Bankitalia e Corte dei Conti: bene il Def, la crescita c’è, ma non si cambi la legge Fornero come chiesto dai sindacati. Ghiselli (Cgil): non si scarichi su lavoratori e pensionati l’onere di risanare il Paese. Il governo mantenga gli impegni

Bankitalia e Corte dei Conti: bene il Def, la crescita c’è, ma non si cambi la legge Fornero come chiesto dai sindacati. Ghiselli (Cgil): non si  scarichi su lavoratori e pensionati l’onere di risanare il  Paese. Il governo mantenga gli impegni

Sarà una coincidenza casuale ma non si può fare a meno di sottolineare che ogni qual volta il governo affronta problemi che riguardano politiche economiche e sociali, in particolare in occasione della nota di aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza, della approvazione del Bilancio dello Stato, di confronti, rari in verità con i sindacati, arrivano documenti, prese di posizione di Istat, Banca d’Italia, Corte dei conti in cui si “indicano”, si fa per dire, quelle che si possono chiamare, benevolmente, “linee guida”, suggerimenti. Di fatto paletti, a supporto delle scelte del governo, che segnano la strada di provvedimenti importanti sui quali il Parlamento deve pronunciarsi. Magari qualche ministro, ci riferiamo per esempio a Padoan che ha nelle mani il timone delle manovre economiche, potrà dire che “avremmo voluto fare qualcosa di più, ma non  possiamo non tener conto di quanto ci dicono Istat, Banca d’Italia, Corte dei Conti”. Ciò vale in particolare per quanto riguarda proposte dei sindacati su problemi importanti come le pensioni. Cgil, Cisl, Uil chiedono di dar corso alle intese già raggiunte un anno fa ma  che sono, di fatto bloccate. Ciò vale anche per il rinnovo dei i contratti dei dipendenti pubblici. Il percorso verso la stesura e la firma, c’è anche per questo provvedimento, una intesa sottoscritta dalla ministra Madia, è bloccato. Non è ancora chiaro quale sia lo stanziamento previsto in Bilancio.

Alleva (Istat). Elogi al governo. La situazione è favorevole. Non è vero. Frena il potere d’acquisto delle famiglie

Accade così che proprio nel giorno in cui il ministro Padoan si presenta alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite in seduta comune per presentare il Def si fanno vivi il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, il vicedirettore generale di Banca Italia, Luigi Federico Signorini e il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci. Il primo convalida i gridolini di gioia di Gentiloni, Padoan, Renzi Matteo. Ormai siamo fuori dalla crisi, l’occupazione cresce, la cura del jobs act ha dato i risultati. Alleva addirittura annuncia che la “situazione è favorevole”, conferma numeri alla mano che cresce la fiducia degli italiani.  Mentre dice chiaramente che la linea da seguire è quella impostata da Renzi che ha dato i suoi frutti, proprio dall’Istituto che lui presiede arrivano dati  che sconfessano tanto ottimismo. Siamo infatti in presenza di una frenata del potere di acquisto delle famiglie, -0,3%, minimo storico a-1,5% per quanto riguarda la loro propensione al risparmio come nota Federconsumatori in una dichiarazione del suo presidente di cui parliamo in altro articolo.  Davvero singolare che il presidente dell’Istituto consideri questa situazione  “favorevole”.  Dal canto loro il vicedirettore di Bankitalia e il presidente della Corte dei Conti  chiedono al Parlamento di non tornare indietro sulle riforme  riferendosi a quella delle pensioni che porta il nome della Fornero. Martucci afferma che ogni arretramento esporrebbe il comparto e quindi la finanza pubblica in generale a “rischi di sostenibilità”. Il vicedirettore di Bankitalia si muove sulla stessa linea: “Le ultime proiezioni sulla spesa pensionistica mettono in evidenza l’importanza di garantire la piena attuazione delle riforme approvate in passato, senza tornare indietro”.

Cgil, Cisl, Uil ancora in attesa di una convocazione da parte del governo

L’intesa cui fanno riferimento Cgil, Cisl, Uil riguarda in particolare l’adeguamento automatico della data in cui si va in pensione alle speranze di vita che deve essere rivista e il superamento delle discriminazioni di cui sono vittime le donne. I sindacati sono ancora in attesa della convocazione da parte del presidente del Consiglio e del ministro Poletti, cui hanno chiesto un incontro. Padoan ha già deciso: nel Def non figurano le pensioni, il ministro non se ne ricorda, nessun miglioramento. Risponde per le rime in particolare a Banca d’Italia e Corte dei Conti, al ministro, il segretario confederale della Cgil, Ghiselli. “È insopportabile – afferma – non ricordarsi che l’attuale sistema previdenziale italiano è il più restrittivo d’Europa. Il governo mantenga le promesse. È singolare che quando si parla di pensioni, si considerino solo i conti e mai la condizione reale di vita e di lavoro delle persone”. Rivolto a Bankitalia e Corte dei Conti afferma: “Queste autorevoli istituzioni non vogliono considerare che con la legge Fornero non si è fatta una riforma previdenziale, ma solo cassa, scaricando sui lavoratori e sui pensionati l’onere principale del risanamento del paese. È necessario trovare il coraggio politico di apportare a tale legge una radicale, seppur graduale, modifica, mettendo anche in conto la necessità di una redistribuzione degli oneri sociali da sostenere, per superare così la profonda iniquità che l’ha caratterizzata”.

“Ma queste sono considerazioni sociali e politiche che non competono ai soggetti ascoltati oggi – afferma il dirigente della Cgil – quindi è bene che sia il governo ad assumersi la responsabilità di dare risposte chiare al documento sindacale sulle pensioni”

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