Catalogna. Si vota ovunque si possa. Il governo di Madrid spedisce militari e Guardia civile. Caos ovunque, primo arresto e 337 feriti

Catalogna. Si vota ovunque si possa. Il governo di Madrid spedisce militari e Guardia civile. Caos ovunque, primo arresto e 337 feriti

Si vota. I catalani che intendono pronunciarsi sull’indipendenza della Regione hanno iniziato a entrare nei seggi presidiati dagli attivisti. Sotto la pioggia, le persone in fila aspettano il loro turno. Per considerare il voto valido basterà recarsi in qualsiasi seggio e portarsi la scheda stampata da casa e la carta d’identità. Una mossa resa nota stamane dal governo della Catalogna, per arginare l’offensiva di Madrid che ha sta cercando in tutti i modi di evitare il voto dopo la pronuncia della Corte Costituzionale spagnola che ha dichiarato illegale il referendum. Le autorità catalane hanno programmato sulla carta più di 2.300 seggi elettorali per circa 5,3 milioni di elettori chiamati a votare dalle 9 alle 20. Secondo i sondaggi, non c’è sostegno maggioritario per l’indipendenza tra i catalani, ma la partecipazione è considerata critica: un numero elevato consentirebbe ai secessionisti di dichiarare di avere un mandato di indipendenza, mentre un numero basso potrebbe compromettere seriamente i tentativi di essere presi seriamente. Tensione, scontri e violenze aprono l’attesa giornata del referendum sull’indipendenza della Catalogna. Il bilancio delle azioni di polizia e guardia nazionale, che sono intervenute per impedire le operazioni di voto, è di 337 persone ferite o contuse (secondo quanto riportato dal governo catalano), alcune delle quali in modo serio.

Polizia spagnola e Guardia civile impediscono l’esercizio del voto e bloccano le connessioni a Internet

Votate in qualsiasi seggio, anche se non è il vostro. Questo l’invito del governo catalano lanciato questa mattina per aggirare le mosse di Madrid che puntano a ostacolare in qualsiasi modo il voto sull’indipendenza. Basterà portarsi un documento d’indentità e la scheda stampata a casa per considerare il voto valido. Primi interventi della polizia inviata da Madrid per bloccare i seggi elettorali. Tensioni tra forze dell’ordine e catalani. Qualche minuto prima e dopo dell’inizio della votazione, agenti della Polizia Nazionale Spagnola e della Guardia Civile dispiegati presso diversi seggi elettorali hanno iniziato ad intervenire per impedire il voto. Contromossa del governo spagnolo al governo catalano: in diverse sedi dove vi sono seggi elettorali le linee internet non funzionerebbero più. Nove poliziotti e due guardie civili sono stati feriti in modo lieve durante gli interventi in diversi luoghi della Catalogna per bloccare il referendum sull’indipendenza sospeso dalla Corte Costituzionale. Lo comunicano fonti del governo spagnolo. Il ministro dell’Interno, Juan Ignacio Zoido, ha spiegato che gli agenti hanno “neutralizzato” circa 70 stazioni elettorali e ha assicurato che le loro azioni sono state “proporzionate”. La guardia civile ha arrestato una persona per resistenza a pubblico ufficiale in un collegio elettorale di Barcellona. Secondo quanto riferito da fonti delle forze dell’ordine a Efe, l’uomo aveva cercato di impedire l’ingresso degli agenti in un ambulatorio, che veniva usato come seggio per il referendum. Si tratta del primo arresto nella giornata di oggi nel corso del voto per il referendum sull’indipendenza della Catalogna.

Ada Colau, sindaca di Barcellona: “Rajoy codardo”. Il presidente catalano Puigdemont: “aggressione indiscriminata”

 Un capo del governo codardo ha inondato di polizia Barcellona che è una città di pace. Lo scrive su twitter il sindaco di Barcellona, Ada Colau. ”Barcellona è una città di pace e non ha paura”. Lo scrive su twitter il sindaco di Barcellona Ada Colau, dopo gli interventi della polizia di stamane ai seggi dove si vota per l’indipendenza della Catalogna. Lo “stato spagnolo” oggi si è reso responsabile di “un’aggressione indiscriminata” contro elettori che stavano “votando pacificamente”. E’ quanto ha dichiarato Carles Puigdemont parlando dal seggio di Sant Julià de Rami dove il presidente del governo catalano ha votato dopo che la Guardia Civil è intervenuta nel seggio di Girona dove doveva votare. “L’immagine dello Stato spagnolo ha raggiunto livelli di vergogna che dureranno per la vita”, ha detto ancora il leader catalano. “Oggi lo stato spagnolo ha perso molto più di quello che aveva perduto – ha concluso – ed oggi in Catalogna abbiamo guadagnato più di quanto avevamo guadagnato”.

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