Italia del calcio fuori dai mondiali. Il pianto di Buffon. Non ce la caviamo cambiando il Ct. Il presidente della Figc convoca gli “stati generali” del calcio per salvare il posto. Il problema è la politica dello sport, le responsabilità del Coni. Così non va

Italia del calcio fuori dai mondiali. Il pianto di Buffon. Non ce la caviamo cambiando il Ct. Il presidente della Figc convoca gli “stati generali” del calcio per salvare il posto. Il problema è la politica dello sport, le responsabilità del Coni. Così non va

Stati generali del calcio con Tavecchio, il presidente della Federazione italiana giuoco calcio (Figc), che cerca di correre ai ripari immediatamente dopo il flop della nazionale, prima sconfitta dalla Svezia e poi solo uno squallido zero a zero, eliminata dopo cinquanta anni dai Mondiali. Convoca tutti i presidenti delle Leghe (quella di A è commissariata da lui stesso, quella di B è commissariata dall’avvocato Balata) e le componenti (Tommasi, Nicchi, Ulivieri). “Siamo profondamente amareggiati e delusi per la mancata qualificazione al Mondiale, è un insuccesso sportivo che necessita una soluzione condivisa e per questo – ha affermato – ho convocato domani una riunione con tutte le componenti federali per fare un’analisi approfondita e decidere le scelte future”. Non ha alcuna intenzione di dimettersi come sarebbe logico e naturale dopo una batosta come quella che gli azzurri hanno subito, o meglio, ne sono stati protagonisti. Neppure ci pensa, dicono negli ambienti del calcio. Intanto prende tempo con questa prima riunione, poi andrà al Consiglio federale ma nessuno, a partire dal suo vice, Cosimo Sibilia, pensa di sfiduciarlo. È stato riconfermato da poco, non avrebbe senso – dicono i suo sostenitori a partire proprio da Cosimo Sibilia – proprio lui a marzo ha ricompattato la Lega dilettanti quella che pesa di più, ben il 33% nella organizzazione del calcio italiano. Sibilia, senatore di Forza Italia, deve molto al presidente e proprio in vista delle elezioni politiche non ha alcuna convenienza a rompere un rapporto con il presidente della Figc. Insomma l’orientamento prevalente sembra essere quello di  dimissionare Ventura, il tecnico sul quale si scaricano tutte le responsabilità della debacle degli azzurri. Anche l’altro vicepresidente federale Renzo Ulivieri che ha la delega alla nazionale sarebbe schierato con Tavecchio. Intanto, il gran capo del Coni, Giovanni Malagò, a Bergamo per l’inaugurazione del nuovo stadio dell’Atalanta, così commenta la situazione:  “Se Tavecchio ritiene di essere la persona maggiormente deputata per portare avanti il nuovo corso della Federcalcio si assume la responsabilità. Ci sono stati casi in cui presidenti federali e allenatori sono rimasti al loro posto assumendosi la loro responsabilità, e ci sono altre persone che hanno deciso di non farlo. Sono scelte della propria coscienza”.

Il “portierone”: fallito qualcosa che anche a livello sociale poteva essere importante

Già, ma il calcio, il pallone, gli sportivi, i tifosi, i calciatori contano qualcosa? Certo il colpo è di quelli pesanti, la sconfitta brucia. Ma passerà. Piange Buffon, ci mette la faccia come si dice. Fa effetto vedere un omone, un grande del calcio, portiere fra i più bravi del mondo che tante volte ci ha salvati nella Nazionale e altrettante nella Juventus che colleziona titoli, in preda al dolore, alla angoscia. Ancora non si capacita, e con lui tanti tifosi, amanti dello sport più bello del mondo come si dice, come sia potuto avvenire che siamo fuori dai Mondiali. “Dispiace non per me, dispiace per il movimento perché abbiamo fallito qualcosa che anche a livello sociale poteva essere importante. È l’unico rammarico che ho e non certo quello di finire” la carriera in azzurro “perché il tempo passa ed è giusto che sia così. Dispiace che l’ultima partita ufficiale sia coincisa con una mancata qualificazione al Mondiale”. Con queste parole dette alla Rai annuncia di fatto l’addio alla Nazionale dopo il pareggio con la Svezia e il mancato accesso al Mondiale di Russia 2018.

