Il dibattito politico entra nella sua fase più intensa. Grillo accusa la Rai di silenziare le elezioni siciliane. Roberto Speranza invita al dialogo il Pd, ma riceve il niet di Renzi e Rosato. Disponibili invece Franceschini, Orlando e Cuperlo

Il dibattito politico entra nella sua fase più intensa. Grillo accusa la Rai di silenziare le elezioni siciliane. Roberto Speranza invita al dialogo il Pd, ma riceve il niet di Renzi e Rosato. Disponibili invece Franceschini, Orlando e Cuperlo

Si aprono due settimane cruciali per la politica italiana. Il Parlamento affronta i due nodi fondamentali della legge di bilancio e della legge elettorale, il Rosatellum, mentre lombardi e veneti esprimono il loro parere nel referendum indetto dai presidenti di Regione Maroni e Zaia sul cosiddetto reddito “residuale”, e i siciliani vedono ormai allo sprint finale i quattro candidati nella corsa alla presidenza della Regione, del prossimo 5 novembre, Musumeci, per il centrodestra, Cancelleri, per i 5stelle, Micari per l’alleanza Pd e Alfano e Claudio Fava, sostenuto dall’alleanza di sinistra tra Mdp, Sinistra Italiana, Rifondazione, e la lista civica I cento passi. L’ultimo sondaggio pubblicato conferma il testa a testa tra il candidato del centrodestra e quello dei grillini per il primo posto, entrambi con consensi che superebbero il 30%, mentre darebbe Micari e Fava molto vicini, il primo al 15% e il secondo oltre il 13%. Per il momento, il dibattito politico nazionale si concentra poco sulla Sicilia, eppure il risultato potrebbe avere conseguenze nazionali, in particolare sul Partito democratico. La sordina sulla campagna elettorale, soprattutto da parte dei media pubblici, è stata stigmatizzata, non a caso sul blog di Beppe Grillo da parte dei parlamentari grillini in Commissione di vigilanza Rai, i quali scrivono: “Meno si parla delle elezioni, più bassa sarà l’affluenza. Il servizio pubblico sta compiendo una chiara negazione della propria mission”. Non hanno torto.

Roberto Speranza al Pd: “riapriamo il dialogo per riformare Rosatellum, manovra e Buona scuola”. Rosato a Speranza: “non c’è più tempo”

Intanto, mentre non si placano le polemiche che da martedì sera coinvolgono Bankitalia e il suo governatore Ignazio Visco, dopo l’approvazione alla Camera, da parte della maggioranza Pd-Ap, di una mozione di vera e propria sfiducia, giunge domenica su Repubblica il fulmine a ciel sereno che non ti aspetti. Il coordinatore di Mdp, Roberto Speranza, nell’intervista rilanciata in prima pagina afferma che “Mdp è pronta a riaprire il dialogo col Pd a condizione che arrivino modifiche alla legge elettorale, alla manovra e alla ‘buona scuola’. Sono pronto – prosegue – a incontrare Renzi. Lo sfido, noi siamo disponibili già lunedì mattina. È l’ultima occasione per capire se il filo si è definitivamente spezzato o si può ancora riannodare”. La proposta non poteva non fare rumore. La replica del capogruppo Pd alla Camera, Rosato, è netta: “Disponibilità totale a lavorare insieme per costruire una coalizione di centrosinistra”, ma oggi “modificare la legge elettorale significa solo volerla affossare”. Inoltre, dice Rosato, “sulla legge elettorale abbiamo faticosamente chiuso una trattativa con otto partiti, se ricominciamo a discutere apriamo un problema assolutamente complesso. Del resto, il gruppo del Pd ha deciso di non presentare emendamenti, come gli altri che hanno scritto la legge”. Rosato prosegue: “Lascio ogni valutazione alla sensibilità degli altri e a quella di Speranza, che ha esperienza. Ma mi pare che proporre adesso di modificare la legge elettorale significa volerla affossare, e siamo a fine legislatura. Quindi significa andare a votare con il Consultellum”. Ciò premesso, il capogruppo dem chiarisce: “Resta una disponibilità assoluta a lavorare insieme per costruire una coalizione di centrosinistra che guardi al domani e questa legge elettorale è quella che meglio di tutti ce lo consente”.

La replica di Renzi all’offerta di dialogo di Mdp: “discutiamo”, ma l’agenda “la detto io”  

Anche Renzi, ospite di Lucia Annunziata su Rai3, dice la sua sull’invito di Roberto Speranza “io guardo il bicchiere mezzo pieno. Se l’apertura è seria, e ne sono convinto, discutiamo. Ma di cose concrete: del 2,9 sul deficit, su estendere gli 80 euro, sul lavoro da fare sul sociale e sulle badanti. Su questo c’è disponibilità al confronto”. Il senso è chiaro: l’agenda politica dell’eventuale incontro la detta lui. Anzi, fa muro sul Rosatellum: “sulla legge elettorale abbiamo fatto un accordo tra tanti partiti, alla luce di questo penso che rimettere in discussione la legge elettorale sia difficile, sembra il tentativo di ripartire da capo”, ha aggiunto il segretario del Pd sottolineando: “C’è un dovere di responsabilità da parte di tutti, ricominciare sulla legge elettorale significa non farne niente. Ciò detto, noi siamo pronti a incontrare chiunque”. Chiunque: un modo molto renziano per dire nessuno, in realtà.

