Mafia Capitale: niente domiciliari per Salvatore Buzzi. Parere negativo del Tribunale del Riesame

Mafia Capitale: niente domiciliari per Salvatore Buzzi. Parere negativo del Tribunale del Riesame

Resta in carcere Salvatore Buzzi, il ‘ras’ delle cooperative condannato a 19 anni al termine del processo ‘Mafia Capitale’. A deciderlo i giudici del Tribunale del Riesame in sede di appello cui si erano rivolti gli avvocati Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro per sollecitare la concessione degli arresti domiciliari, ritenendo ormai attenuate le esigenze cautelari. Buzzi è detenuto da tempo nel carcere di Tolmezzo. Il processo si è chiuso lo scorso luglio a Roma. L’accusa nei confronti di Buzzi è corruzione e turbativa d’asta con l’aggravante del metodo mafioso.

Il presidente della Corte non ha confermato l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, riconoscendo gran parte dei reati contestati dalla procura di Roma. L’ex estremista di destra Massimo Carminati invece è stato condannato a 20 anni. “La sentenza riconosce l’esistenza di un’associazione a delinquere semplice ed aggravata – ha commentato il Procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo – è stato un fenomeno di criminalità organizzata ma non di tipo mafioso”. Ielo ha proseguito sottolineando che sono “state riconosciute due distinte organizzazioni criminali”. Il dibattimento si era aperto nel novembre del 2015, con la prima udienza tenutasi nell’aula Occorsio del palazzo di giustizia di Piazzale Clodio. Da allora il procedimento ha marciato spedito al ritmo di 4 udienze a settimana inanellando una serie di record per mole e tempistica. Sono serviti circa 20 mesi e oltre 240 udienze per portare a conclusione il maxi-processo Mafia Capitale. Impressionanti anche i numeri dei documenti finiti agli atti del processo.

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