Minniti gela gli entusiasmi dei neofascisti di Forza Nuova. “Il 28 ottobre a Roma non ci sarà nessuna marcia”

Minniti gela gli entusiasmi dei neofascisti di Forza Nuova. “Il 28 ottobre a Roma non ci sarà nessuna marcia”
Nessuna marcia su Roma il 28 ottobre. “Con le motivazioni da me già espresse in Parlamento nella seduta del 20 settembre, ho già dato indicazioni al Questore di Roma di non concedere l’autorizzazione per la manifestazione promossa da Forza Nuova a Roma il prossimo 28 ottobre”: con queste parole il ministro degli Interni Minniti ha gelato gli ‘ardori’ dei fascisti di Forza Nuova, che stavano tentando di rilanciare la loro folle idea di marciare il 28 ottobre nella capitale.
Già lo scorso 20 settembre, rispondendo a un’interrogazione durante il question time alla Camera in cui si chiedeva quali misure intendesse prendere il Viminale in vista dell’annunciata iniziativa di Forza Nuova, Minniti aveva sottolineato che la manifestazione “richiama in modo palese l’atto di nascita del regime fascista e la marcia su Roma”. E, dunque “è evidente che una manifestazione così si porrebbe in chiaro contrasto con l’ordinamento giuridico che prevede alcuni fondamentali presidi di legalità: la legge Scelba vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista e punisce l’apologia del fascismo“. Inoltre, aveva aggiunto il ministro, “la legge Mancino condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista”. “Assicuro dunque – aveva concluso Minniti in Parlamento – che, ove venga comunicato formale preavviso della manifestazione, le autorità provinciali faranno le valutazioni necessarie tenendo conto di questo quadro”. 
Anche l’Anpi ha alzato la voce. “Lo Stato antifascista deve intervenire per bloccare la marcia su Roma. Non si tratta più di semplici boutade ma di un piano eversivo che va sconfitto”, ha affermato il presidente romano dell’Anpi, Fabrizio De Sanctis. “Questo Stato dovrebbe essere pienamente antifascista, sorretto da una costituzione antifascista – spiega – Noi come Anpi abbiamo incontrato associazioni e partiti per organizzare una serie di iniziative ma lo Stato deve intervenire”.
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