Le controreazioni dall’interno di Mdp. Scotto: “dal Pd il solito ciaone”. Bersani: “ci auguriamo risposte serie”. Guerra: “sconfortante”

“Mdp dice: discutiamo di come battere le destre, pronti a confrontarci con il Pd se si sceglie la strada della discontinuità su lavoro e democrazia. Una proposta di buonsenso che guarda al futuro, mentre Renzi, in Sicilia come nel resto del paese, guarda a destra”, dice Arturo Scotto, di Mdp. “Ovviamente il capogruppo di quel partito, Ettore Rosato, non trova di meglio che rispondere: bevete il rosatellum così come è. E su Bankitalia non vede il rischio di cortocircuito istituzionale che ha provocato la sua iniziativa. Se vogliono confrontarsi con noi, evitino di schierare provocatori seriali. Per noi contano i contenuti, dal Pd al momento il solito ciaone”, conclude Scotto. “Speranza ha preso una iniziativa importante e ha fatto una proposta seria. C’è da augurarsi che le risposte siano serie e non arroganti e propagandistiche. Sarebbe un punto di non ritorno”, scrive su Facebook Pier Luigi Bersani. “Hanno davvero capito tutto. Sconfortante”, dichiara in una nota Maria Cecilia Guerra, capogruppo Mdp al Senato, riferendosi alle reazioni nel Pd alla proposta avanzata dal leader di Mdp Roberto Speranza. “Il Pd inventa una legge elettorale con coalizioni finte, fatta di liste che hanno ognuna un proprio programma, un proprio simbolo e un proprio capo. Poi dice che chi non entra in questo tipo di coalizione con loro fa vincere le destre. Mpd, con Speranza, dice: la coalizione si fa se è vera, cioè se c’è vera condivisione di un programma e quindi proponiamo di incontrarci e parlare di questo: di correzioni alla legge elettorale perché non imbrogli gli elettori e permetta di scegliere i candidati, di cambiamento di rotta su lavoro, scuola, investimenti, di politiche vere non bonus e prebende. Rosato dice: intanto Mpd voti la legge elettorale così come è e Renzi conferma che la legge elettorale si deve votare così e ci invita ad appoggiare una nuova ondata di 80 euro”, sintetizza.

Le voci dissonanti all’interno del Pd, di Franceschini, Orlando e Cuperlo

“La proposta di Roberto Speranza e la risposta di Matteo Renzi ricostruiscono un filo di dialogo. Nessuno lo spezzi o vincerà la destra”, tuona su Twitter il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Da Roberto Speranza è arrivata una importate e inedita apertura. Sono apprezzabili, infatti, sia i toni, sia il terreno che viene proposto per il confronto. Credo che il Pd, in ottemperanza a quanto deciso nell’ultima direzione nazionale, debba dare immediata disponibilità al confronto, fissando sin dalle prossime ore un incontro dei vertici dei nostri gruppi con quelli di Mdp”, afferma a sua volta, Andrea Orlando, che guida la minoranza Pd. “La richiesta di aprire il dialogo con il Pd da parte del coordinatore di Mdp, Roberto Speranza, è un fatto positivo che potrebbe portare a un centrosinistra unito”, afferma infine Gianni Cuperlo, secondo il quale “se la sinistra si spezza e marcia disunita verso le urne non è che si perde un’occasione. Succede che vince la destra. E col vento che soffia in Europa potrebbe essere la destra peggiore. Per questo mi ostino a credere che un campo largo di centrosinistra vada ricostruito. L’invito rivolto al Pd da Roberto Speranza è un passo nel verso giusto. Le differenze sono sotto gli occhi ma sono anche ben chiare le condizioni per tornare a parlarsi”. Poi, Cuperlo affonda il coltello contro il suo stesso segretario: “accantonare le scomuniche da una parte e dall’altra, evitare l’errore di una nuova fiducia al Senato sulla legge elettorale e lasciare al Parlamento il compito di discutere e eventualmente migliorare quel testo. Nella manovra di bilancio mettere cuore e risorse a vantaggio di chi fa fatica a curarsi o a completare il mese. Sono obiettivi ragionevoli – aggiunge – che non chiedono a nessuno di abiurare anche perchè per fortuna il tribunale dell’inquisizione a sinistra non esiste da tempo. Ma servono volontà, coraggio e quel grammo di umiltà che aiuterebbe tutti a guardare avanti”.

In serata le bacchettate della presidente Boldrini al segretario Renzi: “non conosci i regolamenti della Camera”

“Il segretario del Pd continua a confondere regole parlamentari e scelte politiche, scaricando sulla presidenza della Camera responsabilità che appartengono invece ai gruppi politici e a chi li guida”, dice in serata la presidente della Camera Laura Boldrini replicando alle critiche di Matteo Renzi sulla vicenda Bankitalia. “Non c’era infatti alcuna ragione regolamentare per giudicare inammissibili le mozioni sulla Banca d’Italia, a partire da quella presentata dal Movimento Cinque Stelle”.  E questo, aggiunge la presidente, “per un motivo chiarissimo: se nella procedura di nomina del Governatore c’è un ruolo del Governo – e indubbiamente c’è, secondo la legge 262 del 2005 – allora c’è un diritto del Parlamento ad esercitare il suo potere di indirizzo. Come dimostrano in modo univoco i precedenti, non solo alla Camera ma anche al Senato, dove peraltro analoga mozione sulla materia è stata considerata ammissibile senza obiezioni. Non si può chiedere alla presidente della Camera di impedire alle opposizioni di esprimersi. La Presidente giudica solo e soltanto della legittimità dal punto di vista regolamentare. Le valutazioni di opportunità politica spettano invece ai gruppi. A ciascuno dunque le sue responsabilità”.

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