Ilva: una schiarita, il confronto si sblocca. Fiom: il negoziato deve partire da esuberi zero. L’impegno a mantenere l’attuale struttura retributiva. Piano industriale e ambientale al centro del negoziato

Ilva: una schiarita, il confronto si sblocca. Fiom: il negoziato deve partire da esuberi zero. L’impegno a mantenere l’attuale struttura retributiva. Piano industriale e ambientale al centro del negoziato

Una schiarita per l’Ilva, il confronto si sblocca. O meglio sembra che si siano ristabilite le condizioni per avviare una trattativa che, di fatto, non era mai iniziata, dati i contenuti della lettera inviata dalla Mittal, la nuova proprietà, secondo cui diecimila lavoratori sarebbero stati riassunti ma con un nuovo contratto, perdendo indennità, anzianità, diritti. La schiarita è venuta nel corso dell’incontro che si è svolto al ministero dello Sviluppo economico, presenti oltre al ministro Calenda e la viceministra Bellanova, una folta delegazione dell’azienda, guidata da Van Poelvoorde, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La Fiom aveva annunciato la propria presenza, ma  senza i rappresentanti territoriali e le Rsu. Intanto nel corso della settimana passata e anche in questi giorni c’erano state nuove manifestazioni.

La nota della Fiom Cgil

Per quanto riguarda l’incontro al ministero dello Sviluppo una nota della Fiom riassume i contenuti del confronto. “L’azienda – scrive il sindacato – ha affermato al tavolo di voler rispettare gli impegni presi, sia riguardo l’assunzione di 10mila dipendenti del Gruppo, sia riguardo gli investimenti, il piano industriale e quello ambientale. Inoltre, a differenza di quanto annunciava con la lettera del 6 ottobre scorso, sarà impegno dell’azienda quello di mantenere l’attuale struttura retributiva, sia nella componente fissa che variabile, componente quest’ultima che dovrà essere allineata agli obiettivi del piano industriale, e di riconoscere i diritti contrattuali e di legge anche in presenza di una discontinuità del rapporto di lavoro”. La Fiom al tavolo del  confronto ha puntualizzato che “è fondamentale che quanto previsto nella procedura ex art. 47 venga ritirato e che per poter avviare una fase negoziale è necessario prendere visione sia del piano industriale che di quello ambientale. A riguardo, prendiamo atto che nella sua replica finale il ministro ha precisato il ‘congelamento’ della procedura ex articolo 47.

Inoltre, per quanto riguarda l’occupazione, se sono vere le cifre fornite da Mittal rispetto ai volumi produttivi, per la Fiom è necessario che il negoziato parta da esuberi zero, considerando i livelli occupazionali attuali di 14mila dipendenti diretti e tutto l’indotto. Infine”, conclude la nota della Fiom, “abbiamo ribadito che il punto centrale del negoziato è il processo di risanamento ambientale, che non può essere contrapposto alla questione occupazionale”.

Il confronto è stato aggiornato al 9 novembre prossimo per la parte che riguarda il piano industriale e al 14 successivo per quanto riguarda il piano ambientale.

La nota di Maurizio Landini, segretario confederale Cgil: “così non va bene”

“Lo diciamo con chiarezza al Governo, ai Commissari e a Mittal: così non va bene. Si ritiri il contenuto della procedura e si avvii un confronto vero che coinvolga tutti i soggetti interessati, comprese le Confederazioni e le Istituzioni regionali e territoriali”, dichiara il segretario confederale della CGIL Maurizio Landini in merito all’incontro con Fim, Fiom e Uilm. “Il tavolo di oggi riparte dalla procedura art. 47 sospesa lo scorso 9 ottobre, i cui contenuti erano stati giudicati, anche dal Ministro Calenda, non accettabili. Come dichiarato sia da CGIL, Cisl, Uil confederali che dalle categorie interessate – ricorda Landini – la condizione per poter svolgere un vero e libero negoziato è che i contenuti di quella procedura siano ritirati”. Per il dirigente sindacale è grave che “su una vicenda strategica per il Paese come quella dell’Ilva, che riguarda anche migliaia di lavoratrici e lavoratori dell’indotto e dei servizi e che implica grandi questioni ambientali e di salute, non siano state convocate le Confederazioni” e che “si continui ad escludere dal confronto le Istituzioni regionali e territoriali, che fino ad oggi hanno sempre svolto un ruolo importante essendo anche firmatarie di accordi ancora in vigore”. “Se qualcuno pensa che il ruolo delle organizzazioni sindacali sia quello di certificare impegni assunti tra Governo e Mittal, è fuori strada”, avvisa Landini. “Una vicenda così importante – conclude – ha bisogno di chiarezza, trasparenza e coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, nel rispetto dei ruoli e nell’interesse di tutti i lavoratori le lavoratrici coinvolti”.

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