Classifica invariata, le big vincono tutte, Napoli e Inter rischiano, Juve facile, Lazio alla grande, Roma quanto basta, si sblocca il Milan

Classifica invariata, le big vincono tutte, Napoli e Inter rischiano,  Juve facile, Lazio alla grande, Roma quanto basta, si sblocca il Milan

Il turno infrasettimanale non ha avuto alcuna conseguenza sull’alta classifica perché le prime cinque, anche se in maniera differente, hanno tutte vinto, mantenendo il medesimo ritmo e confermando che questo campionato, a differenza di quelli passati, avrà diversi protagonisti con distacchi insignificanti e colmabili da una giornata all’altra.

Il Napoli, in casa del Genoa, andato in svantaggio nella fase iniziale, in un quarto d’ora ha capovolto il risultato con una doppietta di Mertens, tornato al gol dopo due partite di stasi; l’undici di Sarri  ha poi fatto la tripletta grazie ad un’autorete e, quando pensava d’aver chiuso l’incontro, ha iniziato a soffrire per la pressione dei padroni di casa che accorciavano il risultato, lasciando tutti in sofferenza. Ma, alla fine, con la vittoria si concretizzava anche la conferma della vetta.

Idem o quasi anche per l’Inter che, nell’anticipo di sabato, a san Siro contro la Sampdoria, in meno di un’ora conduceva con tre reti di vantaggio (altra doppietta di Icardi) ma gli avversari riuscivano a perforare due volte la difesa nerazzurra (uscita indenne da Napoli una settimana fa, ricolma di sicurezza ed elogi…) facendo traballare fino al termine un successo indispensabile per tenere il passo delle altre.

Al terzo posto, ancora a braccetto Juventus e Lazio, reduci da due significative vittorie. Gli uomini di Allegri hanno superato agevolmente (4-1) la Spal grazie al ritorno al gol di Dybala e Higuain, a conferma che quest’anno il reparto principe della Juve è l’attacco che, per quantità di reti messe a segno (media di 3 per incontro) riesce a sopperire a qualche lacuna difensiva che vede la media di un gol  a partita incassato. Comunque, seppure contro un’avversaria di modesta levatura come la Spal, la Juve ha dato l’impressione di essere tornata a primeggiare.

La Lazio, al quinto successo consecutivo, vince col piglio di una grande a Bologna, nonostante Immobile abbia mancato l’appuntamento al gol, sbagliando pure un rigore e forse è stato un bene per confermare di non essere dipendente dallo scugnizzo napoletano e che l’organico è valido in tutte le sue pedine. Positività, nonostante le note polemiche antisemite nelle quali la società e il presidente Lotito si è trovata coinvolta.

Una rinnovata Roma, a causa delle assenze, vince strettamente di rigore (di  Perotti), gioca bene ma non consolida il risultato contro un Crotone valido solo nel difendersi; per gli uomini di Di Francesco prosegue l’inseguimento delle prime.

Fiorentina:  tre gol, Torino solo due pali, viola da applausi: questa in sintesi la terza vittoria consecutiva della squadra gigliata che si conferma a pieno merito al settimo posto insieme al Milan, in costante risalita nel gioco e nella classifica.

Dopo tre sconfitte e un pareggio, a Verona contro il Chievo, si sblocca finalmente il Milan che va a vincere largamente sia nel punteggio (4-1) che nella qualità del gioco,  illuminato da un Suso super, riportato da Montella nel suo vecchio ruolo; stavolta, però, oltre allo spagnolo che ha svettato, è stata l’intera squadra a girare per il verso giusto. Torna il sereno in casa del diavolo ma sabato i rossoneri saranno chiamati a confermare il rientro in carreggiata nell’oneroso impegno casalingo contro la Juventus.

L’Atalanta abbatte (3-0) un rinunciatario  Verona e l’Udinese si associa alle vittorie esterne delle grandi, andando ad espugnare il campo del Sassuolo (1-0) che incassa la quinta sconfitta casalinga in cinque partite; l’undici di Gasperini , si  risolleva in classifica insieme al Cagliari che, nonostante un raddoppio mancato su penalty sbagliato, riesce a battere lo sfortunato Benevento solo all’ultimo minuto di recupero dopo che i sanniti  erano riusciti a pareggiare pochi attimi prima su rigore in una partita rocambolesca. Intanto il Benevento ha conseguito il record di zero punto nelle prime dieci partite, rimarcando la propria inferiorità ma con un gruppo di cinque squadre in sei punti, una rimonta teorica è più che possibile, vincendo almeno un paio di partite; appunto, vincendo… ossia proprio quello che il Benevento non riesce a fare, nonostante il recente cambio dell’allenatore

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