Ilva. L’azienda disponibile al confronto. Fiom, Fim, Uilm: il negoziato sì, ma senza condizioni prestabilite su piano industriale e ambientale, investimenti, livelli retributivi, organizzazione del lavoro

Ilva. L’azienda disponibile al confronto. Fiom, Fim, Uilm: il negoziato sì, ma senza condizioni prestabilite su piano industriale e ambientale, investimenti, livelli retributivi, organizzazione del lavoro

Dopo un silenzio durato molti giorni i commissari straordinari e i rappresentanti di AmInvestCo Italy, la nuova proprietà dell’Ilva, hanno inviato ai sindacati una lettera per la ripresa della trattativa. Trattativa mai iniziata perché da parte dell’azienda il confronto avrebbe dovuto partire accettando, di fatto, il piano di esuberi, circa 4.000 dei 14 mila lavoratori che costituiscono l’attuale organico. Per diecimila si tratterebbe di una nuova assunzione con perdita di salario, diritti, premi aziendali. Lo stesso ministro Calenda aveva dichiarato di ignorare le proposte di AmInvestCo Italy, cosa praticamente impossibile, visto che i commissari straordinari rispondono al ministero di cui egli stesso è titolare. La risposta di Fiom, Fim, Uilm era stata la mobilitazione dei lavoratori, con scioperi e manifestazioni. Ora arriva l’invito dell’azienda a partecipare ad un nuovo incontro presso il ministero dello Sviluppo. La risposta delle tre organizzazioni è stata molto chiara: “Anche questa volta – scrivono in una nota congiunta – dopo la mobilitazione dei giorni scorsi con una grandissima adesione dei lavoratori di Ilva e delle istituzioni delle province interessate, si presenteranno al tavolo superando integralmente i contenuti indicati nella comunicazione ex art. 47 del 6 ottobre e riconfermando l’inaccettabilità degli esuberi dichiarati e delle penalizzazioni delle condizioni economiche e normative, livelli retributivi, inquadramento e di anzianità”.

Occorre ristabilire le condizioni iniziali del confronto, “senza condizioni prestabilite e vincolanti – affermano Fiom, Fim e Uilm – il negoziato si può avviare solo a partire da un serio confronto sul piano industriale ed ambientale e con approfondimenti su investimenti, volumi produttivi ed organizzazione del lavoro anche in rapporto all’indotto. Il governo – quindi -, che ha deciso di rinviare l’incontro del 9 ottobre per una mancanza del rispetto sostanziale degli impegni da parte dell’azienda, favorisca un negoziato urgente ma vero facendo chiarezza anche sul ruolo dei commissari straordinari (sua espressione) che hanno condiviso con AmInvestCo Italy i contenuti della comunicazione dell’art. 47 che noi ribadiamo, ancora una volta, risultano essere inaccettabili ed ingiustificabili”.

I sindacati, dopo le audizioni alla Camera e Senato in cui sono state condivise le posizioni, si aspettano “anche il pieno sostegno di tutte le forze politiche”. Quindi concludono: “Continueremo, per tutta la durata del negoziato, con lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva e proseguendo gli incontri con le istituzioni locali”.

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