Il duetto fra Pisapia e Speranza alla Festa di Articolo1-Mdp. Dall’ircocervo a Cicerone e Catilina con un po’ di Pier Capponi. Le astrazioni del politichese mentre c’è bisogno di scelte e programmi concreti e ben definiti

Il duetto fra Pisapia e Speranza alla Festa di Articolo1-Mdp. Dall’ircocervo a Cicerone e Catilina con un po’ di Pier Capponi. Le astrazioni del politichese mentre c’è bisogno di scelte e programmi concreti e ben definiti

Confesso, non sono andato a Napoli alla conclusione della Festa di Articolo1–Mdp. Ho preferito seguire la lunga  giornata del referendum della gente di Catalogna che servizi televisivi, agenzie di stampa, inviati a Barcellona, dei quotidiani che se li possono permettere ci hanno fatto vivere. Certo anche l’ultima giornata con la presenza di Pisapia e di Speranza, l’uno leader di Campo progressista, l’altro il  coordinatore del movimento  fondato da chi ha abbandonato il Pd, era importante, ma in fondo, si trattava di un dibattito, un confronto che le agenzie di stampa avrebbero resocontato. Campo progressista e Articolo1 sono “materiale” che piace molto ai retroscenisti. Possono costruire ipotesi le più variabili, inventare “virgolettati” frasi che nessuno  degli intervistati  riconoscerà  come proprie. Fake news insomma. Accade così che alla lettura delle sintesi riportate dalle agenzie di stampa  in merito agli interventi dei due esponenti politici, mi sono venute a mente  una parola, “ircocervo”, un animale che non esiste nella realtà, che deriva dal latino e indica un caprone e un cervo messi insieme e una frase famosa pronunciata da Cicerone, anni sessanta avanti Cristo, in cui si rivolge a Catilina con queste parole: “Quousque tandem abutere Catilina patientia nostra”. Fino a quando Catilina abuserai della nostra pazienza, in versione italiana. Tradotto all’oggi, politichese puro quando ci vorrebbero programmi, scelte politiche chiare e concrete per costruire l’ipotetico nuovo soggetto della sinistra, del centro sinistra precisa Pisapia il quale si esibisce in una finezza quando afferma che lui non ripropone l’Ulivo ma si riferisce alla ispirazione dell’Ulivo.

Nessun riferimento  alla drammatica giornata vissuta dal popolo della Catalogna

Strano vero? Dimenticavo una cosa importante. Spero che sia una svista dei cronisti delle agenzie, ma i due dirigenti non hanno detto una parola sulla giornata drammatica vissuta da milioni di cittadini  della Catalogna,  che la polizia agli ordini del capo del governo spagnolo, Rajoy, sparava pallottole di gomma contro cittadini che manifestavano pacificamente, che volevano votare, ferendone ben ottocento, due gravi. Una giornata che segna una brutta pagina per l’Unione europea, ne mostra i segni evidenti di crisi, e  per la democrazia. Già ma che c’entra l’ircocervo? Sarà colpa mia ma dai due interventi non ho capito qual è il soggetto che si pensa di costruire. Intanto ci è sembrato un atto scortese il fatto che Pisapia abbia detto che “sì è una festa bellissima e vi ringrazio per averla organizzata ma io avrei preferito farla insieme, andiamo avanti ma insieme, con sensibilità identiche, non due soggetti, ma uno più ampio, sinistra di governo con vero civismo, cattolicesimo laico, ambientalismo”. Magari, aggiungo io anche qualcuno di sinistra non guasterebbe. Risponde Speranza che ci sono  sensibilità identiche, è “necessario  uno scatto vero, buttiamo il cuore oltre l’ostacolo”. Bella frase, ma qual è l’ostacolo e anche qual è il cuore? Partiti diversi? Ma Mdp è un movimento non un partito. Siamo pronti a farlo, dice rivolto a Pisapia. E parla di una grande assemblea democratica da fare al più presto, quella assemblea che quando ne ha parlato D’Alema, si è preso le critiche  di Pisapia e del suo supporter numero uno che si chiama Tabacci, di vecchia scuola democristiana.

A  Gentiloni fanno sapere che è il tempo di cambiare politica e marcia

Bene anzi male, archiviamo l’ircocervo sperando che nella prossima occasione, magari prima della apertura ufficiale della campagna elettorale, si dia concretezza al soggetto da mettere in campo. Importante  è comunque a questo proposito che sia Pisapia che Speranza diano una valutazione del tutto negativa del Rosatellum due. Passiamo alla pazienza. La parola è stata usata da Speranza che ha ripreso l’annuncio dato da Pisapia. I due domani, lunedì, si vedranno con Gentiloni per discutere sulla legge di Bilancio. Al presidente del Consiglio  facciamo sapere che “è il tempo di cambiare politica, di cambiare marcia”. Parlano di questione sociale in generale e indicano quattro punti da affrontare le disuguaglianze, povertà, lavoro per i giovani, temi ambientali. Ci permettiamo di ricordare che i sindacati hanno una vertenza aperta con il governo da ben un anno, riguarda le pensioni, la necessità di bloccare l’adeguamento automatico alla speranza di vita, di eliminare le discriminazioni che colpiscono le donne. Bene i titoli ma occorre riempirli di contenuti.  Per esempio il ripristino dell’articolo 18 e l’abolizione dei nuovi voucher rimessi in pista proprio da Gentiloni. Da ricordare  al premier che ci sono tre milioni, se non andiamo errati, di lavoratori del pubblico impiego che da nove anni attendono il rinnovo del contratto di lavoro. Sia per le pensioni che per i contratti ci sono intese siglate da Cgil, Cisl, Uil e governo un anno fa, rimaste lettera morta. Infine,il problema principale. Bene che Speranza  ricordi che si dovrebbe ripristinare la tassa sulla prima casa. Ma è solo una visione parziale. Il problema della fiscalità, non solo per far cassa ma per rispettare la Costituzione, si affronta con la progressività delle imposte. Infine non può che far piacere che rivolgendosi a Gentiloni si afferma che il nuovo soggetto, l’ircocervo, non nasce per portare il paese allo sbando. Il riferimento è alla legge di stabilità e al Bilancio e al voto di fiducia che, nel casi, richiede la maggioranza assoluta.

Sarà utile ricordare che il Def è già stato approvato dal Consiglio dei ministri

Allora sarà utile ricordare che il Consiglio dei ministri in poco più di trenta minuti ha approvato il Def, Documento di economia e finanza che detta le condizioni per il Bilancio. Ben 162pagine  che sono in netto contrasto con i titoli, per ora si tratta solo di questi, di politica economica e sociale indicati da Pisapia e Speranza. Siamo certi che avendo letto il ponderoso documento faranno suonare le loro campane così, visto che ci richiamiamo alla storia, come fece Pier Capponi che a Carlo VIII di Francia che doveva transitare da Firenze per andare a Napoli rivolse alcune richieste ed affermò “voi date fiato alle vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane”. Non pensiamo che Speranza e Pisapoia vogliano essere da meno dell’antenato Pier Capponi.

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