Bankitalia. Renzi come Luigi XV: dopo di me il diluvio e spinge il Pd nel baratro. Gentiloni non più credibile dopo gli otto voti di fiducia. Assenze “renziane” al Consiglio dei ministri. Cgil, Cisl, Uil: auguri a Visco

Bankitalia. Renzi come Luigi XV: dopo di me il diluvio e spinge il Pd nel baratro. Gentiloni non più credibile dopo gli otto voti di fiducia. Assenze “renziane” al Consiglio dei ministri. Cgil, Cisl, Uil: auguri a Visco

Renzi Matteo come Luigi XV, il re di Francia che dopo la sconfitta del suo esercito nella battaglia di Rossbach, 5 novembre 1757 per opera dell’esercito del re di Prussia, Federico il Grande, visibilmente infastidito dai cortigiani molto preoccupati per la loro sorte, avrebbe affermato “après nous (alcuni dicono moi ndr) le deluge, dopo di noi il diluvio. Altri storici attribuiscono la frase alla marchesa di Pompadour, sua amante, che intendeva risollevargli il morale. Sia come sia questa celebre frase va a pennello per Renzi Matteo. Non solo incassa una sconfitta clamorosa dopo aver impegnato il gruppo Pd della Camera a operare, con una mozione approvata in Aula, a impedire la conferma di Ignazio Visco a governatore di Bankitalia. Sapeva bene il segretario del Pd che già c’era un accordo fra Gentiloni, il ministro Padoan  e il presidente della Repubblica per confermare Visco. Ma  doveva ribadire che lui e solo lui era il capo. Un colpo per Gentiloni che aveva dovuto accettare la richiesta del  “suo” capo e segretario di blindare  la legge elettorale, il famigerato Rosatellum, tanto caro a Verdini, il vero vincitore della battaglia sulla legge elettorale, l’uomo cui Renzi fa totale affidamento per tornare a Palazzo Chigi. Voto di fiducia, per ben cinque volte anche al Senato proprio mentre si doveva decidere  sulla nomina del governatore di Bankitalia.

Gli otto voti di fiducia una sconfitta anche per il presidente del Consiglio

Gentiloni capiva che se avesse seguito, così come era avvenuto sui voti di fiducia, il suo capo indicando a Mattarella un nome nuovo per lui era la fine. E con uno scatto di orgoglio, molto sommesso, manteneva la scelte di confermare Visco. Ma ciò non cancellava la sua sconfitta, quella di aver accettato la richiesta di Renzi dei voti di fiducia. Era venuto meno, perdendo credibilità, a quanto affermato al momento della sua elezione a Palazzo Chigi: mai la fiducia sulla legge elettorale. Una sconfitta per Renzi e una sconfitta per lui. Appunto “dopo di me il diluvio”. Arriva la vendetta  del segretario del Pd.

Il Consiglio dei ministri cui è demandato il compito di dare l’ok alla proposta di conferma per Visco vede significative assenze. Intanto Renzi lo sconfitto numero uno, insieme al presidente del Pd, Orfini, il più velenoso nei confronti di Gentiloni  ci tiene a non cedere neppure di un millimetro rispetto alle posizioni assunte: “Sulla Banca d’Italia come sapete”, afferma ai giornalisti, “ci sono state delle opinioni diverse anche al nostro interno. Io ho espresso le mie valutazioni in modo molto sereno e molto chiaro. Oggi si è fatta una scelta diversa e noi auguriamo buon lavoro al governatore nuovamente nominato dicendo che per noi la discussione è terminata con le modalità che conosciamo, e che sono previste dalle istituzioni. Punto e basta”. Ma questo punto e basta è solo un paravento per quanto accaduto nel Consiglio dei ministri. Fonti di governo affermano che è stato il ministro Dario Franceschini a intervenire per dire: siamo in una situazione talmente complicata che propongo di accogliere la proposta del presidente senza aprire un dibattito.

Ministri renziani assenti dal Consiglio. Disappunto dei presenti. Scotto: auguri a Boschi “influenzata”

Ma al termine del Cdm gli altri ministri del Pd (con Franceschini, anche Andrea Orlando, Anna Finocchiaro, Roberta Pinotti e Marco Minniti) si sarebbero  fermati a lungo a discutere tra loro ed è emerso un forte disappunto, scrivono le agenzie per la scelta dei ministri renziani Martina, Lotti e Delrio oltre alla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, si dice influenzata, nel senso di malattia – di non partecipare alla riunione. Assente anche la  Lorenzin. “Auguri di rapida guarigione” alla sottosegretaria arrivano da Arturo Scotto (Articolo 1-Mdp)- “Auguriamo una rapida guarigione alla sottosegretaria Boschi. Noi avremmo preferito che la scelta di non partecipare al Cdm sulla nomina del governatore della Banca d’Italia, fosse legata a una valutazione di opportunità politica come avevamo chiesto nell’interrogazione parlamentare depositata lunedì scorso. La questione resta ed è un macigno enorme sulla credibilità del Governo. Non si può affidare a un virus la risoluzione del conflitto d’interessi”.

