Sicilia. Si conferma laboratorio politico nazionale. Botta e risposta tra Richetti e Fava, con la partecipazione di Furfaro (Pisapia) che accusa Mdp. Brinda la destra da Berlusconi a Storace. Le grane del Pd con Alfano che spinge per un suo uomo

Sicilia. Si conferma laboratorio politico nazionale. Botta e risposta tra Richetti e Fava, con la partecipazione di Furfaro (Pisapia) che accusa Mdp. Brinda la destra da Berlusconi a Storace. Le grane del Pd con Alfano che spinge per un suo uomo

In Sicilia, ormai al centro dell’attenzione politica nazionale perché si presenta come una sorta di laboratorio politico, il centrodestra canta vittoria per l’accordo raggiunto sul tandem Musumeci, espressione di Fratelli d’Italia, e Armao, esponente di un movimento locale, ma lanciato da Berlusconi, mentre tra Partito democratico e Alternativa popolare di Angelino Alfano l’accordo non sembra del tutto chiuso, con la variabile impazzita del presidente uscente Crocetta che reclama le primarie. A sinistra sembra invece fatta per una ricostruzione unitaria delle forze politiche e sociali che dovrebbero ricompattarsi attorno alla candidatura di Claudio Fava, lanciato da Sinistra Italiana e accettato all’unanimità dal gruppo dirigente siciliano di Articolo1-Mdp. Su Claudio Fava si è concentrata la polemica innescata da Matteo Richetti, che in un’intervista a Repubblica ha rilanciato l’idea del “listone unitario” alla Camera da Alfano a Pisapia, passando per il ministro Calenda. Ed ha accusato esplicitamente Mdp di voler distruggere il centrosinistra portandolo alla sconfitta. Tesi alquanto curiosa e politicamente debole, dal momento che fin dall’inizio Mdp ha espresso la propria contrarietà all’accordo con Angelino Alfano, e anzi con Davide Zoggia parla esplicitamente di “Partito della nazione”. Ma a Matteo Richetti, portavoce nazionale del Pd, replica lo stesso Claudio Fava.

La polemica tra Matteo Richetti, portavoce del Pd, e Claudio Fava, indicato quale candidato presidente della Regione

Matteo Richetti dice che Mdp in Sicilia distrugge il centrosinistra? “Pensare di fare un governo, in Sicilia e non solo, con Alfano mi sembra una pretesa eccessiva. Noi vogliamo costruire un centrosinistra che chiuda una certa pagina politica e non lo fai con Alfano e con i suoi ministri e deputati indagati”, dice Claudio Fava, ai microfoni di RaiNews. Fava non risparmoa critiche neppure a Giuliano Pisapia: “Credo che un dirigente politico in un momento di confronto non si sottrae alle scelte, non evapora. Non posso farmi carico dei silenzi degli altri, credo sia Pisapia stesso a dover chiarire, ma mi permetto di contestare la scelta di dire prima ‘mai con Alfano’ però la Sicilia può essere territorio di sperimentazioni”, afferma in un’intervista al Fatto Quotidiano. Nei prossimi giorni dovrebbe ufficializzare la sua corsa per la Regione Sicilia: “Mi sono dato come limite la fine di questa settimana, i primi giorni di settembre, per chiarire la situazione ed esprimere una posizione. Lo farò quando avrò la certezza che attorno alla mia proposta c’è la piena convergenza di tutte le forze di sinistra, penso a Mdp, Sinistra Italiana, Verdi, Civati, Rifondazione. Ci tengo a chiarirlo: io non sono un candidato di bandiera ma uno che vuole rappresentare la voce dei siciliani, partendo da sinistra per cercare il dialogo anche con tanti altri mondi”.

