Clochard aggredito e dato alle fiamme a Torino. Il presidente del Municipio: “Era un fatto annunciato”. La polizia interroga un sospetto

Clochard aggredito e dato alle fiamme a Torino. Il presidente del Municipio: “Era un fatto annunciato”. La polizia interroga un sospetto
Un clochard è stato aggredito e dato alle fiamme sabato sera a Torino in un giardino pubblico. L’uomo, un romeno di 64 anni, è stato portato all’ospedale San Giovanni Bosco dagli operatori del servizio 118. La polizia sta svolgendo indagini. Il fatto si è verificato ai giardini intitolati a Madre Teresa di Calcutta, nel quartiere Aurora, una delle zone del capoluogo piemontese a più forte presenza di immigrati stranieri. Poi la testimonianza del presidente del Municipio dove si è verificato il fatto: “Purtroppo era un fatto annunciato. Temevano che sarebbe finita in questo modo”.
Così Luca Deri, il presidente della Circoscrizione 7 di Torino. “Ieri – ha detto – eravamo qui con un gruppo di volontari a ripulire il giardino da cocci di vetri, lattine e immondizia. Sul nostro territorio ci sono problemi analoghi ad altre zone. Sono tanti i clochard che trovano rifugio nel quartiere, ma tanti di loro non accettano di essere ospitati nei dormitori”. Per un amico, è una persona tranquilla: “Lui viene qui spesso. Si mette a dormire sulla panchina e c’era anche ieri. Abbiamo bevuto del vino tra le 16 e le 17, poi sono andato via”. E’ questo il racconto di Mihai Sogea, un senzatetto amico dell’uomo che è stato aggredito e dato alle fiamme a Torino. “Lui – spiega – è un tipo tranquillo. Le persone gli danno da mangiare, gli portano del pane e dell’acqua. Mai avuto problemi. Nessuno ci ha mai infastiditi”.
C’è una svolta nell’indagine sul clochard aggredito e dato alle fiamme ieri sera a Torino in un giardino pubblico: la polizia sta interrogando un presunto sospetto. Potrebbe essere lui ad aver dato a fuoco a Gheorghe, il romeno di 64 anni, ricoverato in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell’ospedale San Giovanni Bosco.  Ha ustioni di secondo e terzo grado al volto. Ha anche un edema alla gola, è stato sedato e intubato. La prognosi è riservata. Il suo nome è Ghitza ma per tutti è Gheorghe. Da almeno sei mesi occupava la prima panchina sulla destra dei giardini Maria Teresa di Calcutta, la stessa su cui è stato aggredito.  Nel quartiere di Borgo Aurora, dove vive da anni, lo conoscono in molti.
 
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