“L’antifascismo in marcia”. Con l’Anpi, la Cgil, l’Arci, i partiti, gli studenti e altre decine di associazioni per dire NO a nuovi antisemiti e neofascisti. La nota dell’Istituto Cervi

“L’antifascismo in marcia”. Con l’Anpi, la Cgil, l’Arci, i partiti, gli studenti e altre decine di associazioni per dire NO a nuovi antisemiti e neofascisti. La nota dell’Istituto Cervi

“28 ottobre 2017: l’antifascismo in marcia” è il titolo dell’evento che si terrà domani alle 11 nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio. “95 anni fa i fascisti marciarono su Roma con l’intento di istituzionalizzare la loro ideologia di violenza e morte – si legge in una nota – Oggi qualcuno tenta di riportare indietro l’orologio della storia per ricostituire un’Italia incivile, del razzismo e dello squadrismo. L’Anpi dice No. E per riaffermare il valore dell’antifascismo promuove per il 28 ottobre una ‘marcia’ di iniziative che realizzerà in tutta Italia assieme alle associazioni, ai partiti e ai movimenti democratici”. L’evento centrale sarà proprio quello in Campidoglio, al quale interverranno il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina, Virginia Raggi, sindaca di Roma, Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. Ci saranno poi gli interventi della prof. Giulia Albanese (Università di Padova), della vicepresidente del Senato (Rosa Maria Di Giorgi), del presidente della FIVL (Federazione Italiana Volontari della Libertà), del prof. Francesco Tessarolo. Al termine una delegazione si recherà alla Stele in ricordo di Giacomo Matteotti in Lungotevere Arnaldo Da Brescia per una breve commemorazione. Partecipano esponenti di: CGIL, CISL, UIL, ARCI, UCEI, ANED, SPI-CGIL, ANPPIA, FIAP, FIVL, Fondazione Giacomo Matteotti, PD, PRC, SI, PCI, L’Altra Europa con Tsipras, Articolo1 – Mdp, Campo Progressista, PSI, Possibile Coordinamento democrazia costituzionale, Libertà e Giustizia, Articolo 21, Rete della Conoscenza, Rete degli studenti medi.

Un secondo appuntamento lanciato dall’Anpi di Roma alle 16 a Santa Maria Ausiliatrice, dopo la vicenda antisemita dell’effigie di Anna Frank usata dai tifosi neofascisti

Il comitato provinciale di Roma dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), con i comitati romani dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, dell’Associazione nazionale ex internati, dell’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, della Federazione italiana delle Associazioni partigiane, dell’Associazione nazionale volontari e reduci garibaldini, dell’Opera Nomadi e del Circolo Gianni Bosio, ha invitato nei giorni scorsi le cittadine e i cittadini, i partiti politici che si riconoscono nei princìpi della Resistenza e della Costituzione, i movimenti, i sindacati dei lavoratori e le associazioni democratiche a partecipare domani, sabato 28 ottobre 2017, ad “una giornata di mobilitazione, dibattito e riflessione contro il fascismo, il razzismo, l’antisemitismo che offendono la nostra Repubblica col loro portato di violenza e intolleranza, cercando legittimazioni istituzionali e mediatiche od offrendosi come senso comune”. Lo si legge in una nota. Da ultimo ancora allo stadio Olimpico, dove pseudo tifosi hanno raffigurato Anna Frank, la bambina ebrea vittima dello sterminio nazista, con la maglietta della squadra avversaria per offenderne i colori, si legge ancora nella nota, offendendo così ogni sincero antifascista e richiamando la necessità di condannare ed isolare completamente tali gesti, per espellerli dal consesso civile con una educazione antifascista e con un nuovo impegno unitario e permanente di tutto il paese. el pomeriggio dalle 16,00 saremo in piazza Santa Maria Ausiliatrice a Testaccio, con le partigiane e i partigiani romani, per testimoniare cosa sia stato veramente il ventennio fascista e contro i pericoli attuali per la pace e i tentativi in Italia ed in tutta Europa di una nuova legittimazione del fascismo, anche quando in vesti mutate autoritarie e razziste. Per l’unità del mondo, del pensiero e del sentire antifascista di fronte alle nuove esaltazioni del fascismo e della guida autoritaria dello Stato, delle guerre di conquista, delle deportazioni e degli stermini, appuntamento sabato 28 ottobre 2017, a partire dalle ore 16,00 a Testaccio, Piazza S. Maria Liberatrice – giardini Famiglia Di Consiglio. La stessa sezione provinciale dell’Anpi di Roma “appreso che Avanguardia Nazionale (firmandosi Comunità di Avanguardia) domani 28 ottobre si troverà alle ore 11,00 al Cimitero Monumentale del Verano per ‘Commemorare i Martiri della Rivoluzione Fascista del 1922 davanti la Cappella a Loro dedicata’ chiede alle autorità competenti che intervengano per impedire tale raduno e intervengano affinché tale organizzazione venga sciolta definitivamente”.

