Centinaia di migliaia di unionisti a Barcellona per gridare “Recuperem el seny”, recuperiamo la ragione. L’invito è al dialogo delle parti

Centinaia di migliaia di unionisti a Barcellona per gridare “Recuperem el seny”, recuperiamo la ragione. L’invito è al dialogo delle parti

Dopo l’intensa giornata di mobilitazioni e sciopero generale di martedì contro l’uso repressivo della polizia spagnola durante lo svolgimento del referendum per l’autonomia catalana di domenica scorsa, referendum giudicato illegale dalla Corte costituzionale, oggi è stata la volta del popolo unionista manifestare a favore, invece, dell’unità del popolo spagnolo, e contro il tentativo indipendentista del presidente catalano Pugdemont. La polizia di Barcellona ha stimato in 350mila le persone che hanno manifestato nella città a favore dell’unità spagnola e contro l’indipendenza della Catalogna. Lo ha fatto sapere con un comunicato. La piattaforma che ha convocato l’iniziativa, Sociedad Civil Catalana, ha invece stimato i partecipanti in quasi un milione di persone.

“Miles de personas se manifiestan en Barcelona a favor de la Constitución y la unidad de España”, titola il quotidiano progressista El Paìs, che nel testo scrive: “Con lo slogan Recuperem el seny, recupereremo la ragione, la manifestazione ha attraversato la plaza de Urquinaona fino al Pla de Palau e alla stazione di Francia. La marcia, che si è svolta senza incidenti, è culminata coi discorsi, tra gli altri dello scrittore Mario Vargas Llosa e Josep Borrell”. Quest’ultimo è stato ministro socialista nel governo Gonzalez, presidente del Parlamento europeo e autore di Las cuentas y los cuentos de la independencia (2015) con Joan Llorach.

Domingo, vicepresidente di Societat Civil Catalana: “Puigdemont ascolti senso comune”

La manifestazione è stata indetta da Societat Civil Catalana (SCC), il cui vicepresidente ha chiesto José Domingo, ha  chiesto al presidente della Generalitat di Cataluña, Carles Puigdemont, di non commettere “l’insensatezza e la provocazione” di dichiarare l’indipendenza, ascoltando invece il sentimento comune. Domingo ha reso questa dichiarazione durante la marcia, affermando inoltre che essa puntava a “rendere visibile che esiste un’altra Catalogna”.

Mario Vargas Llosa: “il referendum è un colpo di stato”

Lo scrittore peruviano e spagnolo Mario Varga Llosa ha detto che l’enorme manifestazione a favore della unità della Spagna, a Barcellona, è “la migliore dimostrazione” del fatto che vi è una fetta “molto ampia di catalani” che non vuole il “colpo di Stato proposto dal governo” con il referendum di domenica scorsa. In una serie di dichiarazioni alla Televisione spagnola riprese dal Paìs, lo scrittore, premio Nobel per la Letteratura nel 2010, ha detto che la manifestazione convocata dalla Societat Civil Catalana, “è la migliore dimostrazione che vi è una fetta molto ampia di catalani che non si sente rappresentata dagli indipendentisti, che non vuole il colpo di Stato prospettato dal governo e che, al contrario, pensa che la Spagna e la Catalogna sono unite da cinque secoli e che nessuno né niente potrà separarle”.

L’ex ministro socialista Borrell: “Puigdemont non spinga il paese verso il precipizio”

A sua volta, Borrell ha affermato: “la Catalogna non è una colonia”, né “uno Stato occupato militarmente”, il presidente della Generalitat Carles Puigdemont “non spinga il Paese verso il precipizio”. Borrell ha messo in guardia sul fatto che la Catalogna sta vivendo “momenti quasi drammatici”, chiedendo a Puigdemont di agire “con molta attenzione”. Martedì il governatore catalano comparirà al Parlament di Barcellona, con la dichiarazione d’indipendenza sul tavolo, e Borrell ha avvertito che “se sarà dichiarata unilateralmente, il Paese andrà a rotoli”. Con una bandiera europea in mano, ha poi fatto “appello alla serenità e alla ragione”, perché “la convivenza è spezzata nel Paese” e “bisogna ripristinarla” per evitare che si arrivi allo “scontro civile”.

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