Bilancio. Clamoroso: nella manovra il governo dimentica di rifinanziare gli interventi per il Piano nazionale Amianto. Cgil, Cisl, Uil: urgente definire le risorse necessarie. Ogni anno muoiono tremila persone

Bilancio. Clamoroso: nella manovra il governo dimentica di rifinanziare gli interventi per il Piano nazionale Amianto. Cgil, Cisl, Uil: urgente definire le risorse necessarie. Ogni anno muoiono tremila persone

A una rilettura dei 120  articoli che costituiscono il disegno di legge di Bilancio 2018-2020 se ne scoprono delle belle. Una lettura non facile perché dal testo originale composto da 60 articoli, già molti, si è passati agli attuali che solo all’ultimo momento sono stati resi noti. Non rispondono neppure al Def, il  disegno di  economia e finanza approvato dal Parlamento. Fra le “scoperte” non ci sono solo quelle della Commissione Ue che trova un “buco” di un miliardo e settecentomilioni, ne chiede conto e trova una risposta, quella data dal ministro Padoan, che parla  di un differente metodo di calcolo, che sarà difficile digerire per Moscovici, il Commissario che chiede con urgenza un chiarimento. I segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Angelo Colombini, Silvana Roseto scorrendo le pagine della documentazione si sono accorti che nell’attuale testo del Disegno di legge, quello che ora è all’esame della Commissione di Bilancio del Senato che apre le consultazioni manca qualsiasi riferimento al finanziamento degli interventi a favore del Piano Nazionale Amianto, che con la delibera della Conferenza Unificata Stato Regioni e Autonomie Locali del 5 maggio 2016 è stato assunto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Comitato Interministeriale e Interistituzionale Sanità, Ambiente, Lavoro, Giustizia, Economia, Regioni ed ANCI. Accertata la “dimenticanza”, chiamiamola così per carità di patria, Cgil, Cisl, Uil, in un comunicato “chiedono con urgenza che si provveda ad individuare e a definire le risorse finanziarie che devono dare garanzia per la messa in opera degli interventi più urgenti che riguardano:

– l’incentivo più consistente per la bonifica dell’amianto degli immobili privati nelle località ad elevato rischio sismico e nei Comuni a più alta incidenza di mesotelioma;

– il finanziamento ai Comuni per gli interventi in danno per la bonifica degli immobili con presenza di amianto friabile pericoloso per la salute dei cittadini;

– il finanziamento alle Regioni per la costruzione delle discariche e delle strutture utili al conferimento dei Materiali Contenenti Amianto;

– il finanziamento dei Centri di Eccellenza per la cura dei tumori asbesto correlati;

– la copertura delle misure di accesso al pensionamento anticipato per gli esposti all’amianto;

– il finanziamento per il potenziamento dei COR (Centri Organizzativi Regionali) per un miglior contrasto ai tumori professionali;

– il finanziamento del Fondo Vittime dell’Amianto (FVA) per prestazioni più consistenti per far fronte alle necessità delle vittime (Professionali e ambientali);

– il finanziamento della Ricerca :

  1. a) Clinica per trovare le terapie più efficaci per la cura dei mesotelioma
  2. b) Tecnologica per trovare metodi alternativi al conferimento in discarica dei Materiali Contenenti Amianto (MCA)”.

Landini, Colombini e Rosato notano a conclusione della clamorosa denuncia che”dopo 25 anni dalla legge 257/92 del bando all’amianto è stato bonificato meno del 20% dell’amianto presente in Italia, mentre i decessi a causa dell’amianto continuano ad essere di oltre 3.000 persone ogni anno. Riteniamo che la legge di Bilancio 2018-20, in continuità con gli interventi del 2014, dopo la bruciante delusione delle conclusioni del processo Eternit, debba significare un forte rilancio della lotta all’amianto e a favore della prevenzione e della cura delle vittime”, concludono i dirigenti sindacali.

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