Pisapia evaporato? Marco Furfaro, Campo progressista, mette sotto accusa Mdp e Fava: “non ratifichiamo decisioni già prese”

A stretto giro di agenzie, Marco Furfaro, di Campo progressista, replica a sua volta a Claudio Fava e a Mdp: “Nei prossimi giorni diremo la nostra. Ma il comportamento di Mdp non è da chi ha a cuore l’unità del centrosinistra. Mdp ha rotto con una decisione unilaterale, senza confrontarsi con noi. A Fava che dice che Pisapia è ‘evaporato’ e non si è comportato da leader, rovescio la questione: sono loro che sono ‘evaporati’ senza confrontarsi con noi”. Il percorso con Mdp potrebbe essere compromesso da quanto sta accadendo in Sicilia? “Spero e mi auguro di no, ma se c’è qualcuno che pensa di decidere e che gli altri debbano solo ratificare le decisioni già prese, sappia che così non si costruisce un progetto insieme. E’ un problema di metodo -sottolinea Furfaro- che va risolto”. Insomma, se non è il segno di una spaccatura tra la sinistra, Mdp e il movimento di Pisapia, ci si va vicini.

Centrodestra unito da Berlusconi a Storace, passando per Meloni e Salvini

Nel frattempo, come si diceva, il centrodestra brinda a un’alleanza che tiene dentro tutti, da Berlusconi, a Salvini, alla Meloni, fino ad Alemanno e Storace. “Oggi è un giorno importante perché stiamo ridando ai siciliani un’ancora di speranza. Stiamo dando una speranza delusa dalla demagogia di certa politica”, dice Nello Musumeci, candidato del centrodestra alle Regionali, nel corso della conferenza stampa a Palazzo dei Normanni. “Il senso di responsabilità è stato il lievito di questo progetto – aggiunge Musumeci -. Per questo voglio ringraziare i leader di tutte le forze politiche. A cominciare da Gianfranco Miccichè: si è detto che il mio rapporto con lui è agrodolce. Ma è più dolce che amaro”. Per quanto riguarda il programma della coalizione, l’ex An ha annunciato “sarà discusso nei prossimi giorni e sarà illustrato a tutte le famiglie dell’Isola. La politica, la buona politica deve tornare autorevole e non deve vergognarsi di se stessa. La nostra sarà una giunta politica proprio per queste ragioni”.

Le grane del Pd: Alfano chiede le primarie e lancia un suo uomo, La Via. Rosario Crocetta insiste

E il Pd di Renzi? Preso interamente nelle grane sollevate da Angelino Alfano, che non ritiene il rettore dell’Università di Palermo Micari forte al punto di vincere, e candida l’eurodeputato di Ap La Via, con la richiesta di primarie, deve fronteggiare il fervore manifestato in queste ore dal presidente uscente Rosario Crocetta, che non è certo disposto a farsi da parte. “Il tema delle alleanze e della candidatura a presidente della Regione siciliana del centrosinistra continua a dividere i potenziali alleati di un cartello democratico e di sinistra che può essere vincente per dare ulteriore slancio alle politiche di risanamento, di sviluppo e coesione avviate in questi anni. Per amore dell’unità non ho riproposto l’automatismo della mia ricandidatura, ma il percorso per un confronto unitario e democratico su programmi e candidati”, dice il governatore siciliano, Rosario Crocetta, lanciando un appello alle forze democratiche progressiste e di sinistra. Nei giorni scorsi il governatore durante una conferenza stampa convocata a Palermo è tornato a chiedere le primarie da svolgersi, secondo la sua proposta, il 17 settembre. “Mi addolora pensare che le forze a sinistra del Pd abbiano già scelto un percorso separato – aggiunge -. Ho sempre pensato all’unità come un grande valore e come presupposto essenziale per portare avanti i processi di rinnovamento della società. Io non ho mai detto ‘O me o nessun altro!’. Ho detto piuttosto: ‘Confrontiamoci, diciamocele tutte, rimarchiamo le nostre diversità, ma diamo un senso forte a ciò che ci unisce: il sogno di liberazione della Sicilia, bloccando il ritorno dei potenti di sempre al governo della regione o che la regione finisca in mano di soggetti incapaci di ogni azione di governo’. Unità, unità, unità dentro un percorso di primarie democratiche. Spero tanto che la sinistra aderisca” conclude Crocetta.

A conti fatti, gioiscono i 5Stelle, che un candidato già ce l’hanno, Cancelleri, e la campagna elettorale l’hanno già iniziata col tour di Di Maio e Di Battista. E da oggi, anche berlusconiani, ex missini e leghisti cominciano la loro campagna elettorale. La scadenza per la persentazione delle liste è fissata al 20 settembre. Qualcosa di nuovo accadrà ancora.

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