Pisapia? Dice la sondaggista Ghisleri: “è uno che non porta voti ma è un ottimo megafono, un federatore”. Tradotto: mette insieme i voti altrui. La parte a sinistra del Pd fra il 7 e il 10%

Pisapia? Dice la sondaggista Ghisleri: “è uno che  non porta voti ma è un ottimo megafono, un federatore”. Tradotto: mette insieme i voti altrui. La parte a sinistra  del Pd fra il 7 e il 10%

A volte valgono più poche parole che decine di interviste. Non sappiamo se i media che ogni giorno, a turno, intervistano Giuliano Pisapia, daranno conto di un “dialogo” fra  Geppi Cucciari, Giorgio Lauro, i “conduttori” di “Un giorno da Pecora”, un programma di Rai Radio 1, si dice molto ascoltato, con una “signora” dei sondaggi, Alessandra Ghisleri,  Euromedia Research, molto apprezzata in un mondo dei numeri che fanno opinione, seguito in particolare dalle forze politiche, dai tg, dai talk show che ne fanno grande uso, mettendo a confronto giornalisti, dirigenti dei partiti. Ghisleri, fra l’altro, è la sondaggista preferita da Berlusconi, tanto da tenerla in gran conto. Mi capita spesso di ascoltare il “Giorno da Pecora”, un programma piacevole, leggero, urticante quando i due conduttori vogliono. Usano un tono scanzonato, a volte gli intervistati non se ne rendono conto. Per esempio, capita che alcuni ospiti, politici in cerca di pubblicità, non abbiano alcun pudore nel leggere le loro poesie, scritte forse fra un intervento e l’altro di avversari e amici nelle sedute di Camera e Senato, noiose quant’altro mai. Leggono i loro versi come fossero  grandi poesie. Non si accorgono del ridicolo.

Torniamo ai nostri conduttori, scusandoci perché ci siamo lasciati prendere la mano, essendo, per dovere professionale, costretto a leggere lunghe, inutili interviste, che forse lo stesso Pisapia eviterebbe se potesse. Non avendo niente da dire, forse non capisce neppure perché ogni giorno abbia un titolo di qualche giornale. Non a caso, sempre più spesso, per lui parla Tabacci, vecchio dc, che sembra diventato il  Virgilio che guidava Dante. Noto, nella sua lunga attività, per essere uno che con la sinistra, per fortuna della sinistra, non ha mai avuto niente a che fare. No scusate, una volta ci ha avuto a che fare, quando è stato assessore al Comune di Milano, nominato dal sindaco, guarda caso Pisapia. Ha, oltre alla Dc, frequentato partiti, partitini, gruppi, gruppetti, tutto fuorché cose di sinistra. Ma, diranno i miei dieci lettori, con la Ghisleri e “Un giorno da pecora”? C’entra, c’entra, perché in poche parole la sondaggista ci ha delineato il “chi è” di Pisapia. Meglio di dieci, cento, interviste  abbiamo capito perché il leader di Campo progressista che avrebbe dovuto costruire il nuovo, largo, aperto, centro-sinistra, simil Ulivo, abbia tirato i remi in barca, che a lui non interessa un partitino del 3%, ed è tornato a guardare, sotto l’occhio attento di Tabacci, verso Renzi Matteo, per dare una mano a costruire un partito di governo.

A un certo punto del programma, quelli del “Giorno da Pecora” chiedono alla Ghisleri quali sono le percentuali per i partiti di sinistra al di fuori del Pd, in particolare di Mdp.  Risponde la sondaggista: “Tutta la parte di sinistra al di fuori del Pd vale, insieme, tra il 7% e il 10%”. Non male, verrebbe da dire. I conduttori insistono: quali sono le possibili percentuali dei singoli partiti? “Sinistra Italiana vale 2-2.5%, Mdp vale tra il 3 ed il 3.5%, Possibile, con Rifondazione e Comunisti Italiani, possono arrivare al 2-3%”. Insistono Cucciari e Lauro: “Quanto può valere Campo Progressista, il partito di Giuliano Pisapia?”. La sondaggista mostra un tono imbarazzato. Poi si lascia sfuggire: “è difficile dirlo. Pisapia non ha molti voti ma è un ottimo megafono per quella parte politica”. Così riferiscono alcune agenzie di stampa. Noi abbiamo ascoltato non la parola megafono, ma “un ottimo federatore”. Sia come sia il sondaggio è chiaro: i voti Pisapia non ce li ha. Le Officine restano un oggetto misterioso. Ghisleri, da signora  dei sondaggi qual è cerca di addolcire la pillola. Dice che Pisapia  è “una persona molto ascoltata, è un uomo di coalizione, in grado di raggruppare grandi masse di voti. Insomma – ha concluso – è una guida che piace moltissimo”. Già, grandi masse di voti. Ma non sono i suoi. Sono di altri, lui dà loro voce, un megafono appunto, che i vocabolari dicono essere un altoparlante, per di più portatile. Scelga lui se preferisce il megafono o il federatore. Per noi pari sono.

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