Occupazione nel Lazio, Onofri (Cgil): “Preoccupanti i dati tendenziali”. Federlazio presenta un Rapporto sullo stato dell’economia regionale che non brilla

Occupazione nel Lazio, Onofri (Cgil): “Preoccupanti i dati tendenziali”. Federlazio presenta un Rapporto sullo stato dell’economia regionale che non brilla
“Tutti gli osservatori, nazionali e internazionali, ci segnalano una crescita preoccupante dei contratti a tempo determinato, ultimo in ordine di tempo il Fondo monetario internazionale in uno dei capitoli analitici che anticipano il World Economic Outlook”. Così, in una nota, Donatella Onofri, segretaria della Cgil di Roma e del Lazio. “Tale fenomeno – continua – è dovuto alle politiche sbagliate in materia di mercato del lavoro. Nel Lazio emergono due ulteriori preoccupanti caratteristiche di questi contratti: una durata breve e brevissima per quanto riguarda i contratti a termine; un numero maggiore rispetto alla media nazionale per quanto concerne i contratti attivati per lavoratore. Tale indicazione è stata da noi rappresentata con dovizia di particolari in relazione all’anno 2016, ma l’analisi delle comunicazioni obbligatorie del secondo trimestre 2017 ci indica un ulteriore tendenziale peggioramento. Nei primi sei mesi, infatti, le cessazioni sono state 635.496 e hanno riguardato 310.323 lavoratrici e lavoratori. Ciò significa una media di 2,05 contratti a lavoratore. Un dato questo notevolmente superiore alla media nazionale. Il 17 ottobre si aprirà il tavolo per il rilancio di Roma. Ne sentiamo la necessità e l’urgenza. Da questo tavolo ci aspettiamo risposte  concrete per i giovani e per le donne e più in generale provvedimenti specifici che siano in grado di far ripartire l’economia e con essa l’occupazione. Ci appelliamo dunque al senso di responsabilità di tutti affinchè si esca da una logica di parte per abbracciare il bene collettivo”.
Quanto scrive la Cgil arriva nel giorno della presentazione dell’indagine congiunturale di Federlazio su un campione di 350 imprese associate. L’indagine non segnala una congiuntura brillante. Secondo il Rapporto, infatti, nel primo semestre del 2017 le piccole e medie imprese della regione danno segnali di una lenta ripresa. Il merito è dovuto soprattutto al mercato interno, costante nel fatturato (stabile a +3) e in apparente crescita per quanto riguarda gli ordinativi: il saldo di opinione delle imprese (% risposte “aumento” – % risposte “flessione”) guadagna 6 punti, passando da -2 a +4 rispetto al secondo semestre del 2016. Va detto, però, che arretra il mercato extra-Ue, che registra un saldo negativo, -7 rispetto al +10 del secondo semestre 2016, e un calo degli ordinativi da +20 a -9. Numeri decisamente negativi per una regione che negli ultimi anni ha puntato molto sull’export. Migliore l’andamento del fatturato derivante dal mercato Ue: malgrado il calo degli ordinativi da Paesi europei, da +6 a +3, il saldo si attesta a + 9, in crescita di un punto rispetto al semestre precedente. Dati, questi, che si riflettono sulle previsioni per il secondo semestre del 2017: se nel mercato interno gli imprenditori si attendono una crescita significativa, sia in termini di fatturato che di ordinativi – con saldi rispettivamente di +15 e +19 – calano invece le aspettative verso il mercato estero. Scarse, ma sui livelli del passato semestre (da +20 a +19), quelle sul fatturato derivante dal mercato extra Ue, e ancor più esigue le attese per il saldo degli ordinativi (dal + 29 al + 13); in netto peggioramento anche le previsioni sul fatturato derivante dal mercato Ue (da + 22 a +16) e così pure sugli ordinativi (da +26 a + 19).
 
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