Splendida vittoria, la cinquantesima, di Nibali. Stacca tutti e si aggiudica il Lombardia. Da solo al traguardo vince per la seconda volta l’ultima classica che chiude la stagione ciclistica. “Il pubblico gridava il mio nome, una grandissima emozione”

Splendida vittoria, la cinquantesima, di Nibali. Stacca tutti e si aggiudica il Lombardia. Da solo al traguardo vince per la seconda volta l’ultima classica che chiude la stagione ciclistica. “Il pubblico gridava il mio nome, una grandissima emozione”

Per cinquanta volte Vincenzo Nibali ha tagliato per primo il traguardo di una corsa. Ha fatto il bis aggiudicandosi una delle classiche più prestigiose, il Lombardia, già vinta nel 2015 che si va ad aggiungere ad una carriera prestigiosa che conta vittorie in due Giri d’Italia, un Tour, una Vuelta, dieci podi nelle grandi corse a tappe e questa passerella. Non poteva concludere in modo migliore una stagione piena di soddisfazioni. Di forza ha staccato tutti, nessuno è riuscito a stargli alla ruota, in pianura, in salita, in discesa. È stato il padrone indiscusso conquistando una delle più belle vittorie. Di forza, quando ha voluto. Era atteso anche Aru dopo la brutta prestazione al Tour de France. È stato protagonista di una gara dignitosa giungendo con il gruppetto dei primi. Ha fatto capire che c’è ancora, che la maglia di campione d’Italia è stata onorata. Ma la corsa ha avuto un dominatore, non ce ne è stato per nessuno. Un saliscendi, scalata ruvide difficili, quasi impossibili. In tanti hanno provato a prendere il volo ma Nibali e gli uomini della sua squadra hanno svolto un controllo continuo. Poi, improvviso, quando la corsa sembrava addormentata, uno scatto di tre corridori che affrontano una salita durissima, il Muro di Sormano. Sono  i francesi Cherel e Le Turnier e il belga De Plus. Si muovono nel fondo valle anche  Philippe Gilbert, De Marchi, Rosa, Battaglin. Cherel è davanti a tutti e con un minuto sul gruppo dei migliori, controllato dalla Bahrain di Nibali. Cherel prende il volo, lo insegue Laurens De Plus che nella ripida discesa prende male una curva e finisce in un fossato oltre il guardrail. Cherel tira dritto e con lui sono, Gilbert, uno dei favoriti, De Marchi e Bilbao che viaggiano con una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo di cui fa parte Nibali, Aru sembra in difficoltà. Nibali resta solo con accanto Visconti, un gregario di gran lusso pronto a sacrificarsi per il suo capitano.

All’imbocco del Civiglio, penultima salita, si decide la corsa. il gruppetto Gilbert ha 15 secondi di vantaggio sui migliori, nel quale lavora a fondo la Fdj di Thibaut Pinot. Gruppo compatto a 19 km dall’arrivo. Forcing di Vuillermoz e Quintana, reagiscono Nibali e Uran, Poi parte di nuovo Moscon con l’olandese Oomen. Mettono le cose a posto Pinot e Nibali, Uran  lo marca, lo tallona, ruota contro ruota. Pinot scatta, Nibali lo agguanta sulla vetta del Civiglio. Riparte, stacca Pinot, con una discesa perfetta. Dietro c’è Uran. Ai piedi dell’ultima salita, Nibali ha meno di 10 secondi di vantaggio su Pinot, una trentina su Uran, e c’è il San Fermo della Battaglia, e 10 km  ancora da fare alla massima velocità. Nibali scatta ripetutamente, stacca Pinot, metro per metro, secondo per secondo la sua pedalata è irresistibile. Ormai non c’è più niente da fare. Vince a mani alzate, poi staccati arrivano Alaphilippe, secondo, poi Moscon terzo e Aru, sesto nel gruppetto degli inseguitori. “Bellissima ciliegina sulla torta dopo tanti piazzamenti – dice Nibali, con moglie e figlia che lo abbracciano – si chiude la stagione con una bellissima vittoria, proprio sulle strade sulle quali mi capita spesso di allenarmi. Abbiamo giocato più da attendisti, e poi ho dato il tutto per tutto. Stavo bene e ho giocato bene le mie carte. 5 più 0 era per la cinquantesima vittoria. Il pubblico urlava il mio nome. Bellissima emozione davvero”.

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