Roma Capitale. Atac sceglie il concordato preventivo in bianco e si espone al fallimento. Raggi si esalta: “Inizia una nuova vita…”. Fassina: “Scelte inaccettabili”. Sindacati in rivolta

Roma Capitale. Atac sceglie il concordato preventivo in bianco e si espone al fallimento. Raggi si esalta: “Inizia una nuova vita…”. Fassina: “Scelte inaccettabili”. Sindacati in rivolta
L’Atac, con il nuovo vertice a tre teste guidato da Paolo Simioni (la testa è la stessa ndr), ha scelto la strada meno impervia, ma altrettanto rischiosa per cercare di salvare l’azienda, ovvero quella del concordato preventivo in bianco, una scelta che molti esperti di grande contabilità aziendale valutano rischiosissima se, una parte o tutti i creditori chiederanno il fallimento. Fa parte della normativa e dunque, come in questi giorni in molti hanno chiesto al Tribunale di Roma il recupero delle somme dovute, allo stesso modo potranno minare il futuro dell’azienda pubblica del trasporto capitolino. Riportiamo, nel dettaglio, e parola per parola, quanto deliberato, così come riportiamo l’esaltazione del sindaco Raggi di fronte alla decisione, decisamente straordinaria, del Cda di Atac. Lo facciamo perché tutto resti nella memoria di chi ci legge e negli archivi di questo giornale, che ci auguriamo raccontino il futuro positivo per lavoratrici e lavoratori, oltre che, naturalmente dell’azienda.
 
Il Cda di Atac: “Concordato preventivo migliore soluzione alla crisi della società”
 
“Il CdA riunitosi in data odierna ha individuato nella procedura di concordato preventivo in continuità la migliore soluzione alla crisi della Società, deliberando l’immediata comunicazione all’azionista e convocazione dell’Assemblea dei soci per le decisioni di competenza. Il CdA ha altresì affidato l’incarico di Advisor Finanziario e Industriale alla società Ernst Young, di supporto alla procedura di soluzione della crisi. ‘Oggi abbiamo compiuto – commenta Paolo Simioni – il primo passo concreto per il risanamento e rilancio della Società’”. E’ quanto si legge in una nota di Atac.
 
La Raggi si esalta: “Finalmente inizia una nuova vita per Atac…” e via di seguito il volantino già scritto e destinato a Twitter dal M5S
 
“Finalmente, inizia una nuova vita per Atac. Si avvia un percorso di rinnovamento totale dell’azienda di trasporti di Roma con un obiettivo chiaro: migliorare le linee, rinnovare la flotta degli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che meritano; tutelare i dipendenti onesti”. Lo scrive su Twitter il sindaco Virginia Raggi, commentando la scelta del Cda dell’azienda di chiedere il concordato preventivo. “Insomma, parte la rivoluzione che trasforma la più grande società pubblica di trasporti d’Europa in una azienda efficiente – continua Raggi – Iniziamo un percorso che si chiama ‘concordato preventivo’ e che stiamo studiando dallo scorso anno: chiediamo ai creditori dell’azienda di realizzare insieme un piano di risanamento e rilancio. Chiediamo ai dipendenti e ai cittadini di seguirci in questo percorso di rinascita e aiutarci a rilanciare l’azienda di tutti noi. Mettiamo in opera uno strumento per trasformare radicalmente l’azienda e che mira a tutelare i livelli occupazionali. I lavoratori onesti non hanno nulla da temere. Non credete alla propaganda di chi vuole far fallire questa azienda. È un cammino che richiede coraggio, determinazione e una visione di lungo periodo. Nessuno in passato ci ha provato. Al contrario, hanno preferito non intervenire e lentamente hanno ‘spolpato’ un patrimonio di tutti i cittadini con il preciso obiettivo, oggi evidente a tutti, di svendere ai privati. Noi non abbiamo paura perché il nostro unico interesse è avere trasporti davvero efficienti. Non siamo legati a logiche clientelari, non dobbiamo niente a nessuno. Questo ci rende liberi. Abbiamo un obiettivo chiaro: Atac deve rimanere pubblica, deve rimanere dei cittadini e non finire nelle mani di privati che puntano esclusivamente a fare cassa sulle spalle dei romani e dei dipendenti. Sull’azienda ci sono le mire di chi la vuole a tutti i costi privatizzare e vuole dividersi le spoglie. I privati puntano a creare linee di serie A e linee di serie B; a fare profitto. È arrivato il momento di scegliere: o si va con i privati o si lascia Atac in mano pubblica, in una buona mano pubblica. Non è vero che ‘il pubblico non funziona’: se ben condotto può funzionare bene. Noi abbiamo scelto: l’azienda deve rimanere di proprietà dei romani. Noi non la svendiamo, i servizi pubblici non hanno prezzo. Cedere ai privati non è la soluzione, non è la cura per Atac. I privati non offrono una risposta immediata ai problemi strutturali ed economici della municipalizzata, non preservano il servizio ma lo rendono vulnerabile, sofferente e facile preda di chi punta solo a fare cassa. Con il privato vige la legge del profitto a discapito di quella della solidarietà e del servizio, scendono in campo interessi economici che tolgono sostanza al servizio e che nulla hanno a che fare con le mirabolanti soluzioni sponsorizzate dai partiti politici. Non vogliamo creare disparità nel trasporto pubblico; non vogliamo linee o tratte maggiormente servite, perché più convenienti, e altre deliberatamente messe da parte perché poco remunerative; non vogliamo costi esorbitanti del biglietto; non vogliamo che il privato faccia prevalere i suoi interessi a danno della città e dell’interesse pubblico. Siamo perfettamente consapevoli che attuare cambiamenti veloci in un’azienda con oltre 1,3 miliardi di debiti non è impresa facile, ma siamo altrettanto consci del nostro obiettivo, del fine verso cui stiamo indirizzando i nostri sforzi. Se avessimo puntato solo al consenso immediato avremmo fatto un passo indietro, abbandonato la partita, cedendo alla propaganda sulla liberalizzazione del trasporto pubblico locale che, invece, altri schieramenti politici cavalcano solo per acquisire una manciata di voti o solo per interessi elettorali. Stiamo giocando una partita che ha terrorizzato i nostri predecessori e li ha fatti indietreggiare: noi andiamo avanti con coraggio”.
 