La nota dell’Istituto Alcide Cervi: “Non si marcia sulla democrazia”, contro il neofascismo che rivorrebbe marciare su Roma

“Sarò in Campidoglio oggi per raccontare a chi non sa o ha dimenticato l’inizio della storia tragica fascista e nazista che ha travolto l’Italia, l’Europa e il mondo. Non stupisce l’ignoranza, giacchè il tempo cancella la storia se non vive la memoria. Stupisce che di nuovo cerchi di affermarsi in Italia e nel mondo quel crogiolo di paura, egoismo, prevaricazione che porta un nome solo: fascismo. Il nome della barbarie del XX secolo. Per questo siamo semplicemente antifascisti”, scrive la presidente dell’Istituto Alcide Cervi, che conserva la memoria partigiana e antifascista dei sette fratelli Cervi uccisi dai fascisti a Gattatico, Reggio Emilia. Lo stesso istituto ha voluto rendere pubblica la nota seguente.

Qualunque cosa accada oggi, 28 ottobre 2017, 95 anni esatti dalla funesta Marcia su Roma, ci sono fatti che andranno ricordati. Il primo fatto è che al culmine di anni, decenni in realtà, di provocazioni sempre più ardite, in cui la soglia di coscienza civile nel Paese è stata più volte spostata verso il basso, le forze neaofasciste italiane hanno varcato ogni pudore, portando l’apologia del fascismo direttamente nel calendario, diremo, incivile. Commemorare la Marcia su Roma, che incarna il mito fondativo, la suprema liturgia dell’ascesa al potere di Mussolini, è l’atto definitivo di spudorata rivendicazione. Da quella data, il regime nel suo progetto totalitario, aveva azzerato il calendario, fermato il tempo e la storia, per iniziare la sedicente Era Fascista.

Il secondo fatto è che lo Stato italiano, la Repubblica democratica fondata sul lavoro e nella Resistenza, nata grazie alla sconfitta del fascismo, ha risposto con fermezza e senza ambiguità: la nuova marcia su Roma non si farà. E se si farà, sarà perseguita. Qui in gioco non c’è la libertà di pensiero, ma la dignità stessa della Repubblica, il senso stesso della convivenza democratica. Fascismo e Democrazia non possono convivere nello stesso habitat sociale e politico, semplicemente. L’uno nega l’altra, il che va oltre le opinioni, ma ha più a che vedere con le leggi fondamentali della civiltà.

Il terzo fatto è che questo conflitto tra illegalità aniticostituzionale e tutela della democrazia è arrivato nel cuore di una stagione politica e sociale che ha dibattuto aspramente su questi temi. Dalla cronaca all’agenda parlamentare, fascismo e antifascismo tornano ad animare le opinioni, eternamente sospese tra storia e politica, tra anacronismo e urgenza civica, nostalgia e vigilanza.

Qualunque cosa accada in questo cupo anniversario, l’Italia non è pronta a liberarsi del suo passato, non ha saldato i conti morali con la propria storia. Non ricorda abbastanza, non ricorda bene. E quindi non può rinunciare a questo dibattito, non sempre all’altezza della posta in gioco.

La posta è sempre la stessa: la libertà degli individui in una società sempre più complessa. Non la libertà di pensiero, ma la libertà di esistere: esattamente quella libertà negata dalla natura prima e ultima di tutti i fascismi. Dall’Anno I dell’Era Fascista, cioè dopo quella Marcia che generò lo scellerato cedimento istituzionale alle intimidazioni, quella libertà di essere qualcos’altro dal fascismo venne negata a tutti gli Italiani. E poi ai Tedeschi. E poi a tanti Europei. Iniziò in quella data, quando la paura prevalse sulla responsabilità, e la fermezza dello Stato venne meno.

Oggi, 28 ottobre 2017, non accadrà, non è accaduto. E non accadrà mai, perchè tante voci, da Casa Cervi, come da tante piazze e strade e quartieri d’Italia, si leveranno sempre in difesa della libertà. Quella vera. Quella antifascista.

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