Pensioni. Bene Renzi-Martina, ma fino ad ora il Pd dov’era? Sinistra italiana e Articolo 1-Mdp: cambiare subito la norma. Legge Fornero sarebbe da cancellare

Pensioni. Bene Renzi-Martina, ma fino ad ora il Pd dov’era? Sinistra italiana e Articolo 1-Mdp: cambiare subito la norma. Legge Fornero sarebbe da cancellare

Come era prevedibile, dal fronte Pd l’intervento di Renzi Matteo, per l’interposta persona del ministro Martina, con il quale si chiede al governo di bloccare l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alle speranze di vita, arrivano dichiarazioni di pieno accordo. Anche di entusiasmo. Da notare che solo Gianni Cuperlo, area sinistra Dem, ricorda le iniziative dei sindacati. Anche i grandi giornali che avevano perfino ignorato le manifestazioni di Cgil, Cisl, Uil, cento assemblee nella prima tornata e attivi e manifestazioni che hanno preso il via a sostegno della piattaforma dei sindacati, pensioni, lavoro, giovani, sanità, contratti, ora si  esercitano in notizie e commenti, taluni con riferimenti alla “mossa” di Renzi in chiave elettorale. Dalle opposizioni arrivano invece sollecitazioni a dare immediato avvio ai provvedimenti necessari per bloccare l’automatismo pensioni-speranze di vita e per affrontare concretamente i problemi al centro della iniziativa delle  tre Confederazioni.

Fratoianni:  che non si tratti di un cinico teatrino sulla pelle delle persone

Il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni afferma: “ripensare le regole aumento età pensione, bloccare automatismo età pensionabile, rinviare l’aumento età pensionabile, meccanismo età pensionabile va rivisto, sono alcune delle affermazioni dei più autorevoli dirigenti del Pd in queste ultime ore. Sono dichiarazioni benvenute purché tardive – afferma – poiché però sono l’effetto delle leggi votate dal Pd, e poiché questo è il governo del Pd da loro mi aspetto anche altro”. “Invece di ingolfare le agenzie di stampa – prosegue – con le loro ipocrite dichiarazioni hanno un’altra strada ben più efficace: cambino quella norma, lo possono fare in pochi giorni. Altrimenti – conclude Fratoianni – è solo un cinico teatrino sulla pelle delle persone”.

 Airaudo. Gentiloni faccia una cosa di sinistra. Lavoratori usati come bancomat

Sempre da parte di Sinistra italiana-Possibile interviene Giorgio Airaudo, componente Commissione Lavoro di Montecitorio.  “ Gentiloni – dice – faccia una cosa di sinistra mentre si allarga il fronte di quanti stanno chiedendo lo stop all’innalzamento automatico dell’età pensionabile. Un fronte variegato visto che comprende un ministro e un presidente di commissione, oltre alle rappresentanze sindacali e forze politiche di opposizione. È necessario rinviare in maniera strutturale l’adeguamento automatico.  Gentiloni faccia una cosa di sinistra  e impedisca questa ennesimo schiaffo ai danni di tanti lavoratori e lavoratrici”. “Solo l’idea di alzare ancora l’età minima per andare in pensione è da irresponsabili”, prosegue Airaudo. “Già oggi in Italia si lavora molto di più che negli altri paesi Ue, semmai andrebbe cancellata la legge Fornero per permettere a chi ha i requisiti di andare in pensione prima. Mandare i lavoratori in pensione più tardi non serve a nessuno, neanche alle imprese. In questi anni i lavoratori sono stati usati come Bancomat per mettere a posto i conti, come la riforma Fornero insegna. Per riparare i danni prodotti-conclude- serve una riforma che riduca l’età pensionabile distinguendo e riconoscendo la fatica nei diversi lavori”.

Gatti (Mdp).  Un mio emendamento bocciato da governo e maggioranza

Maria Grazia Gatti senatrice Mdp afferma: “Congelare l’aumento dell’età pensionabile legata alla aspettativa di vita: è questa una delle richieste che ho presentato in commissione Lavoro al Senato in fase di discussione della Nota di aggiornamento del Def, meno di un mese fa. Il rifiuto di questo punto da parte di Governo e maggioranza è stato uno dei motivi per cui ho votato no al parere in commissione”.  “Ora spero che ai ravvedimenti e alle dichiarazioni odierne del PD e del ministro Martina seguano atti concreti, la legge di bilancio sarebbe un’occasione per dimostrarlo”.

Damiano (Pd). L’appello firmato da oltre 100 parlamentari fa proseliti

Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera si prende una rivincita e ricorda che “l’appello firmato da oltre 100 parlamentari, lanciato dal sottoscritto e dal senatore Sacconi il 14 luglio scorso, che chiedeva la revisione del meccanismo che collega l’aumento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, sta facendo proseliti. Ho molto apprezzato – prosegue – la dichiarazione del ministro Martina che chiede un rinvio dell’entrata in vigore del meccanismo. Condivido in pieno questa posizione e su questo obiettivo condurremo una battaglia comune. La Commissione Lavoro, nel parere formulato sulla legge di Bilancio, ha già chiesto di spostare la decisione a giugno 2018”. “Oltre a questo – spiega Damiano – il Governo può intervenire nella legge di Bilancio per dare attuazione a quanto previsto dalla seconda parte del verbale sottoscritto con i sindacati sulla previdenza, estendendo il blocco dell’aumento dell’età pensionabile dai lavori usuranti a quelli gravosi che danno accesso all’Ape sociale. Non tutti i lavori sono uguali e quelli più faticosi e poco retribuiti scontano una aspettativa di vita meno favorevole”.

Cuperlo: giusto raccogliere il grido di allarme dei sindacati

Concorda con l’iniziativa di Martina Gianni Cuperlo, sinistra Dem: “Bloccare l’automatismo sull’aumento dell’età pensionabile: prima che una scelta di merito è un atto di buon senso. Il meccanismo che trasferisce per tutti l’incremento dell’aspettativa di vita sull’età della pensione – prosegue – è un’offesa alla vita di troppe persone. Fare il manovale non è la stessa cosa che occupare una cattedra all’università”. “Bene dunque – commenta Cuperlo – le parole del ministro Martina e giusto accogliere il grido d’allarme dei sindacati. Al primo gennaio 2019 mancano parecchi mesi ma è adesso che bisogna prendere una posizione chiara se vogliamo restituire un po’ di fiducia a chi rischia di perderla del tutto”.

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