Nobel per la Fisica alla scoperta delle onde gravitazionali, che confermano la validità della Relatività generale e aprono nuovi orizzonti nello studio dell’Universo

Nobel per la Fisica alla scoperta delle onde gravitazionali, che confermano la validità della Relatività generale e aprono nuovi orizzonti nello studio dell’Universo

Il premio Nobel per la Fisica è stato assegnato a tre studiosi Usa, Rainer Weiss, Barry C.Barish e Kip S.Thorne per il loro decisivo contributo al LIGO e alla scoperta delle onde gravitazionali dell’universo, che erano state previste da Albert Einstein 100 anni fa ma osservate per la prima volta il 14 settembre 2015. LIGO, acronimo in inglese per Osservatorio interferometro laser delle onde gravitazionali, è un progetto collaborativo a cui hanno partecipato oltre 1.000 ricercatori in più di 20 Paesi. E’ un osservatorio Usa ideato per il rilevamento delle onde gravitazionali, fondato nel 1984 proprio da Thorne e Barish. Le onde provenivano da una collisione tra due buchi neri e prima di essere captate dall’Osservatorio LIGO hanno impiegato 1,3 miliardi di anni. Weiss è nato in Germania, ha 85 anni e insegna Fisica al MIT, in Massachussets. Barish è nato in Nebraska, ha 81 anni. Thorne, 77enne, insegna Fisica teorica negli Usa.

Previste un secolo fa dalla teoria della relatività di Albert Einstein, le onde gravitazionali sono state scoperte da due grandi collaborazioni internazionali, l’americana Ligo e l’europea Virgo, alla quale l’Italia collabora con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Le onde gravitazionali sono le ‘vibrazioni’ dello spazio-tempo provocate dai fenomeni più violenti dell’universo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang che ha dato origine all’universo. Viste per la prima volta nel settembre 2015, la loro scoperta è stata annunciata l’11 febbraio 2016 e adesso è stata finalmente premiata da un Nobel molto atteso. Come le onde generate da un sasso che cade in uno stagno, le onde gravitazionali percorrono l’universo alla velocità della luce creando increspature dello spazio-tempo finora invisibili. Poiché interagiscono molto poco con la materia, le onde gravitazionali conservano la ‘memoria’ degli eventi che le hanno generate. La scoperta delle onde gravitazionali è stata anche la conferma definitiva della validità della teoria della relatività generale. Erano infatti l’unico fenomeno previsto da questa teoria a non essere stato ancora osservato.

“Il Nobel è arrivato, era atteso ma l’emozione dell’annuncio ufficiale è tanta e poi c’è la soddisfazione di aver sentito il nome di Virgo assieme a quello di Ligo. Io vorrei citare ancora i due padri di Virgo, Adalberto Giazotto e il francese Alain Brillet, che avrebbero meritato di essere assieme ai tre vincitori. Sappiamo le regole del Nobel e le rispettiamo, siamo comunque felicissimi”, ha detto Gianluca Gemme, responsabile nazionale INFN di Virgo, subito dopo l’annuncio dell’assegnazione del Nobel per la Fisica alla scoperta delle onde gravitazionali alla quale ha contribuito l’Italia con il progetto Virgo. Un riconoscimento che apre nuovi orizzonti di indagine dell’Universo e i telescopi italiani sono già all’opera per catturare le prime fotografie delle sorgenti di onde gravitazionali. Così il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Nichi D’Amico, commenta l’assegnazione del Premio Nobel 2017 per la Fisica alla scoperta delle onde gravitazionali. ”Un grande e meritato riconoscimento per la fisica moderna, che apre nuovi orizzonti di indagine dell’Universo” ha detto D’Amico. I telescopi dell’Inaf ha aggiunto ”sono già all’opera per produrre le prime ‘fotografie’ delle sorgenti di onde gravitazionali, a tutte le lunghezze d’onda, da terra e dallo spazio”. “L’intera collaborazione Virgo si congratula e festeggia con Ray, Kip e Barry”, ha commentato Fulvio Ricci, ricercatore Infn e professore alla Sapienza Università di Roma, che era alla guida della collaborazione Virgo quando è stata realizzata la scoperta. “Hanno giocato un ruolo cruciale in questa scoperta. La prima rivelazione diretta di un segnale di onda gravitazionale è la fine di un lungo processo. Loro hanno contribuito con idee e azioni originali, che ci hanno permesso di raggiungere questo risultato, una pietra miliare nella storia della fisica moderna”, ha concluso Ricci.

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