Piero Fassino, delegato da Renzi a fare il “costruttore” del centrosinistra, vede Prodi a Bologna e gli fa pure da portavoce. “Incontro molto positivo”. Ora all’assalto di Pisapia. Ma le vere spine sono nei niet di Mdp, Sinistra Italiana e Possibile

Piero Fassino, delegato da Renzi a fare il “costruttore” del centrosinistra, vede Prodi a Bologna e gli fa pure da portavoce. “Incontro molto positivo”. Ora all’assalto di Pisapia. Ma le vere spine sono nei niet di Mdp, Sinistra Italiana e Possibile

Piero Fassino, delegato del segretario Renzi a fare il giro di incontri per la costruzione di una parvenza di coalizione nel centrosinistra, ‘assume’ Romano Prodi. L’ex segretario Ds incontra il professore nella sua casa di Bologna. In realtà, però, Prodi non parla per tutta la giornata, ma lascia che sia il suo interlocutore Fassino a descrivere il faccia a faccia, che viene definito “molto positivo”. Secondo il ‘costruttore’ dem, Prodi, da padre dell’Ulivo e del Pd “condivide e apprezza l’iniziativa che sto perseguendo per realizzare una comune strategia del centrosinistra”. Dopo i no ricevuti ieri da Bersani e D’Alema, Fassino si dice “incoraggiato” e pronto ad andare avanti con i colloqui. “Entro la settimana”, assicura, vedrà sia Giuliano Pisapia che i rappresentanti di Mdp. I toni che sono stati usati per descrivere la sua iniziativa – “solo teatro”, ha sintetizzato Bersani – non lo preoccupano. “Non mi spavento delle parole… La domanda che sale dal popolo di centrosinistra è una domanda di unità, non di divisione”. In ogni caso, la convinzione di Fassino – che ricalca poi quella di Matteo Renzi – è che anche se Mdp dovesse dire di no, il Pd non resterebbe solo. “Tutt’altro – spiega -, noi stiamo acquisendo la disponibilità di molti soggetti che ho incontrato a costruire una alleanza di centrosinistra. Noi cerchiamo un confronto con tutti, ma anche se Mdp non fosse disponibile costruiremmo comunque un campo di forze largo per vincere la sfida delle elezioni”.

Molto corteggiati da Fassino Campo progressista e il suo leader Giuliano Pisapia

Il più corteggiato dai dem resta Giuliano Pisapia. Anche per convincere lui della “concretezza” della sua iniziativa, Fassino parla di programma e cose da fare. Sul tavolo ci sono senza dubbio lo Ius soli e il biotestamento, ‘spinto’ anche dalle parole di papa Francesco. Ma anche possibili modifiche alla legge di Bilancio e al Jobs act. “Nessun tabù”, è la linea. Tanto che il ‘costruttore’ dem non esclude nemmeno la possibilità che si arrivi a primarie di coalizione. “Io penso – assicura – che un programma coerente e credibile sia possibile. Una volta concluso questo primo giro di incontri politici, ce ne sarà un secondo più concentrato sul programma, la famosa ‘pagina bianca’ da scrivere insieme”. Da Campo progressista seguono “le mosse di Piero” con orecchio interessato. La ‘sponsorizzazione’ di Prodi è musica per le orecchie dell’ex sindaco di Milano, convinto ancora della necessità di avere insieme “unità e discontinuità”.

L’incontro con Mdp, Sinistra Italiana e Possibile probabilmente ci sarà. Ma gli ostacoli appaiono insormontabili, come confermano Fratoianni e Gotor 

Alla fine un incontro ci sarà pure con Mdp, Sinistra italiana e Possibile. I tre avrebbero preferito aspettare l’assemblea unitaria del 2 dicembre e rimangono decisamente scettici sull’esito positivo dell’apertura (“Siamo fuori tempo massimo”, sentenzia Fratoianni) ma non diranno no a un faccia a faccia. “Hanno governato per 4 anni con la destra, hanno fatto riforme che hanno impoverito il Paese, aumentato la precarietà, hanno ridotto i diritti del lavoro, demolito la scuola, la sanità e la ricerca pubblica. Ci hanno chiamati gufi, rosiconi, partitini del 3 per cento. Oggi ci chiedono un accordo, e lo fanno rivendicando la bontà di quelle riforme dal Jobs Act alla Buona Scuola allo Sblocca Italia”, afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana parlando con i cronisti a Montecitorio. “La verità è – prosegue il leader di SI – che il tempo è scaduto, non vedo proprio alcuna condizione perché oggi la sinistra di questo Paese possa accordarsi con questo Partito Democratico”. “La sinistra torni a fare il suo mestiere – conclude Fratoianni – affrontando i problemi delle persone, nella vita reale del Paese, il contrario di quello che il Pd e la sua maggioranza hanno fatto in questi anni”. Gli fa eco Migul Gotor, senatore di Mdp, e intellettuale molto ascoltato dai leader di quel movimento: “Gli appelli del premier Gentiloni all’unità del centrosinistra sono tardivi. L’unità infatti non si costruisce con formule più o meno suggestive ma con atti politici concreti che andavano compiuti quando c’era il tempo e la possibilità di farlo. Ad esempio quando si è deciso di reintrodurre i voucher con la fiducia per evitare il referendum popolare promosso dalla Cgil o quando, sempre con la fiducia, malgrado quanto solennemente promesso in Parlamento, si è varata una legge elettorale che ha costituito un inaspettato regalo alla destra. Il tempo è scaduto, se si vuole vincere bisogna cambiare politica e serve una chiara discontinuità rispetto alle politiche renziane di questi anni”.

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