“Non abbiamo sottovalutato niente – prosegue – perché chi gioca queste partite sa cosa vuol dire affrontare queste squadre, recuperare un gol quanto sia dispendioso. Non siamo riusciti ad esprimere il meglio che avremmo voluto fare. Ci è mancata l’energia e la lucidità per fare gol. Alla fine hanno fatto loro una gara come quella dell’andata, è stato uno spareggio deciso per degli episodi, che a loro sono andati bene. Quando ti va male vuol dire che hai delle colpe”.

Il ministro dello sport, il renziano Lotti, scopre solo ora che le cose non vanno bene

Già, le colpe. Intanto subito sul banco degli accusati Ventura quasi che lui e solo lui sia il responsabile della situazione in cui si trova il calcio italiano, forse sarebbe meglio dire lo sport italiano. Occorre chiamare in causa Malagò il presidente del Coni e anche il ministro per lo sport, Luca Lotti, uno molto vicino all’ex presidente del Consiglio, di cui fino ad oggi nessuno si era accorto che si occupava anche dello stato dello sport italiano, a partire dal calcio, oltre a fare la guardia del corpo del Matteo Renzi. Ora strilla: “Non me lo aspettavo, è stata una giornata molto triste dal punto di vista sportivo. Il calcio va rifondato del tutto. È il momento di prendere delle scelte che forse negli anni passati non si è avuto il coraggio di prendere. Questo mondo va fatto ripartire dai settori giovanili fino alla Serie A” . Forse con maggior saggezza Marco Tardelli, un grande del calcio azzurro afferma che “il calcio azzurro vive un dramma. Sono necessarie le dimissioni di tutti coloro che hanno portato l’Italia a questo. Malagò agisca”. Forse nella sua dichiarazione sbaglia una cosa: si rivolge a Malagò, il presidente del Coni che ha sostenuto Tavecchio e la Federazione gioco calcio, così come è.

Nicola Fratoianni: “vicenda che dovrebbe servire ad aprire una nuova stagione”

Per Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, “naturalmente si pone un problema vero che va al di là dell’esito di una partita. Nel nostro Paese serve aprire una riflessione seria ed immediata sul calcio, su come è organizzato, su come viene vissuto sugli spalti, su come sia diventato esclusivamente un affare e una macchina da soldi, con vertici sclerotizzati e autoreferenziali. Ridare senso ad uno sport popolare – conclude Fratoianni – a partire dai ragazzi che ci giocano amatorialmente ogni giorno, rendere trasparenti le società di calcio e i loro rapporti economici, rivedere i rapporti con i tifosi. Insomma questa vicenda dovrebbe servire ad aprire una nuova stagione”.

Ora c’è un rischio, tutto italico. Tavecchio prenderà tempo. Tutte le colpe sono di Ventura, il mister che non ce l’ha fatta a traghettare la Nazionale verso i  Mondiali. Cercherà  di trovare un ct di grande prestigio da proporre alla guida della nazionale, un salvatore della patria. O meglio un salvatore della patria di Tavecchio, il presidente della Figc. Già circolano nomi, ma sono  tutti impegnati e qualcuno dei “liberi” non se la sente di addossarsi responsabilità di altri. Intanto il nostro campionato continua nel segno della mediocrità. Le grandi e le piccole società calcistiche  invece di  guardare in casa propria, di “allevare” una nuova generazione di calciatori, giovani da valorizzare, che ce ne sono,  si rivolgono a case di altri paesi, a società che vogliono scaricare calciatori i quali hanno solo un interesse, quello economico. E si vedono i risultati. Già, anche quelli della Nazionale. Non serve il pianto del  coccodrillo. Ma una nuova politica che guardi ai giovani. Allo sport, non ad altro.

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