Pensioni, Cgil: pronti a mobilitazione se non ci saranno passi avanti. Camusso: “lavoriamo per un giudizio unitario con Cisl e Uil”

Pensioni, Cgil: pronti a mobilitazione se non ci saranno passi avanti. Camusso: “lavoriamo per un giudizio unitario con Cisl e Uil”

“Abbiamo fatto una discussione all’interno del nostro organismo e abbiamo mandato a decidere, sulla base di come andrà la discussione sabato, quali forme di mobilitazione. Ovviamente penso siano necessarie forme di mobilitazioni visibili”. Così la leader della Cgil, Susanna Camusso, a margine di un convegno sul Fiscal Compact, parla del confronto con il governo sulle pensioni e della mobilitazione che sta preparando Corso d’Italia. Camusso sottolinea: “Stiamo lavorando perché il giudizio sia unitario di tutte le tre organizzazioni, anche perché è un giudizio che daremo sulla base della distanza che ci sarà dalla piattaforma che abbiamo presentato e dagli impegni che abbiamo sottoscritto l’anno scorso con il governo, tutte cose che abbiamo fatto unitariamente”. Tra le richieste sindacali e le proposte del governo, ribadisce Camusso, “le distanze sono molto significative”. A chi le chiede se la mobilitazione sarà una manifestazione in piazza a Roma il 2 dicembre, Camusso osserva che la data “sarà calibrata per poter incidere sui tempi dei lavori parlamentari”, sia sul fronte della manovra che del decreto fiscale. E rispetto al possibile blocco dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita sottolinea che “gli emendamenti che vanno in questa direzione sono molti, per cui è possibile questa soluzione”.

“Qualora il confronto non determini avanzamenti , il giudizio della Cgil non potrà che essere negativo e pertanto il comitato direttivo da il mandato alla segreteria a decidere, sulla base della discussione svolta , tutte le iniziative di mobilitazione nazionali utili a rendere chiara ed evidente la necessità di conquistare risposte coerenti con la piattaforma sulla previdenza e gli impegni già assunti dal Governo con la fase due del protocollo sottoscritto lo scorso anno”. E’ quanto si legge nell’ordine del giorno che il comitato direttivo della Cgil ha approvato ieri per esprimere una valutazione complessiva sul confronto con il Governo rispetto alle misure da adottare nella legge di bilancio sul tema pensioni e lavoro.

 “Le risposte ottenute dal Governo, limitate al tema della aspettativa di vita e ad alcune proposte emendative sul Fondo di integrazione salariale e sulla previdenza complementare per i lavoratori pubblici, sono del tutto insufficienti, non solo rispetto alle proposte unitarie contenute nella piattaforma sulle pensioni oggetto di rivendicazione da oltre 2 anni, ma anche rispetto agli impegni definiti per la seconda fase nel verbale sottoscritto l’anno scorso su questi temi con il Governo”, si legge. In particolare, sottolinea il sindacato guidato da Susanna Camusso, “il confronto non ha registrato nessuna risposta su flessibilità in uscita, giovani, lavoro di cura e condizione delle donne, previdenza complementare per i lavoratori del privato, temi che in modo particolare per le giovani generazioni, rappresentano la possibilità di tenuta di un sistema previdenziale universale e non ha permesso di definire risposte adeguate in materia di rivalutazioni delle pensioni in essere. Sulla aspettativa di vita, al tavolo abbiamo preso atto che su questa materia il Governo non ha dato risposte convincenti e sufficienti rispetto alla nostra richiesta di sospendere l’automatismo di adeguamento per aprire una discussione volta a modificare il meccanismo stesso. In particolare quanto proposto dal Governo non risponde al fatto che l’adeguamento incide negativamente su tre fattori, vecchiaia, pensione anticipata e calcolo coefficienti di trasformazione”.

Share