Fassina (Si): “Inaccettabile la scelta del concordato preventivo, nel merito e nel metodo”
 
“La scelta del concordato preventivo per Atac è inaccettabile nel merito e nel metodo. Il bilancio del 2015, l’ultimo approvato, indica un debito di 1 miliardo e 350 milioni a fronte di crediti per 1 miliardo e 266 milioni verso la Regione Lazio (quasi 650 milioni), in particolare della ex Giunta Polverini, e verso il Comune di Roma (381 milioni). La Giunta Raggi ha perso un anno di tempo con una girandola di amministratori, prima nominati e poi rimossi senza alcuna spiegazione. Portare Atac al fallimento è una scelta politica della Giunta Raggi. Poteva essere evitata con una coraggiosa e radicale riorganizzazione. Cosa succederà se, come previsto dalla legge, una parte dei creditori chiederà il fallimento di Atac? A chi darà la colpa la sindaca? Quali saranno le conseguenze sul bilancio comunale? Inoltre, il ricorso al Tribunale è inaccettabile nel metodo. Atac è un bene comune, di tutti i romani. Il proprietario di Atac è l’Assemblea Capitolina non la Giunta. Arrivare al concordato preventivo senza una discussione in Commissione e in Assemblea Capitolina è un atto eversivo. Come opposizioni, da inizio luglio chiediamo un Consiglio Straordinario su Atac. Con i giochini di Palazzo degni dei migliori marpioni della Prima Repubblica, il Consiglio su Atac è stato calendarizzato il 7 Settembre, a giochi fatti. La Sindaca deve fermarsi. Chieda il rinvio dell’assemblea dei soci di Atac e venga in Consiglio a spiegare alla città e ai lavoratori e lavoratrici le ragioni del concordato preventivo”. Così in una nota Stefano Fassina, deputato Sinistra italiana e consigliere Sinistra per Roma.
 
Primi scioperi dal 4 settembre. Lavoratori degli appalti senza stipendio di luglio e quattordicesima
 
“Per i lavoratori della Nurc Srl mancano all’appello lo stipendio di luglio, la 14° mensilità e l’una tantum del rinnovo del contratto nazionale, nonostante continuino a fornire un servizio essenziale per Atac, quello della gestione dei depuratori, e lavorino nelle autorimesse dell’azienda dei trasporti capitolina. Dopo i troppi tentativi di sensibilizzazione nei confronti di azienda e comune di Roma, la pazienza di questi 11 lavoratori è finita. Lunedì 4 settembre saranno in sciopero per tutti i turni dell’intera giornata”. Con in una nota la Fp Cgil comunica lo sciopero dei lavoratori della Nurc srl, società che – continua il sindacato – “gestisce in appalto i depuratori delle autorimesse di Atac Spa e in seguito ai mancati pagamenti da parte dell’azienda pubblica non corrisponde agli operai quanto spetta loro di diritto”. “È un’evidente ingiustizia che il lavoro effettuato per un’azienda pubblica non venga regolarmente pagato. Questo sciopero – conclude la Fp Cgil Roma e Lazio – è solo il primo atto della mobilitazione”.
 
E gli autonomi della Faisa Confail annunciano: “Quella della Raggi è una dichiarazione di guerra”
 
“Questa è una dichiarazione di guerra da parte sia della governance aziendale, sia da parte della giunta Raggi. Il m5s aveva promesso mari e monti in campagna elettorale, invece dimostrano che non mantengono le promesse perché attuano la pianura, ossia il nulla. Facile affidarsi ad un giudice dopo un anno, comunque vogliamo ricordare a tutti che rimarrete nella storia negativa di questa gloriosa società. Il 7 settembre in piazza del Campidoglio ve lo diremo in faccia e fidatevi è solo l’inizio perché sarà un autunno molto caldo”. Così il segretario regionale Faisa Confail, Claudio Di Francesco, commentando la scelta effettuata dal Cda di Atac di chiedere il concordato preventivo per l’azienda di trasporto pubblico.
Share