Spagna. Tensione alle stelle tra Madrid e Barcellona. Rajoy apre sabato la procedura per chiudere il Parlamento catalano e indire nuove elezioni. Le proteste: manifestazione sabato e prelievo di 155 euro dai bancomat

Spagna. Tensione alle stelle tra Madrid e Barcellona. Rajoy apre sabato la procedura per chiudere il Parlamento catalano e indire nuove elezioni. Le proteste: manifestazione sabato e prelievo di 155 euro dai bancomat

Dopo che il presidente catalano Carles Puigdemont non ha ritirato la dichiarazione d’indipendenza entro la scadenza prevista per giovedì 19 ottobre, il governo conservatore spagnolo si prepara a commissariare la Catalogna. In una conferenza stampa al termine dei lavori del Consiglio europeo a Bruxelles, il primo ministro di Spagna, il popolare Mariano Rajoy, ha affermato che in Catalogna è stato raggiunto un “punto critico”. “Abbiamo cercato in tutti i modi di non arrivare a una situazione difficile ma voi capirete che è molto difficile per un paese e un governo dell’Unione europea quando si viola la legge, lo stato di diritto è violato, leggi che sono state dichiarate contrarie alla Costituzione dalla corte costituzionale, ma è stata completamente ignorata, si dice che sono in vigore, si svolge un referendum senza alcun genere di garanzie. Comprenderà che siamo arrivati a una situazione limite”. Carmen Calvo, capo negoziatrice per il Psoe, ha spiegato che Madrid prenderà il controllo fra l’altro dei Mossos, la polizia catalana, dei media pubblici Tv3 e Catalunya Radio, un’ipotesi che suscita molte proteste, oltre che dei conti della Generalità e delle competenze del President Carlos Puigdemont. C’è accordo inoltre per usare il 155 per sciogliere il Parlament e andare alle urne in gennaio. I socialisti, duramente criticati da sinistra da Podemos per l’appoggio a Rajoy, premono perché il 155 sia usato nella forma più leggera e breve possibile, e perché non si ripetano le scene di violenza sui civili ai seggi del primo ottobre che hanno scioccato l’opinione pubblica internazionale.

Intanto, il ministro degli Esteri spagnolo, Alfonso Dastis, ha dichiarato a sua volta che il governo di Madrid applicherà l’articolo 155, che prevede la sospensione dell’autonomia della Catalogna, in maniera “proporzionale, prudente e progressiva”, dopo avere incontrato il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian, il quale ha assicurato che la Francia è molto favorevole al mantenimento dell’unità spagnola e al rispetto della Costituzione. “L’articolo 155 punta a ristabilire l’ordine costituzionale nella comunità autonoma interessata. Non si tratta di sospendere qualcosa, semmai di applicare ciò che è stato approvato in Spagna come in Catalogna”. “I mezzi necessari per arrivarci si vedranno strada facendo e saranno messi in pratica come si è fatto tutto finora in modo proporzionale, prudente e progressivo”, ha sottolineato.

Dopo il passaggio in Consiglio dei ministri, la procedura ex articolo 155 della Costituzione passa al Senato

Una volta assunta la procedura prevista dall’articolo 155 della Costituzione, che limita l’autonomia di una regione, da parte del Consiglio dei Ministri, la parola passa al Senato spagnolo. Il Senato deciderà dunque sull’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione per revocare l’autonomia della Catalogna non prima del 27 ottobre. Intanto è prevista per domani una riunione straordinaria del governo di Madrid sul dossier. Riunione convocata dopo la scadenza dell’ultimatum posto alla Catalogna. Il governo spagnolo aveva chiesto al leader catalano Carles Puigdemont di chiarire se il suo discorso tenuto dopo il referendum equivalesse alla dichiarazione di indipendenza della regione. Le decisioni che verranno assunte domani da Madrid dovranno essere così ratificate dal Senato.

Le proteste. Manifestazione a Barcellona sabato pomeriggio. Il prelievo simbolico di 155 euro dalle banche fuggite dalla Catalogna

Le organizzazioni della società civile indipendentista catalana annunciano opposizione ‘pacifica e gandhiana’. Una prima grande manifestazione è convocata domani. La Cup, la sinistra del fronte secessionista, propone uno sciopero generale. Anc e Omnium, i cui leader sono in prigione da lunedì per ordine di un giudice spagnolo, preparano anche misure di disturbo ispirate dagli indignados del 2011. Ritirate, ritirate il vostro denaro dalle banche che hanno lasciato la Catalogna: l’appello dei gruppi indipendentisti vede tanti catalani aderire alla protesta dei bancomat. Qualcuno sceglie la cifra simbolica di 155 euro, in riferimento all’articolo 155 della Costituzione spagnola, che Madrid intende applicare per revocare lo status di autonomia alla Catalogna. Altri scelgono un’altra data: “Ho ritirato 1714 euro, in riferimento all’anno 1714 che festeggiamo l’11 settembre, e con questo atto protesto, perché è una forma di protesta”. 1714, ovvero l’anno in cui Barcellona cadde davanti alle truppe di re Filippo V. La protesta dei bancomat è stata indetta dai gruppi separatisti i cui leader sono stati arrestati nei giorni scorsi con l’accusa di sedizione. “E’ un modo per fare pressione dopo gli arresti delle persone che hanno manifestato pacificamente e sono in prigione. Un altro modo per fare pressione contro lo Stato spagnolo”. Le due banche più grandi della Catalogna, CaixaBank e Sabadell, sono fra le novecento compagnie che hanno spostato i loro quartier generali in altre parti della Spagna temendo l’instabilità della situazione politica.

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