Fassina: la conferma del governatore scelta necessaria

Stefano Fassina (Sinistra italiana) afferma: “Renzi e quelli che sono intorno a lui hanno fatto per anni le caricature dei ministri di lotta e di governo che c’erano ai tempi dell’Unione. Quei ministri che la mattina facevano il Cdm e il pomeriggio andavano in piazza a fare le manifestazioni. Allora venivano considerati ridicoli e coerentemente bisogna considerarli ridicoli adesso. Un partito che esprime il presidente del Consiglio, che esprime il ministro dell’Economia non può presentare una mozione per colpire in modo strumentale la Banca d’Italia. La conferma di Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia è scelta necessaria. Dopo il tentativo del Pd di fare di Visco il capo espiatorio dei problemi emersi nel sistema bancario -afferma Fassina – la tutela dell’istituto di via Nazionale imponeva la conferma da parte del presidente Mattarella. Sono sempre state e sono fuori discussione l’integrità morale e le qualità professionali di Visco. La discussione in Parlamento sulle attività di Bankitalia – aggiunge – sarebbe potuta essere utile se non fosse stata così strumentalizzata a fini elettorali dal partito che esprime la maggioranza, il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia. Ovviamente, la conferma del governatore non sminuisce la portata dei problemi emersi nel sistema bancario. Pertanto, la Commissione parlamentare d’inchiesta deve andare avanti e riprendere i lavori nella prossima legislatura. Siamo sicuri – conclude Fassina – che Ignazio Visco farà tesoro dei difficilissimi anni che abbiamo alle spalle. I miglior auguri di buon lavoro”.

Dal segretario Pd un assist a Brunetta che prende la palla al balzo

Prende la palla al balzo Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia cui Renzi ha offerto un sensazionale assist. “Da partito di opposizione che ha sempre avuto come sua stella polare il rispetto delle istituzioni – dice – non possiamo che sottolineare la nostra preoccupazione per una situazione sempre più delicata all’interno dell’esecutivo e nel rapporto, ormai perverso, tra il Pd di Renzi e il governo Gentiloni. Siamo ormai alle comiche finali. Il Paese è alla mercé di guerre intestine e di scontri politici dentro il Partito democratico. Il centrodestra unito è pronto a presentarsi, alle prossime elezioni politiche, come alternativa credibile e responsabile a questa accozzaglia deforme che non è più in grado di guidare la nostra Italia”.

I sindacati: autonomia e trasparenza saranno salvaguardati

Messaggi di “felicitazione” arrivano a Ignazio Visco da parte di Susanna Camusso. ”Desidero esprimerle a nome mio personale e della Cgil le felicitazioni per il rinnovo del suo mandato alla presidenza di Banca d’Italia. Sono certa – prosegue il telegramma – che la sua esperienza e la sua professionalità sapranno assicurare la necessaria autonomia e l’indispensabile trasparenza a una delle più importanti istituzioni del nostro Paese, e sapranno garantire, nel rispetto dei reciproci ruoli, un proficuo dialogo con i lavoratori dell’istituto e le loro rappresentanze sindacali”. Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, uno dei sindacati dei bancari parla di “una nomina giusta. È impensabile che un partito possa rimettere in discussione la nomina di un’istituzione importante come Banca d’Italia”. Dalla Cisl arriva un messaggio della segretaria generale, Anna Maria Furlan che gli esprime gli “auguri miei personali e della Segreteria Confederale della Cisl per il rinnovo della carica di Governatore della Banca d’Italia”. “La Banca d’Italia – sottolinea – è una importante istituzione pubblica del nostro paese chiamata a concorrere alla politica monetaria ed a vigilare con la necessaria trasparenza sul sistema bancario a garanzia e tutela del risparmio dei cittadini, delle famiglie e degli interessi produttivi del paese”. Auguri anche da Barbagallo, segretario generale della Uil, ma sottolinea come “ci sia stata una scarsa vigilanza della Banca d’Italia e che ci siano state conseguenze negative per i risparmiatori, i lavoratori e le piccole imprese  – è un fatto indiscutibile.

Fioroni e Gasbarra. A denti stretti appello alla Commissione parlamentare

A denti stretti Fioroni e Gasbarra, deputato Pd uno  e europarlamentare Dem l’altro “con rispetto prendono atto della scelta compiuta” ma, proseguono. “la conferma del governatore non diventi tappo sulla verità”. Poi concludono: “La Commissione parlamentare vada avanti rapidamente e faccia chiarezza sulle responsabilità, senza sconti a nessuno per rispetto degli italiani e per la credibilità delle istituzioni”.  Già ma chi ha di fatto bloccato la Commissione? Il Pd. E chi è stato nominato presidente? Casini. Un posticino toccava anche a lui. Il senso del pudore ormai in casa del Pd e alleati, a partire da Verdini, fa parte degli oggetti smarriti.

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