ridare ai giovani il sacrosanto diritto ad un futuro”. Infine, afferma Laura Lauri, “la legge Fornero va superata. Una legge sbagliata, che accresce le disuguaglianze, che imprigiona sul posto di lavoro chi avrebbe diritto ad una vecchiaia dignitosa e costringe all’inattività i giovani, togliendo loro un futuro”.

Una nuova proposta. Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana: “domani la sinistra torna dal suo popolo”

“Domani rinasce la sinistra dalla parte del lavoro. Domani la sinistra ritorno dal suo popolo”, ci dice0 Stefano Fassina a Piazza del Popolo dove partecipa alla manifestazione della Cgil in vista dell’Assemblea della Sinistra di domenica a Roma. “Noi ricostruiamo la rappresentanza del lavoro per ridare valore al lavoro”, proesegue. “Ci siamo sempre stati, anche oggi siamo dalla parte del lavoro, della giustizia sociale e di chi non ce la fa ad aspettare un’età pensionistica irraggiungibile, dalla parte dei giovani che non vedono prospettive per le pensioni e per le donne”. Insomma, conclude Fassina, “vogliamo ridare voce al lavoro e correggere le drammatiche iniquità della legge sulle pensioni”. Come si evince, il lavoro che c’è, ma ricattato, precarizzato, impoverito e detutelato, e il lavoro che ancora non c’è torna al centro della politica. Grazie a “Liberi e uguali”, e a quel partito del lavoro che un giorno, speriamo, possa essere la sua naturale prospettiva concreta.

Share