Morti bianche, drammatiche le statistiche. Quasi 500mila gli infortuni, +4,7 quelli mortali. Mattarella: “Il lavoro irregolare va contrastato. Inconcepibile che tra le vittime vi siano ragazzi giovanissimi”

Morti bianche, drammatiche le statistiche. Quasi 500mila gli infortuni, +4,7 quelli mortali. Mattarella: “Il lavoro irregolare va contrastato. Inconcepibile che tra le vittime vi siano ragazzi giovanissimi”
“Troppo numerosi sono i casi di aziende che risultano non in linea con gli standard di sicurezza, ed è inconcepibile che tra le vittime di infortunio sul lavoro vi siano ragazzi giovanissimi”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato all’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil). “Il lavoro irregolare deve essere contrastato in tutti i modi: la legislazione è puntuale, sta a tutti gli interlocutori attuarla e rispettarla”, ha aggiunto.
 
Le parole del Presidente nella giornata dedicata alle morti bianche: “Prevenzione e attenzione alle vittime sono i cardini di una riflessione necessaria in materia di sicurezza. Il rischio di infortunio deve essere neutralizzato al suo insorgere in qualsiasi luogo e per qualsiasi forma di lavoro: solo così si può parlare di salvaguardia della salute. Ma se l’infortunio si verifica, l’invalidità, come la malattia, non deve essere lasciata a se stessa. Oggi – continua Mattarella – si dispone di tecniche e conoscenze avanzate: non è tollerabile che esse non siano poste al servizio della persona, per prevenire ogni forma di lesione o malattia, nonché riabilitare coloro che degli infortuni sono stati vittime”.
La situazione per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro resta allarmante: 421.969 eventi denunciati (dati sino ad agosto), +1,2% rispetto al 2016. Ma soprattutto 682 infortuni mortali denunciati, +4,7%. Lo denuncia l’Anmil, l’associazione per le vittime degli infortuni sul lavoro celebrando la 67ma giornata nazionale. La preoccupazione per l’aumento infortunistico – viene spiegato – è dettata soprattutto dal fatto che a determinarlo sono stati i comparti industria e servizi (2%) e Conto stato dipendenti (3,3%).
“Parliamo – ha detto il presidente Franco Bettoni – proprio di carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro più rischiosi”. Come sede della manifestazione nazionale quest’anno è stata scelta Cagliari, ma i festeggiamenti si stanno svolgendo in tutte le 106 sedi dell’associazione. Lo slogan scelto per l’edizione 2017 è “Cambiamo la storia”. A partire – si sottolinea – dal completamento dell’attuazione del Testo unico sicurezza. “Sono più di venti i programmi ancora da attuare – ha concluso Bettoni – e alcuni riguardano materie anche di grande rilievo”.
I temi caldi affrontati oggi a Cagliari sono: qualificazione delle imprese, sorveglianza sanitaria, lavoratori disabili al lavoro, malattie professionali. Sul fronte della tutela delle vittime, l’Anmil si batte per la rivalutazione delle prestazioni economiche Inail. Arretrano invece le malattie professionali denunciate: -2,8% rispetto al 2016. La giornata è cominciata con la messa nella chiesa di San Paolo. Poi con la partecipata manifestazione al Conservatorio musicale di Cagliari. Toccanti le testimonianze di chi ha subito danni e dolori. Come la storia di Antonio, in coma dopo essere stato colpito da una trivella mentre scavava un pozzo a Sarroch. Ferito non solo fisicamente: “Il processo al di là della necessità di ricevere giustizia – ha raccontato – significò per me nel contempo infierire ulteriormente sulla condizione di fragilità che mi stava accompagnando. Stavo male”. Un messaggio di sofferenza, ma anche di speranza. “Oggi sto bene grazie alla terapia farmacologica, allo sport e alla mia famiglia”.
 
Intanto la denucia più recente in ordine di tempo arriva da Firenze, con due infortuni sul lavoro ad Empoli nella giornata di giovedì 5 ottobre: muore un operaio di 46 anni e un altro lavoratore resta gravemente ferito. “Le parole, le denunce, le condanne, la rabbia, non servono più. Occorre sentirsi tutti responsabili: le istituzioni, i sindacati, le aziende, l’Inail, l’Asl…”. S denunciarlo Cgil, Cisl e Uil della Toscana e di Firenze.  “Intanto partiamo da noi – scrivono i sindacati – vogliamo atti e gesta che richiamino con forza l’attenzione sugli infortuni e le morti sul lavoro, vogliamo che la prevenzione, la salute e la sicurezza occupino la centralità delle politiche sociali e del lavoro. Azioni congiunte ed efficaci sia sul versante della prevenzione e formazione, della percezione del rischio per i lavoratori e le lavoratrici, sia sul versante dei controlli e delle ispezioni nelle aziende da parte degli organismi competenti”. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Firenze, Paola Galgani, Roberto Pistonina e Annalisa Nocentini affermano che “solo tramite uno sforzo congiunto con le istituzioni possiamo sperare di aggredire un fenomeno così drammatico, e pertanto chiediamo un incontro urgente al Prefetto per affrontare il tema delle stragi sul lavoro in termini di assoluta emergenza”. 
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