Il Rosatellum in Aula al Senato. Previsti cinque voti di fiducia. 160 mila firme consegnate a Grasso dal Coordinamento per la democrazia: la legge è incostituzionale. Annunciate manifestazioni di protesta. Previsto il ricorso alla Consulta

Il Rosatellum in Aula al Senato. Previsti cinque voti di fiducia. 160 mila firme consegnate a Grasso dal Coordinamento per la democrazia: la legge è incostituzionale. Annunciate manifestazioni di protesta. Previsto il ricorso alla Consulta

Ancora non è iniziato il dibattito al Senato sulla legge elettorale e già si parla di ben cinque voti  di fiducia, tre sono stati alla Camera, con i quali il governo intende bloccare il testo per assicurarsi una maggioranza che è a rischio. Si parte lunedì con l’esame degli emendamenti. Ne sono stati presentati 179 da parte di M5S, di Mdp, di Sinistra Italiana, del Misto, di Gal e qualcuno anche da parte di deputati del Pd e della Lega. Il termine per il deposito delle proposte di modifica è scaduto venerdì 20 ottobre alle 10. Gli emendamenti saranno votati lunedì alle 16. Se non si riuscirà a esaminarli tutti si andrà in Aula senza mandato al relatore. La riforma elettorale approderà nell’Aula del Senato il 24 ottobre e il voto sulle questioni pregiudiziali è stato fissato alle 17. L’accozzaglia Pd-Fi-Lega-Ap punta al voto finale sul Rosatellum entro giovedì 26, prima dell’apertura della sessione di Bilancio.  Già sono state annunciate manifestazioni da parte del Comitato per la democrazia costituzionale per il giorno 24 a partire dalle ore 16 a Piazza Agonale, davanti al Senato e per il 25 da M5S  sempre nei pressi di Palazzo Madama. Fra le iniziative che sono state portate avanti in questi giorni in particolare da segnalare la raccolta di firme in calce ad una petizione promossa dal Coordinamento della democrazia, ex comitato per il no al referendum costituzionale e contro l’Italicum, che ha raggiunto più di 160 mila adesioni

Appello dei cittadini: Ricostruire le condizioni di legittimità democratica del Parlamento

 Nell’appello che è stato consegnato al presidente del Senato, Pietro Grasso, si chiede «che siano ricostruite le condizioni di legittimità democratica del Parlamento» e cioè «che il prossimo Parlamento non sia eletto un’altra volta con una legge elettorale incostituzionale, che sia consentito a tutti i cittadini elettori di scegliersi liberamente i propri rappresentanti, che sia eliminato ogni meccanismo che manipoli la volontà degli elettori (come il voto unico) o che possa alterare la volontà espressa dal voto popolare».

All’incontro con il presidente Grasso erano presenti in rappresentanza del Comitato Alfiero Grandi (vice presidente del Cdc), Alfonso Gianni, Antonio Pileggi, Mauro Beschi, Felice Besostri, l’avvocato che ha gestito i ricorsi alla Corte Costituzionale contro l’Italicum, Pietro Adami, Luca Francescangeli (Change.org) e Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, avendo partecipato con il giornale alla campagna di raccolta firme. Besostri ha già annunciato anche il ricorso alla Corte Costituzionale.

Il Rosatellum, hanno affermato i rappresentanti del Comitato, toglie ai cittadini il diritto di scegliere i loro parlamentari e contraddice il principio costituzionale del voto libero ed uguale, compiendo per di più un’inaccettabile imposizione contro l’articolo 72 della Costituzione, quello che prescrive la normale procedura di esame e approvazione per le leggi in materia costituzionale ed elettorale.

Per questo il Cdc – conclude il comunicato – auspica «che il Senato non approvi la legge così come arrivata dalla Camera e introduca invece le modifiche necessarie ancorché minime, come per esempio il voto disgiunto» ed eviti il ricorso al voto di fiducia. E ribadisce una volta di più la necessità di una legge che sia di tipo proporzionale e metta fine alla vergogna dei parlamentari nominati.

Forza Italia e soci assicureranno con la presenza il numero legale

Due sono i problemi che le forze politiche che sostengono il Rosatellum devono affrontare per ridurre al minimo le possibilità che la legge venga bocciata e fare in modo che l’approvazione avvenga prima che si apra il percorso della legge di Bilancio. Per ridurre al minimo il numero delle votazioni la fiducia è essenziale. Ma si pone il problema di quelle forze politiche, a partire da Forza Italia, che non fanno parte della maggioranza. Con il voto contrario o con l’uscita dall’Aula il rischio è che non sia assicurato il numero legale. Forza Italia avrebbe assicurato che una decina di senatori si metterebbero in congedo in modo di assicurare il numero sufficiente di senatori per svolgere la seduta abbassando il quorum. Altra strada possibile: 10-15 senatori restano in Aula, si astengono, cioè è un voto contrario, ma assicurano il numero legale e la fiducia. Forza Italia e Lega usciranno dall’Aula. Insomma, una truffa in piena regola, come del resto è il Rosatellum.

Per quanto riguarda il voto finale, palese, non ci sarebbero sorprese, sarebbe assicurato il voto di Pd, Fi, Lega, Ap e altri gruppi minori che hanno approvato la legge alla Camera.

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